Il canale digitale rappresenta uno dei motori di crescita più dinamici per il mercato del pet food, ma proprio l’espansione delle vendite online ha portato alla luce alcune criticità legate alla conformità dei prodotti e alla correttezza delle comunicazioni commerciali. Su questo fronte interviene ora il Ministero della Salute, che con una nota diffusa il 10 marzo 2026 invita a intensificare i controlli sui prodotti destinati agli animali da compagnia commercializzati tramite web e social network.
La nota arriva a seguito di diverse segnalazioni da parte dei cittadini relative a prodotti di pet food venduti online che presenterebbero irregolarità o carenze informative. Il Ministero ha quindi invitato le associazioni di settore a diffondere le informazioni contenute nel documento e le autorità territoriali a rafforzare le attività di controllo ufficiale, con particolare attenzione ai prodotti promossi e commercializzati attraverso i canali digitali.
Le norme richiamate dal Ministero
Nel documento vengono richiamate in particolare le disposizioni di due regolamenti europei fondamentali per il settore:
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il Regolamento (CE) n. 767/2009, che disciplina l’etichettatura e la comunicazione commerciale dei mangimi;
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il Regolamento (CE) n. 183/2005, che stabilisce i requisiti di sicurezza e gli obblighi per gli operatori del settore dei mangimi.
Si tratta di norme che definiscono con precisione i criteri di produzione, registrazione delle strutture, etichettatura e correttezza delle indicazioni nutrizionali o salutistiche.
Le principali irregolarità riscontrate
Secondo quanto riportato nella nota, le criticità emerse riguardano diversi aspetti della commercializzazione online di prodotti destinati agli animali da compagnia.
Tra le situazioni segnalate figurano:
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vendita tramite social network di biscotti e snack per cani e gatti prodotti da privati in ambito domestico, in strutture non registrate o riconosciute e spesso privi delle informazioni obbligatorie in etichetta e delle necessarie garanzie igienico-sanitarie;
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errata classificazione di alcuni prodotti, etichettati come “mangimi complementari” pur essendo costituiti da un’unica materia prima e quindi riconducibili alla categoria dei mangimi semplici;
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utilizzo non conforme di indicazioni relative a particolari fini nutrizionali, in difformità rispetto alle disposizioni normative;
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promozione sui social di prodotti destinati al consumo umano, come integratori, suggeriti anche per l’alimentazione animale senza rispettare i requisiti previsti per i mangimi e, in alcuni casi, contenenti additivi non autorizzati o impiegati in dosaggi non conformi;
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impiego di claim di tipo medico o terapeutico non consentiti per i mangimi.
I controlli rientrano nel PNAA
Gli esiti delle verifiche saranno raccolti nella relazione annuale del Piano Nazionale di Controllo Ufficiale sull’Alimentazione degli Animali (PNAA). L’obiettivo dichiarato dal Ministero è rafforzare la vigilanza su un mercato in forte espansione come quello delle vendite online, garantendo il rispetto della normativa, la sicurezza dei prodotti destinati agli animali da compagnia e una comunicazione corretta e trasparente verso i consumatori.
Un segnale importante per il mercato
L’intervento del Ministero arriva in una fase in cui l’e-commerce pet food continua a crescere rapidamente, sostenuto dall’evoluzione delle abitudini di acquisto dei pet owner e dalla diffusione dei canali digitali.
Proprio questa crescita, tuttavia, ha favorito l’ingresso sul mercato di operatori non sempre conformi alle norme, con prodotti realizzati al di fuori dei circuiti ufficiali o privi dei requisiti richiesti dalla legislazione europea.
In questo contesto, il rafforzamento dei controlli rappresenta anche un elemento positivo per le aziende e i rivenditori che operano nel rispetto della normativa. Le imprese che investono in processi produttivi certificati, tracciabilità, etichettatura corretta e comunicazione trasparente vedono infatti riconosciuto il valore del proprio lavoro in un mercato più regolato.
La maggiore attenzione delle autorità può contribuire a:
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contrastare la concorrenza sleale di prodotti realizzati e venduti al di fuori dei requisiti previsti;
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rafforzare la fiducia dei consumatori nei confronti dei marchi e dei rivenditori affidabili;
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valorizzare gli operatori che rispettano le regole lungo tutta la filiera.
Per il settore del pet food, sempre più centrale nell’economia della pet care, il messaggio è chiaro: l’innovazione dei canali di vendita deve procedere di pari passo con il rispetto delle norme e con la tutela della sicurezza alimentare degli animali da compagnia. In questo scenario, i controlli rappresentano non solo uno strumento di vigilanza, ma anche un fattore di equilibrio competitivo per l’intero mercato.



