Novità in rete

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BeagleGreenHillDecine di mani e braccia pronte ad accoglierla. Un musetto spaventato e inconsapevole che tutte quelle persone stavano creando un ponte fisico e simbolico per liberarla dall’allevamento di Green Hill di Montichiari, in provincia di Brescia, dove i cani erano destinati alla vivisezione. Un’immagine “incorniciata” da un filo spinato che ricorda pensieri negativi del passato legati a incubi umani. Una delle tante foto scattate nel 18 luglio 2012 durante il blitz degli animalisti. Uno scatto che ha catturato un momento storico nella lotta alla vivisezione, Ora Vita, il cucciolo di cane Beagle simbolo di quell’immagine, non c’è più. Dopo avere trascorso anni meravigliosi con la sua famiglia, se n’è andata per una malattia. Dalle fredde gabbie in cui era tenuta, trattata come un oggetto senza alcun diritto ma solo uno strumento per gli esperimenti, la cucciola di Beagle ha avuto la possibilità di conoscere che cosa vuol dire essere amata, che cosa vuol dire poter interagire e comunicare con chi gli ha regalato una seconda possibilità. Con la speranza che gli incubi dell’infanzia si siano via via cancellati. Ora da quel ponte di mani generose e coraggiose, è salita su un altro ponte quello “dell’arcobaleno”. Ma rimarrà sempre un simbolo, di dolcezza e speranza.

Fonte: https://www.lastampa.it/2019/03/07/societa/morto-vita-il-cane-beagle-della-foto-simbolo-della-lotta-alla-vivisezione-di-green-hill-2KofpK4oUTaO2ve7FOCVDP/pagina.html

MicioPAdroneDimmi come sei e ti dirò com’è il tuo gatto. Si potrebbero riassumere così i risultati della ricerca firmata da Lauren Finka e colleghi della Nottingham Trent University britannica. Nel lavoro, pubblicato su “Plos One”, gli scienziati dimostrano che l’indole del proprietario può influenzare il felino domestico. Innanzitutto nel comportamento, ma anche nel benessere fisico, condizionandone caratteristiche strettamente correlate alla salute come il peso.

 “La personalità umana può influenzare in modo sostanziale la natura delle cure fornite alle persone a carico – scrivono gli autori nell’articolo – Il collegamento è stato ben studiato in genitori e figli, mentre si sa relativamente poco di questa dinamica applicata ai rapporti uomo-animale”. Per indagare su questo fronte il team inglese ha scelto di concentrarsi sui gatti, provando ad associare le innumerevoli ‘sfumature di miao’ al carattere dei padroni. L’analisi ha coinvolto 3.331 proprietari che hanno risposto online a un questionario utile da un lato a inquadrarne la personalità sulla base di 5 parametri (piacevolezza, coscienziosità, estroversione, nevrosi, apertura), dall’altro a raccogliere elementi sui comportamenti e gli stili di vita dei rispettivi mici. 

E’ così che gli scienziati hanno rilevato diversi elementi di somiglianza tra il padrone e il suo gatto, evidenziando per esempio un profilo particolarmente critico per i quattrozampe dei proprietari più nervosi: erano quelli con meno possibilità di libere uscite all’aria aperta; mostravano più spesso “problemi comportamentali” con livelli maggiori di aggressività, ansia, paura e stress, nonché disturbi di salute e sovrappeso. Più mondani i mici dei padroni estroversi, lasciati liberi di gironzolare a piacimento. Snelli e in forma, lo specchio della salute, apparivano poi gli animali dei proprietari ad alto tasso di gradevolezza. Ma brillavano su tutti i gatti dei padroni modello, sensibili e attenti al loro pet: socievoli e giocherelloni, livelli minimi di ansia, aggressività e paura. Solo fusa, niente soffi.

“Molti proprietari - commenta Finka al ’Telegraph’ - considerano i propri animali domestici come membri della famiglia a tutti gli effetti, stringendo con loro legami molto profondi. E’ quindi assai probabile che gli animali possano essere influenzati dal modo in cui li gestiamo e interagiamo con loro, e che a loro volta entrambi questi fattori siano condizionati dalle nostre differenze di personalità”.

Benché siano “necessarie ulteriori ricerche per far luce sui rapporti causa-effetto di questa relazione” tra le caratteristiche dell’uomo e quelle del suo felino, accertando in particolare “se e in che modo la psicologia del proprietario influenzi direttamente il comportamento e la salute del gatto”, secondo la studiosa già “questi risultati evidenziano un’importante relazione fra le nostre personalità e il benessere dei nostri animali domestici”.

