Foodtech italiano: tornano gli investimenti, il Pet-FoodTech è il segmento più dinamico

Pet-FoodTech

Dopo due anni difficili, il foodtech italiano torna a crescere. A dirlo è il Report annuale dell’Osservatorio Investimenti Foodtech di TheFoodCons, pubblicato a gennaio 2026, che registra un netto rimbalzo degli investimenti. Tra i settori più interessanti per il mondo pet, spicca il Pet-FoodTech, che mostra il tasso di crescita più alto dell’intero comparto.

Investimenti in ripresa: +123% nel 2025

Secondo l’Osservatorio, nel 2025 gli investimenti nel foodtech italiano hanno raggiunto 256 milioni di euro, con un +123% rispetto al 2024, anno in cui il settore aveva subito un forte calo. Una ripresa che va in controtendenza rispetto allo scenario internazionale, ancora prudente sul fronte foodtech.

Per TheFoodCons, il recupero è legato a fattori tipici del contesto italiano: maggiore attenzione degli investitori, focus sulle filiere produttive e nuove opportunità tecnologiche in ambiti chiave come agricoltura, nutrizione e pet care.

Pet-FoodTech: il segmento che cresce di più

Se l’Agritech resta il principale destinatario dei capitali, con oltre il 53% degli investimenti (circa 136 milioni di euro), il dato più rilevante per il settore pet è l’exploit del Pet-FoodTech, che segna un +554%, risultando il comparto con la crescita percentuale più elevata. Un risultato che riflette il cambiamento delle abitudini dei consumatori e la crescente attenzione verso:

  • alimentazione di qualità per cani e gatti

  • soluzioni innovative e tecnologiche

  • benessere animale e personalizzazione del pet food

Early stage e debito sostengono la crescita

La ripresa è trainata soprattutto dai round early stage (Pre-Seed, Seed e Serie A, ovvero le prime fasi di finanziamento che servono a far nascere, testare e far crescere le startup), segnale di un ricambio generazionale tra le realtà food e pet. Accanto all’equity (capitali raccolti cedendo quote dell’azienda), cresce anche l’uso del debito, che rappresenta il 57% dei capitali raccolti (circa 147 milioni di euro): una forma di finanziamento basata su prestiti, scelta perché meno diluitiva, cioè perché consente agli imprenditori di mantenere un maggiore controllo della società mentre sostengono la crescita.

Restano divari territoriali e di genere

Il report evidenzia però alcune criticità strutturali. Gli investimenti restano fortemente concentrati nel Nord Italia, che raccoglie quasi il 90% dei capitali, mentre il Sud rimane marginale. Sul fronte della parità di genere, solo il 23% delle operazioni coinvolge team con almeno una donna founder, con una quota di capitali ferma al 14,6%.

Il pet food come driver dell’innovazione

Secondo Antonio Iannone, fondatore di TheFoodCons, il foodtech italiano mostra segnali di buona salute, grazie a nuove generazioni di startup e a settori emergenti. In questo contesto, il Pet-FoodTech si conferma uno dei driver più promettenti, sostenuto dalla crescita strutturale del mercato pet e dall’attenzione sempre maggiore verso il benessere degli animali da compagnia.

Per il mondo pet, i dati dell’Osservatorio indicano una direzione chiara: il pet food tecnologico non è più una nicchia, ma una componente sempre più centrale dell’innovazione alimentare italiana.