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ciotola cane gatto 768x512Più pet food italiano nelle ciotole di cani e gatti cinesi. Cresce da 5 a 15 il numero di produttori tricolori autorizzati all’esportazione verso la Repubblica Popolare Cinese di alimenti per animali da compagnia. Lo annuncia Assalco, l’associazione di settore, spiegando che i dieci nuovi impianti avevano presentato richiesta di autorizzazione nell’agosto 2019. Un risultato “fondamentale per il settore dell’export”, comunicato ieri alle parti dal Ministero della Salute. L’approvazione, spiegano le imprese, è stata concessa dalle autorità cinesi su base documentale e sulle garanzie fornite dal sistema di controllo dei servizi veterinari italiani, in accordo con il principio del “pre-listing” più volte richiesto dall’Italia per diversi settori, ma finora mai ottenuto. 

ASSALCO RINGRAZIA LE AUTORITA’ SANITARIE E L’AMBASCIATA

Antonella Baggini, segretario generale di Assalco, ringrazia “in particolare il dg Silvio Borrello e il suo staff della Direzione Sanità Animale e Farmaci Veterinari e l’Ambasciata d’Italia a Pechino”. Le nuove autorizzazioni portano a 15 il totale degli operatori italiani autorizzati ad esportare pet food verso la Cina. Alle 5 aziende già presenti sugli scaffali dei negozi cinesi – EffeEffe Pet Food, Monge & C., Morando, New Pet food Italia (ora Nutriamo), Russo Mangimi – se ne aggiungono ora altre 10: Acel Pharma, Adragna Alimenti Zootecnici, Befood, Diusa Pet, Landini Giuntini, Mister Pet, Nestlé Italiana, NP Industries, Prosol, Sanypet.

ANIMALI DOMESTICI IN CINA, SETTORE IN FORTE ESPANSIONE

Ma in che contesto si inserisce questa novità per i produttori italiani? Secondo dati dello scorso dicembre, nel 2019 i cittadini cinesi residenti in aree urbane hanno speso un totale di 202,4 miliardi di yuan (circa 26 miliardi di euro) per animali da compagnia come cani e gatti, una cifra cresciuta del 18,5% su base annua. In questo post di 24zampe si tracciava un rapido identikit del proprietario cinese di pet: nato dopo il 1990, livello di reddito e titoli di studio elevati, quasi il 60% di loro considera i propri amici a quattro zampe come figli. Per il rapporto di Euromonitor International citato allora, in Cina chi accoglie in casa animali domestici non solo opta per alimenti di alta qualità, ma è disposto a spendere anche di più in prodotti per l’igiene, capi di abbigliamento e accessori. Euromonitor International prevedeva che il settore cinese dei prodotti e servizi dedicati agli animali da compagnia sarebbe cresciuto a un tasso medio annuo del 18,2% nei prossimi cinque anni e avrebbe rappresentato oltre un ottavo del mercato globale entro il 2024.

Fonte:https://guidominciotti.blog.ilsole24ore.com/2020/10/08/piu-pet-food-italiano-nelle-ciotole-cinesi-15-produttori-autorizzati/?refresh_ce=1