La paura dell’anestesia continua a rappresentare uno dei principali ostacoli all’accesso alle cure veterinarie per cani e gatti. Secondo AniCura, molti proprietari tendono ancora a rinviare o evitare procedure necessarie, dalla pulizia dentale agli interventi chirurgici, esponendo gli animali al rischio di complicazioni che potrebbero essere prevenute con un trattamento tempestivo.
L’evoluzione della medicina veterinaria ha però reso l’anestesia una pratica sempre più sicura e personalizzata. I dati disponibili indicano infatti un rischio di mortalità correlato all’anestesia pari a circa lo 0,05% nei cani e allo 0,11% nei gatti, percentuali particolarmente contenute soprattutto negli animali in buona salute.
“L’anestesia moderna è molto più sicura oggi, anche per i pazienti anziani o con patologie croniche -spiega Emma Bellei, responsabile di Odontostomatologia presso AniCura Ospedale Veterinario I Portoni Rossi e diplomata del College Europeo di Odontostomatologia Veterinaria-. Ogni animale viene valutato attentamente prima dell’intervento attraverso esami clinici e diagnostici che consentono di individuare eventuali criticità e adottare protocolli anestesiologici su misura”.
Prima di ogni procedura, infatti, il paziente viene sottoposto a una valutazione pre-anestetica che comprende esami del sangue e controlli delle principali funzioni organiche. Durante l’intervento, personale specializzato monitora costantemente parametri come frequenza cardiaca, respirazione, pressione arteriosa, ossigenazione e temperatura corporea, garantendo un elevato livello di controllo e sicurezza fino alla fase del risveglio.
AniCura sottolinea inoltre come la sedazione non debba essere considerata automaticamente un’alternativa più sicura all’anestesia generale. In molte procedure, in particolare quelle odontoiatriche, non offre infatti lo stesso livello di protezione delle vie aeree né una gestione ottimale del dolore.
Se il rischio zero non esiste, evidenziano gli specialisti, oggi il rischio anestesiologico negli animali sani è estremamente basso. Al contrario, rinviare cure necessarie può favorire l’insorgenza di dolore cronico, infezioni e patologie più complesse, con un impatto significativo sul benessere e sulla qualità di vita degli animali da compagnia.



