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GiornataMondialeGEntilezzaMauro Ottolini, educatore cinofilo di Ca’ Zampa, indica quali sono i principali esercizi per educare il proprio pet alla gentilezza sia in casa sia nei luoghi pubblici.

Dal comportamento in casa alla passeggiata al parco: essere gentili non è più una prerogativa riguardante esclusivamente gli esseri umani. Anche gli amici a quattro zampe sono chiamati a osservare le norme di gentilezza necessarie nei diversi luoghi e negli spazi comuni dove essi vivono. La predisposizione al bon ton di un pet dipende molto da come viene educato fin dai primi mesi di vita.

“Per addestrare il proprio cane alla gentilezza, occorre fargli eseguire sin da cucciolo alcune pratiche che gli permetteranno di memorizzare anche in età adulta i comportamenti più importanti – afferma Mauro Ottolini, educatore cinofilo di Ca’ Zampa, il primo Gruppo in Italia di Centri che offrono servizi veterinari, di toelettatura, educazione, fisioterapia e parafarmacia per animali domestici - Nessun cane nasce aggressivo: questa attitudine, così come la gentilezza, si sviluppa in base a come il cane viene abituato e trattato dal secondo al settimo mese di vita. Bisogna, in questa particolare fase della vita di un pet, farlo lavorare su una diversa serie di esercizi ed abitudini.”

La prima tipologia di esercizi riguarda quelli statici, suddivisi in da seduto, a terra e di attesa. “Quando ad esempio il proprietario posa un croccantino a terra – afferma Ottolini - il cane dovrà imparare a non prenderlo subito, ma a farlo solo dopo che gli verrà dato il comando, gestuale o verbale”. Abituato in questo modo il cane attenderà il comando restando seduto o a terra, dando la possibilità al proprietario di compiere delle azioni senza prendere l'iniziativa, educandolo così in generale all’attesa e lavorando sulla frustrazione del non tutto subito. Gli esercizi dinamici invece sono legati alla condotta al guinzaglio, al gioco o al recupero. “Anche questi dovranno essere insegnati sempre con un criterio di massima relazione con il cane, per non arrivare mai al conflitto.”

Gli esercizi di gestione delle risorse con la bocca riguardano lo scambio di ciò che il cane ha tra i denti o con qualcosa di pari importanza o con un gustoso croccantino, educando così il cane a non reagire in malo modo quando gli si toglie ciò che sta trattenendo nella propria bocca. “La gentilezza in questo caso – prosegue Ottolini - consiste proprio nel fatto che il cane lascia per volere del proprietario ciò che tiene in bocca in maniera dolce, ottenendo qualcosa di interessante in cambio.”

Il cane deve essere gentile anche quando richiede qualcosa al rispettivo proprietario. “Se il cane vuole uscire o ha fame – sottolinea l’educatore cinofilo di Ca’ Zampa - deve rivolgersi in maniera gentile, ad esempio alzando una zampa, sedendosi, scuotendo la testa per chiedere, anziché mordere il pantalone, abbaiare o correre agitato per casa”. Per fare in modo che ciò avvenga, occorre agire sui comportamenti che il cane deve assumere. L’attenzione da fermo è uno di quegli esercizi che porta il cane a guardare il proprietario con calma aspettando che lui faccia qualcosa, mentre l'attenzione in movimento permette al cane di concentrarsi maggiormente su ciò che gli viene chiesto e meno sul resto, senza farsi prendere dalla frenesia. “Finché il cane non si calmerà, non dovrà essere assecondato, mentre una volta che il cane adotterà il giusto tipo di comportamento potrà essere premiato, ad esempio con un croccantino o con un bel ‘bravo’. In questo modo il cane imparerà a chiedere gentilmente delle cose, e non in maniera frenetica.”

