Osservatorio Immagino 19: petfood 2025 tra stabilità e nuovi claim

Osservatorio Immagino 19

L’edizione n. 19 dell’Osservatorio Immagino traccia il bilancio del petfood per il 2025, evidenziando un anno di sostanziale stabilità per la nutrizione di cani e gatti nei canali della GDO (supermercati, ipermercati e negozi a libero servizio). Il paniere analizzato — composto da 4.056 prodotti — ha sviluppato un giro d’affari poco superiore ai 1,2 miliardi di euro, chiudendo a +0,0% a volume e -0,4% a valore.

Lo scenario generale è caratterizzato da una spinta dell’offerta (+3,1 punti percentuali) contrapposta a una contrazione della domanda (-3,5 p.p.). In questo contesto, le aziende hanno incrementato la pressione promozionale (+1,4%), portandola a un’incidenza del 22,6% sulle vendite complessive.

Il “Free From”: un pilastro spinto dal mondo gatto

Il macro-mondo del free from si riconferma il fenomeno centrale del settore: coinvolge il 51,3% delle referenze e genera il 59,8% del sell-out totale. Nel 2025 le sue 2.079 referenze hanno superato i 722 milioni di euro, segnando un lieve incremento annuo (+0,2% a valore e +0,8% a volume), sostenuto dall’espansione dell’offerta (+3,1 p.p.) a fronte di un indebolimento della domanda (-2,9 p.p.).

La tenuta del comparto si deve interamente alla nutrizione gatto (+1,9% a valore e +2,4% a volume), dove spiccano il secco (+2,9% a valore, +3,7% a volume) e soprattutto gli snack (+5,9% a valore e +6,3% a volume), mentre l’umido resta stabile (+0,7% a valore e +1,0% a volume). Al contrario, la nutrizione cane in ambito free from arretra (-2,7% a valore e -2,1% a volume).

All’interno delle singole indicazioni free from:

  • “Sugar free”: rappresenta 585 prodotti e oltre 208 milioni di euro (17,2% delle vendite a valore). Cresce a valore (+0,8%) e soprattutto a volume (+2,1%), spinto dalle ottime performance nel secco e negli snack gatto. Frena invece nel segmento cane.

  • “Grain free / Low grain”: è l’indicazione più vivace tra i free from. I 507 prodotti dedicati hanno registrato oltre 43 milioni di euro di sell-out, in crescita del +4,8% a valore e del +4,9% a volume. La spinta principale è arrivata dalla nutrizione cane, con un secco cresciuto a doppia cifra, oltre all’ottimo andamento degli snack cane e dell’umido gatto.

  • “Low calories”: totalizza oltre 55 milioni di euro su 78 prodotti, mettendo a segno un +4,8% a valore e un +6,0% a volume. La crescita è concentrata nel mondo gatto (in particolare negli snack), mentre risulta più debole nel cane.

  • “Senza coloranti”: si conferma la voce di maggior peso per quota (38,8% dei prodotti, 52,2% a valore), chiudendo il 2025 a -0,3% a valore e +0,1% a volume.

  • “No OGM”: presente sull’1,3% dei prodotti, segna +1,1% a valore e +1,8% a volume.

“Rich-in”: la premiumizzazione guidata dai benefit funzionali

Il paniere dei prodotti ricchi o arricchiti conta 2.023 referenze per un fatturato di oltre 653 milioni di euro. Il comparto chiude l’anno in tenuta (+0,7% a valore e +0,9% a volume), sostenuto dall’offerta (+5,2 p.p.) a fronte di un calo della domanda (-4,6 p.p.). Anche in questo ambito è il segmento gatto a trainare la crescita (con secco e snack), mentre il cane mostra un profilo complessivo in flessione.

Tra i 9 claim monitorati nel rich-in:

  • “Vitamine” (+0,9% a valore, +1,2% a volume) e “Proteine” (+1,1% a valore, +1,3% a volume) mantengono un trend positivo ma moderato, guidato dalle referenze per gatti.

  • “Prebiotici”: registra una delle performance più brillanti. Presente su 255 prodotti, ha sfiorato i 119 milioni di euro di sell-out, crescendo del +3,5% a valore e del +4,4% a volume. L’andamento è positivo e ben distribuito sia nel cane (con forti incrementi nell’umido) sia nel gatto (trainato da umido e secco).

  • “Carne/Pesce fresco”: mostra invece una netta sofferenza. Con 389 prodotti, la voce arretra del -6,0% a valore e del -6,4% a volume, evidenziando una perdita di centralità di questo claim a favore di benefici funzionali più specifici.

In calo i richiami all’Italianità

Il 2025 segna una flessione per le indicazioni legate all’origine italiana. I 4 claim/certificazioni monitorati dall’Osservatorio Immagino (su 513 prodotti per oltre 115 milioni di euro di giro d’affari) hanno registrato un calo del -1,8% a valore e del -1,5% a volume, penalizzati da una contrazione della domanda (-4,3 p.p. la componente pull).

La flessione colpisce in particolare il claim “100% italiano”, che scende a 3,7 milioni di euro con un calo del -11,5% a valore e del -8,3% a volume. Mostra invece una sostanziale tenuta la dicitura “Prodotto in Italia / Made in Italy”, che sfiora gli 83 milioni di euro di sell-out (+0,0% a valore e +0,6% a volume).