Più rincari e meno adozioni. L’inflazione colpisce i petlover

Inflazione

Secondo Petfoodindustry.com l’inflazione colpisce i petlover in questo momento storico al punto da portare a una riduzione delle adozioni di animali da compagnia, per ridurre le spese famigliari. Il costo del petfood è cresciuto in Europa, a doppia cifra; c’è anche difficoltà di approvvigionamento su alcuni prodotti, e in più il carico dei costi energetici si riflette sul sostentamento di pesci e rettili, mantenuti in gabbie e vasche con alimentazione elettrica.

I numeri dell’inflazione che colpisce i petlover

Le cause le conosciamo, gli effetti li abbiamo visti sul carrello della spesa, e riguardano i costi domestici nel loro complesso. I pet sono membri della famiglia, ma non tutte le famiglie, oggi, possono permetterseli. Così sembrano dire i dati che Petfoodindustry.com ricava da Euromonitor International, che ha pubblicato a novembre un’indagine dedicata ai costi del petfood in Europa.

L’indagine Euromonitor

inflazione colpisce i petlover

Il campo è quello delle vendite di petfood per cane o gatto online, da marzo a ottobre 2022. La disponibilità di prodotto ha subito l’impatto della rottura della supply chain provocata dalla guerra in Ucraina, cui si aggiunge la concorrenza per i beni commodity. I problemi sono più marcati nelle nazioni più vicine all’Ucraina: l’Inghilterra, il più grande mercato petfood europeo, è quello meno colpito con solo -8% di diminuzione del numero delle referenze disponibili; Germania e Francia invece hanno visto riduzioni del -39% e -35%.

Polonia e Repubblica Ceca sono le più colpite dalla carenza di prodotto, anche a causa dei profughi ucraini che in queste aree sono arrivati portando i propri pet e provocando un aumento della domanda di petfood.

inflazione colpisce i petloverSe il prodotto manca, il prezzo sale. Il raffronto è stato fatto per unità di peso: 100 g di petfood. In media gli aumenti registrati in Uk, Germania, Francia, Italia, Spagna, Polonia e Repubblica Ceca per 6 diverse categorie di petfood cane e gatto sono stati del +21%. La Francia è il paese che ha la media più elevata dei rincari, +31%.

Brand e retailer

I diversi brand e retailer hanno fatto scelte diverse rispetto agli aumenti, scelte che potrebbero spostare i consumatori da un brand all’altro, da un’insegna all’altra. Per i marchi, il tema è giustificare gli aumenti senza perdere clienti. Per i retailer è più un tema di fidelizzazione e hanno in più lo strumento della marca privata.

inflazione colpisce i petloverGli aumenti ovviamente si sentono di più per i retailer che partono da punti prezzo più bassi, quindi nella gdo più che nelle catene specializzate.

L’indagine condotta da Puupies.co.uk (associazione di allevatori) sulla percezione degli aumenti ha rivelato come questa sia molto elevata: secondo i petlover ci sarebbe stato un incremento del +94,66% del petfood cane rispetto al pre pandemia. Ancora maggiore la percezione dell’aumento nel sud dell’Inghilterra, +138%. Segue la Scozia, +98%, mentre a Londra la percezione è di aumenti inferiori, +38%.

Costi energetici degli acquari

Un altro costi che pesa sul bilancio famigliare è quello energetico. In pandemia molti hanno acquistato un acquario o un terrario, ma da marzo 2022 le vendite sono diminuite e i prezzi aumentati.

L’opportunità qui è rappresentata dagli acquari a basso consumo energetico, la cui spesa stimata al mese si aggira sui 10-15 dollari (dati globalpetindustry.com) per una struttura da 200-400 litri. Ugualmente il mercato ha cominciato a proporre l’accessoristica a basso consumo, pompe e filtri per l’acqua, lampade a basso consumo.

L’aumento dei costi spinge anche le soluzioni “naturalmente” economiche, come gli ecosistemi autonomi: un esempio, il paludarium, un ecosistema che unisce piante da appartamento (felci e muschi) e pesci in simbiosi. Oppure, piante e insetti, o ancora: solo piante.

Rincari e abbandoni

La società per la protezioni animali francese (Spa) segnala un incremento del +6% nell’abbandono di cani nel 2022, con tutte le strutture di accoglienza piene.

A ottobre, la Bbc ha parlato di un aumento del +25% degli abbandoni in Inghilterra e Galles, nel periodo da gennaio a luglio 2022, soprattutto cani. In calo anche il numero delle adozioni, -10%.

Anche in Ungheria i dati riferiscono di un aumento dell’occupazione dei rifugi per cani abbandonati. Un fenomeno che potrebbe crescere e sul quale focalizzare l’attenzione, anche attraverso il controllo dei prezzi.

inflazione colpisce i petlover