Un cane è gentile se trova amore ed affetto nel proprietario: se quest’ultimo è gentile con il suo pet, anche lui lo sarà con le altre persone, fin da quando è cucciolo. Ciò permetterà di migliorare la qualità della vita dei pet, migliorando così anche la qualità del tempo che i proprietari possono trascorrere con loro, uno degli obiettivi di Ca’ Zampa. “Se un cane viene abituato a rimanere solo in giardino o in casa – sottolinea Ottolini - col tempo quando vedrà delle persone o cani fuori il cancello o dentro casa abbaierà perché si sentirà invaso nel suo territorio. Questo potrà essere gestito se, dal secondo mese il cane viene abituato ad uscire, viene portato in giro a vedere nuovi luoghi, favorendo l’incontro con altre persone e cani. Solo attraverso una buona socializzazione il nostro amico a quattro zampe riuscirà a controllare la sua aggressività e ad avere un comportamento gentile a prescindere dal luogo in cui si trova.”

I CONSIGLI DELL’ESPERTO
Per educare il proprio animale domestico alla gentilezza, ricapitoliamo le linee guida da seguire secondo l’educatore cinofilo di Ca’ Zampa Mauro Ottolini.
1. EDUCARLO FIN DA PICCOLO. Per addestrare il proprio cane alla gentilezza occorre fargli eseguire sin da cucciolo alcune pratiche che gli permetteranno di memorizzare anche in età adulta alcuni importanti comportamenti. La gentilezza si sviluppa in base a come il cane viene abituato e trattato dal secondo al settimo mese di vita.

2. L’IMPORTANZA DI SVOLGERE ESERCIZI SPECIFICI. Dall’attenzione da fermo a quella in movimento, passando per lo scambio: sono questi i principali esercizi per educare il proprio cane alla gentilezza. Si tratta di piccole pratiche quotidiane che, se ripetute con pazienza e attenzione, possono essere memorizzate dai nostri amici a quattro zampe.

3. ABITUARLO ALLA PAZIENZA. Il cane deve essere gentile anche quando richiede qualcosa al proprietario: finché il cane non si calmerà, il padrone non dovrà assecondarlo. In questo modo il cane imparerà a chiedere al proprietario delle cose, ma in maniera gentile e non frenetica.

4. DARE IL BUON ESEMPIO. Un cane è gentile se trova amore ed effetto nella sua vita. Se ci si mostra gentili con il cane, anche lui lo sarà con le altre persone. Se il cane si sente parte integrante della vita del proprietario sarà molto più gentile con gli altri.

5. PORTARLO IN GIRO. Fin dai primi mesi di vita il cane deve essere abituato a frequentare ambienti esterni diversi dalla propria casa e incontrare altre persone e cani. La socializzazione gli permetterà di non sviluppare atteggiamenti ostili verso ciò che non fa parte dei propri spazi domestici.

disegniCanileTutti possono fare qualcosa per il bene degli animali ospiti di canili e gattili. E spesso basta un po’ di capacità e una buona idea. Così ha fatto Pavel Abramov, un ragazzo russo di 9 anni che vive nella piccola città di Arzamas a Nizhny Novgorod: il bambino ha dipinto bellissimi ritratti di animali domestici e ha deciso di venderli, o meglio ancora di scambiarli, per ottenere cibo e provviste per gli animali dei rifugi locali. Pavel e sua madre Ekaterina Bolshakova hanno dato vita a questo progetto un anno fa e lo hanno chiamato "pennello gentile", il tutto iniziato dopo una tragedia: il bambino ha vissuto la morte del suo cane Barsik e ha deciso di fare qualcosa che potesse ricordare il suo caro amico a quattrozampe. “Pennello gentile” è stato solo il primo passo: madre e figlio hanno creato un gruppo, denominato "Di cosa è capace un piccolo volontario?”, sul social media russo VK con il quale invita le persone a fare qualcosa di concreto per gli animali dei rifugi e a richiedere i dipinti. Pavel si fa mandare le foto degli animali domestici da ritrarre e in cambio chiede scatolette, carne o altre cose che in quel momento servono al rifugio dove vivono oltre 100 cani: e così in cambio del ritratto di Chuck ha ottenuto cinque chilogrammi di grano saraceno, dieci scatolette e medicine per la pelle; in cambio del ritratto di Timofey ha ricevuto medicine e collari per cani e in cambio del dipinto di Jesse ha portato al canile sette chilogrammi di frattaglie e tre di grano saraceno. Un’iniziativa che si è già diffusa oltre la città di Arzamas: le richieste arrivano da tutta la Russia, dalla Germania, Spagna e altre nazioni. Ed è solo l’inizio: Pavel sogna di diventare un architetto e costruire un grande rifugio in futuro, ma per ora sono i suoi dipinti ad aiutare i meno fortunati.

