
Nel mondo del pet care, la sostenibilità non è più un’opzione ma una direttrice strategica. Lo dimostra Purina, che annuncia di aver superato in anticipo il proprio obiettivo intermedio sull’agricoltura rigenerativa in Europa, raggiungendo il 29% di approvvigionamento di cereali e proteine vegetali da filiere che adottano queste pratiche, oltre il target del 20% fissato per il 2025.
Un risultato che coinvolge già oltre 630 agricoltori e più di 37.000 ettari coltivati, e che rappresenta un passo concreto verso il traguardo del 50% entro il 2030.
Un modello agricolo che guarda al futuro
L’agricoltura rigenerativa si conferma una leva chiave per migliorare la salute del suolo, preservare la biodiversità e rafforzare la resilienza delle filiere. Un impegno che si inserisce nella strategia più ampia del gruppo Nestlé, orientata al raggiungimento delle zero emissioni nette entro il 2050.
Per il settore pet food, questo approccio ha un valore aggiunto: garantire materie prime più sostenibili significa contribuire non solo alla salute degli animali, ma anche a quella del pianeta.
Partnership strategiche per ampliare l’impatto
Il percorso di Purina si basa su una rete di collaborazioni con realtà specializzate. Tra i progetti principali in Europa spiccano:
- Sols Vivants, sviluppato con Earthworm Foundation in Francia
- Landscape Enterprise Networks (LENs), in collaborazione con 3Keel nel Regno Unito e in altri Paesi
A queste iniziative si affianca un programma di agroforestazione sempre in Francia, volto a migliorare biodiversità e qualità del suolo.
Parallelamente, l’azienda sta ampliando il proprio raggio d’azione con nuovi progetti pilota, tra cui quello in Italia con Biospheres e un’iniziativa in Turchia focalizzata sulla coltivazione del mais.
Italia: un laboratorio per l’innovazione agricola
Il progetto italiano, avviato nel 2025 con Biospheres, rappresenta un’evoluzione significativa nella strategia di Purina. Basato su un approccio “farm-based”, mette al centro le aziende agricole attraverso roadmap personalizzate sviluppate con il supporto di agronomi specializzati.
Non solo: il programma prevede formazione continua e accompagnamento costante, elementi fondamentali per favorire l’adozione progressiva delle pratiche rigenerative e ridurre l’impatto ambientale lungo tutta la filiera.
Gli agricoltori al centro della transizione
“L’agricoltura rigenerativa non è solo una pratica agricola, ma una leva fondamentale per il futuro della resilienza del suolo –sottolinea Kerstin Schmeiduch, Director Sustainability & Corporate Communications, Nestlé Purina PetCare Europe-. Supportando gli agricoltori in questo percorso, possiamo contribuire a rafforzare gli ecosistemi e aumentare la capacità di adattamento delle terre agricole. In Purina crediamo che la salute dei pet e quella del Pianeta siano strettamente connesse e siamo orgogliosi di aver superato i nostri obiettivi intermedi. Continueremo ad accelerare le nostre partnership e iniziative per contribuire a un sistema alimentare sempre più rigenerativo.”
Dello stesso avviso Anthony Le Quemner, direttore tecnico di Biospheres che dichiara: “Una transizione efficace verso l’agricoltura rigenerativa richiede una solida pianificazione tecnica, accompagnata da un sostegno concreto e costante agli agricoltori. Il fattore umano incide per il 50% sulla transizione. Può essere infatti complesso implementare nuove pratiche, così come confrontarsi con i commenti degli altri agricoltori sul proprio lavoro. Sostenere gli agricoltori durante tutta la transizione è il fulcro del processo. È necessario contattare regolarmente gli agricoltori ed essere abbastanza flessibili da adattare le interazioni al loro carico di lavoro durante la stagione. Ecco perché, quando lavoriamo a un progetto in un nuovo paese, creiamo un team locale che possa seguirli da vicino. Questa è una delle chiavi del successo nei nostri progetti. Vicini al campo, vicini all’agricoltore, vicini al successo.”
Verso una filiera pet sempre più rigenerativa
Con risultati già tangibili e una roadmap chiara, Purina conferma il proprio ruolo attivo nella trasformazione sostenibile del settore pet food. La sfida ora è scalare ulteriormente queste pratiche, coinvolgendo sempre più attori della filiera e contribuendo a costruire un sistema alimentare capace di rigenerarsi nel tempo.


