Novità in rete

Novità in rete

GattoBalconePerché è importante dotare balconi e finestre di reti di sicurezza. Il falso mito delle nove vite e i seri rischi che corre un micio di casa che precipita a terra.

Ancora molti credono che il gatto non cada mai. O, almeno, che cada sempre nel modo «giusto», raddrizzandosi e atterrando morbidamente sulle quattro zampe, e non si faccia male. Non è vero. Questo vetusto luogo comune è rafforzato dalle famose immagini del fotografo francese Étienne Jules Marey (1830 – 1904), . Come Eadweard Muybrdge, Marey studiava e riprendeva il movimento di umani e animali, cosa che a quei tempi era molto più complicata di adesso. E chissà quanti animali hanno storpiato o rovinato per le loro riprese.

Più recentemente, un paio di anni fa, Il Saggiatore ha pubblicato Perché i gatti cadono sempre in piedi e altri misteri della fisica, di Gregory Gbur. Comunque, in realtà i gatti cadono da finestre, tetti, balconi e terrazzi e non sempre in piedi. Qualche volta muoiono e molto spesso si fratturano il muso e /o le zampe (importa molto il terreno su cui precipitano, se duro come l’asfalto o morbido come un prato). Quasi tutti i veterinari ne hanno curato qualcuno. Di questo luogo comune perverso parla anche Carlo Emilio Gadda nel libro La cognizione del dolore: «Avendogli un dottore ebreo…dimostrato come pervenga il gatto (di qualunque doccia cadendo) ad arrivar sanissimo al suolo in sulle quattro zampe, che è una meravigliosa applicazione ginnica del teorema dell’impulso, egli precipitò più volte un bel gatto dal secondo piano della villa, fatto curioso di sperimentare il teorema. E la povera bestiola, atterrando, gli diè difatti la desiderata conferma, ogni volta, ogni volta! come un pensiero che, traverso fortune, non intermetta dall’essere eterno; ma, in quanto gatto, poco dopo morì, con occhi velati d’una irrevocabile tristezza, immalinconito da quell’oltraggio. Poiché ogni oltraggio è morte».

 Da qualche tempo, per fortuna, si sta diffondendo la sana abitudine di mettere in sicurezza finestre e balconi, ma anche interi giardini (in questo caso soprattutto per evitare fughe pericolose), con reti robuste ma quasi invisibili. E ne è nata una nuova professione, una delle tante legate alla presenza sempre più importante di pet nelle case. Leonardo Valentino, da un paio di anni, fa di lavoro l’installatore di reti di sicurezza per gatti. Prima, aveva un’attività completamente diversa: «Tutto è nato - racconta- da un’esigenza personale, avevo adottato una gattina completamente cieca, proprio senza gli occhi. E mi sono messo a studiare e a provare come allestire per lei un balcone sicuro». Reti e accessori vari, tutti in linea con l’estetica e le indicazioni dei regolamenti delle case, quasi invisibili e rimovibili con facilità. «All’inizio — racconta ancora Valentino — lo facevo come volontariato, e qualche volta capita ancora, ma è un’esigenza molto diffusa, direi che circa il 5% dei gatti urbani cade». I padroni solitamente si preoccupano dopo la caduta, convinti fino ad allora che le passeggiate sul bordo del balcone o del terrazzo siano tranquille, senza rischi. «Spesso quando vado nelle case vedo il gatto ricoverato nel gabbione, ingessato o con fratture e danni vari». Anche perché le persone solo dopo la il disastro si rendono conto che il costo del veterinario, per questo tipo di interventi complessi, è più alto della collocazione delle reti di sicurezza.
 

Ocicat cat, close up. Adorable ocicat. Nel lungo periodo trascorso costantemente a casa, il gatto potrebbe aver accumulato un po’ di stress per la mancanza dei “suoi spazi” oppure, al contrario, aver sviluppato un forte attaccamento. Ecco alcuni consigli per poter aiutare il nostro gatto a ripartire con una nuova routine quotidiana.

Come riabituare il nostro gatto alla routine quotidiana? In questo periodo dettato dalla pandemia da Covid-19, i gatti ci hanno visto per lunghissimo tempo in casa e se alcuni di loro hanno apprezzato, gran parte ha risentito di questa nostra presenza continuativa.

A differenza del cane, per il gatto il rapporto con noi è importantissimo tanto quanto l’avere la possibilità di rilassarsi e godersi la casa in solitaria beatitudine.

Nel lungo periodo trascorso costantemente a casa, il gatto potrebbe aver accumulato un po’ di stress per la mancanza dei “suoi spazi” oppure, al contrario, aver sviluppato un forte attaccamento.

Prima cosa da fare, quindi, è valutare quale direzione abbia preso, per poterlo aiutare al meglio a ripartire con una nuova routine.

RITROVARE L’AUTONOMIA

Il tuo gatto si è abituato a stare molto tempo vicino a te, partecipare alle video-call, stazionare sulla scrivania durante lo smart working?

Allora attenzione, dovrai prepararlo gradualmente a momenti di autonomia.

Mentre sei in casa, ad esempio, aiutalo con dei giochi di caccia al tesoro, arricchendo gli spazi di snack e sorprese da scovare, dentro a scatole e scatoloni posizionati in stanze diverse da quella in cui lavori.

Così riconquisterà gradualmente il piacere di viversi dei momenti in autonomia e sarà pronto quando ti vedrà mancare per alcune ore da casa.

