Il 10 giugno si celebra il World Franchise Day, la giornata mondiale istituita dal World Franchise Council per accendere i riflettori su un settore in pieno fermento. Secondo il Franchise Market Report di Business Research Insights, il comparto si appresta a vivere una crescita verticale: dai 160 miliardi di dollari stimati per il 2026 si punta a sfiorare i 370 miliardi entro il 2035, con un tasso del +10% annuo. Il segreto? La sicurezza del modello: il 72% dei piccoli imprenditori sceglie l’affiliazione per ridurre i rischi e avere modelli già testati.
A celebrare la ricorrenza in Italia è Assofranchising (marchio storico aderente a Confcommercio), che per l’occasione ha svelato le curiosità più stravaganti del settore. E non è un caso che le storie più rivoluzionarie riguardino proprio il mondo degli animali, specchio di un mercato che sa intercettare i nuovi bisogni sociali ed economici.
Onoranze funebri per pet: il business dell’ultimo saluto
La trasformazione del rapporto tra umani e animali da compagnia ha ridefinito i confini del retail e dei servizi. Oggi cani e gatti sono membri della famiglia a tutti gli effetti e questa centralità sta guidando il boom di un segmento inedito: le onoranze funebri per animali domestici in franchising. Se un tempo il settore funebre era dominato da piccole agenzie locali, oggi il mercato dell’ultimo saluto si è evoluto e ampliato, strutturandosi in veri e propri brand globali in affiliazione. I nuovi network garantiscono dignità, servizi dedicati e standard elevati per supportare i proprietari nel momento del lutto, dimostrando come la pet economy sia ormai in grado di creare business strutturati anche nei servizi più specialistici.
“Rent the Chicken”: il micro-franchising con le piume
L’altra grande novità che arriva da oltreoceano unisce la passione per gli animali all’economia domestica. Si chiama Rent The Chicken ed è, letteralmente, un servizio di galline in affitto. Il funzionamento è paragonabile a una piattaforma di streaming, ma con le piume: l’utente noleggia due o più galline ricevendo a casa un kit completo per la gestione. Negli Stati Uniti il modello è diventato popolarissimo per due motivi: da un lato la tendenza all’autoproduzione e alla pet-therapy da cortile, dall’altro una motivazione puramente economica. La crisi dovuta all’influenza aviaria ha infatti causato un aumento del 60% del prezzo delle uova, trasformando il noleggio di galline ovaiole in un trend redditizio e accessibile a tutti tramite la formula del franchising.
Dalle macchine da cucire ai record cinesi
Le altre curiosità diffuse da Assofranchising ricordano che il papà del franchising moderno fu Isaac Merritt Singer, che a metà dell’Ottocento applicò per la prima volta l’esclusiva territoriale e le rate per vendere le sue celebri macchine da cucire in oltre 30 Paesi. Il record per la catena più grande del mondo va invece oggi alla cinese Mixue Ice Cream and Tea, specializzata in gelati e bubble tea, che conta l’incredibile cifra di oltre 45.000 punti vendita attivi.



