Petfood: il “senza zuccheri” e i funzionali spingono il mercato

Petfood: il
Il mercato del petfood si conferma uno dei comparti più dinamici del largo consumo, con un sell-out che tocca quota 1,2 miliardi di euro tra supermercati, ipermercati e negozi a libero servizio. Secondo l’ultima analisi dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy su un campione di quasi 4.000 referenze, emerge un dato inequivocabile: la nutrizione di cani e gatti sta ricalcando fedelmente le macro-tendenze dell’alimentazione umana, puntando tutto su equilibrio nutrizionale e prevenzione.

Il trionfo del “Free From”: meno zuccheri e zero cereali

Il segmento dei prodotti “senza” si conferma il pilastro del settore, con quasi 2.000 referenze e un valore di 723 milioni di euro. I driver di crescita più significativi riguardano la salute metabolica e il controllo del peso:
  • Sugar free: +4,0% a volume.
  • Grain free / Low grain: +6,0%, a conferma della ricerca di diete più ancestrali o ipoallergeniche.
  • Low calories: segna il balzo più alto con un +7,4%, evidenziando una crescente attenzione dei proprietari verso il problema dell’obesità nel pet.

La nuova frontiera del “Rich-in”: probiotici e salute intestinale

Sebbene le vitamine restino l’integrazione più diffusa, il consumatore moderno cerca soluzioni più specifiche e funzionali. L’analisi mostra un forte interesse per la salute del microbiota: le vendite di prodotti arricchiti con prebiotici sono cresciute del 6,1% a volume. Tiene bene anche il comparto degli Omega 3 e 6 (+1,2%), scelti per il supporto al sistema cardiovascolare e alla lucentezza del mantello.

Il nodo dell’italianità: tiene solo il “Made in Italy”

Un dato in controtendenza rispetto al passato riguarda l’origine del prodotto. L’italianità generica in etichetta sembra aver perso parte del suo potere attrattivo: i claim legati alla bandiera tricolore o al “100% italiano” registrano una flessione sia a valore che a volume. L’unico baluardo resta il claim “Prodotto in Italia/Made in Italy” (+0,6%), che grazie a un aumento dell’offerta (382 prodotti) e a una spinta promozionale mirata, riesce a superare gli 86 milioni di euro di sell-out.
In sintesi, il mercato del petfood si sposta verso una “umanizzazione” estrema della dieta, dove la qualità percepita non passa più solo dall’origine geografica, ma dalla capacità del prodotto di rispondere a esigenze cliniche e funzionali precise.