Fonte:https://www.lastampa.it/la-zampa/cani/2019/10/21/news/a-9-anni-dipinge-animali-domestici-e-vende-i-ritratti-in-cambio-di-cibo-per-gli-ospiti-del-canile-1.37771571

CaneTribunaleUn cane in tribunale. Negli uffici della procura di Chicago ha da poco fatto giuramento un dipendente molto speciale: un Labrador Retriever di nome Hatty. Ha due anni, lavorerà quotidianamente dalle 9 alle 17 e avrà un compito perfetto per lei: mostrare affetto e coccolare i suoi colleghi così come le vittime di violenza e i bambini coinvolti in processi in tribunale. Hatty è il primo cane di supporto emotivo arruolato in un tribunale. E' stato addestrato come cane da pet therapy e poi ha fatto «praticantato» con i detenuti in un carcere. Ora cambia ufficio, e dalle celle passerà alle aule di tribunale, dove entrerà in azione soprattutto durante i procedimenti penali che coinvolgono bambini, persone con problemi di salute mentale e vittime di aggressioni. L'avvocato Kim Foxx della Contea di Cook ha presieduto al suo giuramento: Hatty si è alzata sulle zampe posteriori e ha messo la zampa su un libro di legge. Una cerimonia veloce per presentarla e accoglierla nel migliore dei modi prima di immergersi nel lavoro. Il labrador nero dovrà gestirà fino a 200 casi all'anno: non sarà facile, ma sicuramente la strada è quella giusta.

Fonte: https://www.lastampa.it/la-zampa/cani/2019/11/06/news/al-tribunale-di-chicago-arriva-harry-il-primo-cane-di-supporto-emotivo-per-le-vittime-1.37854022

CassazioneNoReatoRubare animali per salvarli da maltrattamenti non costituisce reato. La corte di Cassazione ha annullato la sentenza che aveva condannato 12 dei 13 animalisti che nell'aprile del 2012 avevano sottratto 67 cani Beagle dall'allevamento "Green Hill" di Montichiari, in provincia di Brescia. La suprema corte, quinta sezione penale, ha eliminato le condanne inflitte agli animalisti - che prevedevano pene detentive tra gli 8 e i 10 mesi - dalla corte d'Appello di Brescia nel maggio 2018.

I giudici hanno infatti stabiilito che il gesto degli attivisti non è equiparabile a un furto in abitazione, come era stato deciso in appello. La liberazione dei Beagle non è stato un gesto premeditato e non ha portato un vantaggio agli attivisti: si è trattato di un atto compiuto per salvare gli animali dai maltrattamenti e non per impossessarsene indebitamente.

«L’uomo ha sempre manifestato verso gli animali, in quanto essere senzienti, un senso di pietà e di protezione, quando non anche di affetto. Da qui l’esistenza, in tutte le epoche storiche, di precetti giuridici, essenzialmente di natura pubblicistica, posti a salvaguardia e a tutela degli animali», si legge nelle motivazioni depositate dalla Corte.

«Se l'utilità perseguita dall'autore del furto deve essere connessa alla cosa oggetto dell'impossessamento e non all'azione in sé, non è comprensibile quale sia se si esclude vi possa essere un dolo nel liberare gli animali che sono stati sottoposti a maltrattamenti», aggiungono i giudici. Con l'annullamento della sentenza da parte della corte ora la palla passa alla corte d'Appello, che dovrà prendere una nuova decisione.

Fonre: https://www.lastampa.it/la-zampa/cani/2019/10/19/news/la-sentenza-della-cassazione-non-e-reato-rubare-animali-per-salvarli-dai-maltrattamenti-1.37761075

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