“I gatti sono dei “mini-noi” - conferma al Times Danielle Gunn-Moore, esperta di medicina felina dell’università scozzese di Edimburgo, non coinvolta nella ricerca - Sono creature senzienti fortemente condizionate dalle persone che li circondano”, aggiunge. E a dispetto di chi li dipinge come creature egocentriche e individualiste, innamorate più che del padrone del suo divano, “i gatti sono intimamente legati ai loro proprietari con i quali si influenzano vicendevolmente”.

Fonte: https://www.lastampa.it/2019/02/26/societa/nevrotico-o-socievole-il-gatto-lo-specchio-del-proprietario-t6UhjO3tbmZyeRqfkbb32O/pagina.html

Karl LagerfeldCon sul capo il cappello con la veletta nero, Choupette è in gramaglie per la morte di «Daddy» Karl Lagerfeld. Ma la celebre gatta dello stilista e tycoon della moda internazionale, morto due giorni fa a Parigi a 85 anni, per quanto «col cuore spezzato», non deve temere per il suo futuro: come annunciato dal defunto padrone, la diva del web a quattro zampe (ha quasi 250 mila seguaci sul sito di condivisione di immagini Instagram) si prepara ereditare una parte della sua vasta fortuna.  Non tutto, ovviamente: «Ci sono altri», aveva detto Lagerfeld alla rivista di moda Nume’ro lo scorso aprile: «Non preoccupatevi, ce n’è per tutti». Il valore esatto dell’eredità di Lagerfeld non è noto, ma le stime più accreditate parlano di diversi milioni di dollari. Ed è così che, dal suo profilo Instagram, Choupette ringrazia oggi tutti quelli che le hanno rivolto le condoglianze e annuncia che è «entrata in lutto», auspicando che «pensieri e parole gentili» la aiutino «a muovere una zampina avanti nel mio futuro senza Papà Karl Lagerfeld e come donna padrona di me stessa».  Choupette ha sette anni ed è stata adottata da Lagerfeld nel 2011, diventando subito una star del web. Lo stilista si era preso gran cura di lei e il gatto sedeva a tavola con lui a pranzo e a cena davanti a prelibati manicaretti. C’erano poi due cameriere a prendersi cura di lei, documentando tutte le loro interazioni in un diario destinato al padrone. Che a sua volta si era fatto ripagare ispirandosi alle sembianze della gattina per alcuni dei suoi prodotti, tant’è che nel 2014 due progetti in Germania e in Giappone gli avevano portato in tasca tre milioni di euro. Se davvero erediterà da Lagerfeld una sostanziosa fortuna, Choupette non sarà sola nel mondo animale: nel 2007 la miliardaria degli alberghi di New York Leona Helmsley lasciò al suo cane maltese Trouble 12 milioni di dollari, mentre nel 1991 la contessa tedesca Carlotta Liebenstein destinò tutti i suoi beni, pari a 80 milioni di dollari, al cane Gunther.

 Fonte: https://www.lastampa.it/2019/02/22/societa/la-gatta-choupette-tra-gli-eredi-della-fortuna-economica-di-karl-lagerfeld-GZu9Pafh4WWeSprI4U1h1K/pagina.html

exIl quattrozampe starà con gli ex coniugi a settimane alterne. E’ il primo caso in Italia

«Il sentimento per gli animali costituisce un valore meritevole di tutela». Lo scrive il presidente del tribunale di Sciacca nell’ambito di un procedimento per separazione giudiziale tra due coniugi. Il giudice ha dato in affidamento il gatto all’ex marito e il cane ai entrambi gli ex coniugi a settimane alterne. «Rilevato che in mancanza di accordi condivisi e sul presupposto che il sentimento per gli animali costituisce un valore meritevole di tutela, anche in relazione al benessere dell’animale stesso - scrive il giudice nell’ordinanza sulla separazione non consensuale - assegna il gatto al resistente che dalla sommaria istruttoria appare assicurare il migliore sviluppo possibile dell’identità dell’animale, e il cane, indipendentemente dall’eventuale intestazione risultante nel microchip, a entrambe le parti, a settimane alterne, con spese veterinarie e straordinarie al 50 per cento». È il primo caso in Italia, nel corso di un procedimento di separazione giudiziale, in cui un tribunale stabilisce non solo l’affidamento degli animali domestici ma anche la reciproca partecipazione alle spese.

Fonte: https://www.lastampa.it/2019/02/21/societa/si-separano-e-il-giudice-ordina-laffido-condiviso-per-il-cane-il-sentimento-per-gli-animali-un-valore-WF2oNXwQkjOlNRaPdMUSFM/pagina.html

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