Dalla convinzione che i vaccini siano pericolosi, alla paura che convivere con un gatto in gravidanza rappresenti un rischio, fino all’uso improprio di mangimi complementari: quando si parla di salute animale, la disinformazione continua a influenzare in modo concreto le scelte dei proprietari, con ricadute sul benessere degli animali, sulla sicurezza alimentare e sulla salute pubblica.
Per contrastare questo fenomeno, Aisa, Associazione Nazionale Imprese Salute Animale che fa parte di Federchimica, interviene per riportare il dibattito su basi scientifiche, con l’obiettivo di fare chiarezza su zoonosi, profilassi vaccinale e nutrizione funzionale .
Un fenomeno tutt’altro che marginale. In Italia, il ricorso al web per informarsi sulla salute è sempre più diffuso: secondo una recente indagine Nomisma (2024), il 42% degli italiani si rivolge a siti web specializzati e il 38% a Google per cercare informazioni su salute e benessere. In questo contesto, aumenta anche il rischio di esposizione a contenuti non verificati: la letteratura internazionale e i monitoraggi istituzionali italiani (AGCOM, 2022–2024) evidenziano come la quota di disinformazione sanitaria online possa oscillare tra il 5% e il 30% a seconda del tema e della piattaforma, rendendo la corretta informazione una sfida cruciale per la tutela della salute pubblica.
AISA richiama quindi la necessità di distinguere tra percezione e realtà scientifica, sottolineando come la prevenzione rappresenti il principale strumento di tutela per animali e persone.
Uno dei falsi miti più radicati riguarda il ruolo degli animali domestici nella trasmissione delle malattie. Le zoonosi, infezioni trasmissibili tra animali e uomo, costituiscono un tema rilevante di sanità pubblica: secondo i dati europei raccolti da EFSA ed ECDC, ogni anno nell’Unione europea si registrano centinaia di migliaia di casi umani associati a queste patologie, con una diffusione legata a diverse modalità, tra cui alimenti contaminati, ambiente e contatto diretto. Tuttavia, la loro trasmissione avviene in gran parte attraverso condizioni note e prevenibili lungo tutta la filiera.
La prevenzione è centrale anche sul fronte della profilassi vaccinale, spesso oggetto di disinformazione. L’idea che i vaccini possano indebolire gli animali o essere superflui non trova riscontro nelle evidenze scientifiche: la vaccinazione rappresenta uno strumento fondamentale per ridurre l’incidenza delle malattie infettive e limitare la circolazione degli agenti patogeni, con benefici che si estendono all’intera collettività secondo l’approccio One Health.
Un ulteriore ambito in cui si registrano semplificazioni riguarda la nutrizione. Sempre più spesso prodotti specifici vengono utilizzati senza indicazioni veterinarie o sulla base di informazioni non verificate. In realtà, gli additivi per mangimi hanno una specifica funzione e conferiscono al mangime proprietà nutrizionali, tecnologiche o funzionali, svolgendo un ruolo mirato e scientificamente definito nel supportare il benessere animale in specifiche condizioni o fasi della vita, e contribuendo a un approccio preventivo alla salute, quando utilizzati in modo appropriato e sotto controllo veterinario.
“La disinformazione è un fattore di rischio concreto, perché può orientare comportamenti non corretti e compromettere l’efficacia delle strategie di prevenzione” commenta Carlo Gazza, Vice Presidente di AISA. “Fornire informazioni basate su evidenze scientifiche è fondamentale per aiutare i cittadini a compiere scelte consapevoli e per tutelare la salute lungo tutta la filiera, dall’animale all’uomo”.
Proprio con questo obiettivo, AISA ha lanciato la campagna “Fedeli alla Salute”, una serie di video-pillole e contenuti informativi, fruibili sulla pagina LinkedIn e nel sito web di AISA, dedicati ai principali temi legati alla salute animale, dalla protezione da parassiti e infezioni al ruolo dell’integrazione alimentare, fino al legame tra salute animale, sicurezza alimentare e salute pubblica.
Come evidenziato anche dal Ministero della Salute, le fake news in ambito sanitario sono particolarmente insidiose perché spesso difficili da distinguere dalle informazioni corrette, pur potendo avere effetti significativi sui comportamenti individuali. In questo scenario, il rafforzamento della comunicazione scientifica rappresenta un elemento chiave per una prevenzione efficace e consapevole.



