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CaniinparadisoI cani e i gatti al giorno d’oggi non sono solo animali domestici. Quando entrano nelle nostre vite diventano compagni di vita, componenti a tutti gli effetti delle nostre famiglie. Con loro condividiamo momenti felici e sono pronti a esserci vicini nei momenti difficili. Anche per questo quando la loro breve (rispetto alla nostra) vita viene meno, il vuoto che lasciano è molto profondo. Un vuoto che si fa ricordo e che ha fatto nascere l’esigenza di creare cimiteri a loro dedicati o, in alcuni casi, la possibilità di essere tumulati nella tomba di famiglia.

Ma esiste un paradiso per i cani e gatti?
La relazione uomo-animale diventata sempre più profonda nella vita di tutti i giorni ha trovato una sua continuità anche nell’aldilà: sempre più proprietari sono convinti che esista un paradiso per cani e gatti.

Uno studio, pubblicato sulla rivista Antiquity, ha analizzato circa mille lapidi nei cimiteri per animali domestici a Newcastle e Londra e mostra come nell’arco di 100 anni si aumentato il numero di tombe dedicate agli amici a quattrozampe che fanno riferimento all’immortalità: «Questi memoriali forniscono la prova del ruolo degli animali, suggerendo lo sviluppo di una relazione spesso tra gli esseri umani e gli animali da compagnia nella società britannica – dagli amati animali domestici ai preziosi membri della famiglia – e la crescente credenza nella vita dopo la morte. I risultati vengono discussi nel contesto dell’attuale atteggiamento della società nei loro confronti e della lotta per elaborare il dolore della loro perdita», scrivono i ricercatori.

Eric Tourigny, docente di archeologia storica all’Università di Newcastle e autore dello studio, spiega come «poche lapidi del XIX secolo fanno riferimento a un’aldilà, anche se in alcuni case è presente la “speranza” di poter rivedere i propri animali». Poi verso la metà del ventesimo secolo, una percentuale maggiore di lapidi di animali manifesta chiaramente la certezza di rivedere i loro amici in paradiso».

Anche l’appartenenza al nucleo familiare emerge dalle iscrizioni sulle lapidi: negli ultimi anni è cresciuto il numero di lapidi dove viene riportato il nome dell’animale a cui viene aggiunto il cognome della famiglia umana, così come le dediche vengono firmate da “mamma”, papà” o “zia” del quattrozampe.

Durante un’udienza generale dedicata al tema della vita e della morte anche Papa Francesco ha aperto alla prospettiva del paradiso per gli animali e lo  ha fatto citando l'apostolo Paolo che a un bambino in lacrime per la morte del suo cane aveva risposto: «Un giorno rivedremo i nostri animali nell'eternità di Cristo».

La leggenda del Ponte dell’Arcobaleno
Paradiso “ufficiale” o meno, da tempo quando un caro quattrozampe si spegne, si dice che è salito sul “ponte dell’arcobaleno”. Il “Rainbow Bridge” è un’espressione nata negli anni ‘80 e ‘90 anche se l’origine non è incerta. 

In alcune poesie si racconta di un prato verde lussureggiante proprio "da questa parte del paradiso " (cioè prima che uno vi entri) e quel prato è il Rainbow Bridge. La leggenda vuole che quando un animale domestico muore, raggiunge quel prato dove guarisce da tutti i mali e dalle ferite. Lì corre e gioca tutto il giorno con gli altri. In quel luogo meraviglioso ha sempre cibo e acqua freschi e il sole splende sempre. Ma anche se è felice e in pace, in lui rimane sempre un vuoto: a lui manca il suo amico umano da cui ha dovuto separarsi.

Però la bellezza del Rainbow Bridge vuole che quando il proprietario muore, anche lui raggiunge quel prato alla porte del paradiso. E allora il quattrozampe smette di giocare all’improvviso, annusa l'aria e si volta guardando lontano dove vede il suo amico umano. Entrambi corrono il più velocemente che possono fin quando i due sono di nuovo insieme. L'animale lecca con gioia il suo proprietario, mentre l'uomo lo guarda nei suoi occhi morbidi. Poi, fianco a fianco, attraversano insieme il Ponte dell'Arcobaleno verso il Cielo, per non essere mai più separati. 

Fonte: https://www.lastampa.it/la-zampa/cani/2020/11/02/news/tutti-i-cani-e-i-gatti-vanno-in-paradiso-i-loro-proprietari-dicono-di-si-1.39491434