GESTIRE IL NERVOSISMO

Hai un gatto che ha accusato un po’ di nervosismo durante le giornate trascorse in casa?

In questo caso oltre ad arricchire l’ambiente con qualche attività di gioco, è importante lasciare del cibo secco a disposizione per le ore di assenza, acqua fresca e lettiera pulita, così non avrai molto di cui preoccuparti.

Sarà ben lieto di godersi le sue ore di autonomia, da padrone di casa assoluto.

EVITARE LA COMPAGNIA A TUTTI I COSTI

La convivenza tra gatti in un ambiente chiuso non è sempre di facile gestione, a meno che i due o più conviventi non siano cresciuti insieme.

È sconsigliabile introdurre un secondo gatto in casa per “fare compagnia” al residente perché si ha in programma di tornare ad assentarsi per qualche ora al giorno.

È molto probabile che l’effetto, per il gatto già presente, sia fastidioso, talvolta traumatico, malgrado l’intento sia assolutamente premuroso.

PICCOLI PASTI PIÙ VOLTE AL GIORNO

Considera che durante il lockdown il gatto potrebbe essersi abituato a spiluccare con maggiore frequenza durante la giornata, abitudine peraltro etologicamente corretta per un felino domestico.

Organizzati con dei dispenser per il cibo secco e con ciotole con timer per l’umido affinché possa mangiare piccoli pasti più volte al giorno e non si innervosisca perché non trova i suoi spuntini quando sei fuori.

PASSATEMPO: IL GIOCO PREDATORIO

Il gioco predatorio è molto gratificante per un gatto che vive esclusivamente in casa.

Perciò, per rendere le giornate solitarie più divertenti, arricchisci la casa con scatole, scatoloni, tubi in cartone e tutto ciò che possa stimolare il gatto a “catturare” delle palline di carta, i suoi giocattoli o piccoli snack.

Lo troverai decisamente più felice ed appagato al tuo rientro.

CaneAlzaimerLa presenza di un cane, indipendentemente dalla taglia e dalla razza, stimola le persone con la malattia di Alzheimer (AD) a interagire riducendo il loro isolamento sociale e la solitudine: lo dice uno studio realizzato da un gruppo di lavoro multidisciplinare coadiuvato da Fausto Quintavalla, docente del Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie dell'Università di Parma e pubblicato sulla rivista internazionale Animals. La ricerca, compiuta dal gruppo composto dai docenti dell'Ateneo Giuseppina Basini, Alberto Sabbioni (Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie) e Paolo Caffarra (Dipartimento di Medicina e Chirurgia), dalla psicologa Diana Spinelli e dai medici veterinari esperti in medicina comportamentale e approccio cognitivo zooantropologico Simona Cao e Fiammetta M. Rossi, ha coinvolto 30 pazienti con malattia di Alzheimer e 3 cani coterapeuti.  Nel corso dello studio, si è notato che le persone che hanno avuto la possibilità di giovarsi della presenza del cane hanno ottenuto un miglioramento complessivo del proprio stato di benessere percepito, anche sul piano cognitivo e mnemonico. Ne consegue che gli interventi assistiti dagli animali contribuiscono al miglioramento del benessere sociale e globale. La presenza di un cane, indipendentemente dalla taglia e dalla razza, stimola le persone con la malattia di Alzheimer (AD) ad interagire riducendo il loro isolamento sociale e la solitudine. Tuttavia, due mesi dopo la fine delle sessioni con gli animali, i benefici dell'intervento tendono a diminuire progressivamente, suggerendo quindi la necessita' di interventi prolungati nel tempo e correlati alla presenza dell'animale in modo costante nella routine dei pazienti. La malattia di Alzheimer (AD) è la causa più comune di demenza nell'uomo: è stato stimato che in Italia, nel 2020, si siano verificati oltre 500.000 nuovi casi di demenza.

Fonte: https://www.lastampa.it/la-zampa/cani/2021/06/11/news/avere-un-cane-puo-ridurre-l-isolamento-da-alzheimer-1.40378960

ProtesiGattoOlive è una gatta con nove vite (o sette se volete dirla all’italiana), ma ha solo tre zampe. Questo almeno prima che alcuni studenti di ingegneria dell’Università del Nebraska-Lincoln non si inventassero una protesi fatta apposta per lei. Un team di cinque persone si è messo al lavoro e, grazie a una stampante 3D, hanno realizzato quell’arto artificiale che avevano progettato per sostituire la metà inferiore della zampa sinistra di Olive. Tutto ha avuto inizio quando i docenti all’università hanno lanciato una sfida per nulla facile: creare una protesi che fosse flessibile, rimovibile, atossica e con un costo di produzione sotto i 100 dollari. Così i ragazzi hanno optato per un prototipo in due pezzi fatto principalmente di acido polilattico – biomateriale sintetico, stampabile a basso costo – e plastica robusta.  In tutto questo è stato fondamentale non solo la creatività e l’entusiasmo dei ragazzi, ma anche la partecipazione di Olive: «È una gatta meravigliosa – ha commentato Abby Smith Smith, uno degli studenti coinvolti nel progetto –. E’ stata una soldatessa durante tutte le fasi». E a rendere ancora più bella questa c’è anche un altro aspetto: oltre a poter camminare di nuovo, Olive, che prima viveva in un rifugio per gatti, avrà anche una nuova famiglia che si prenderà cura di lei. 

Fonte: https://www.lastampa.it/la-zampa/gatti/2021/07/04/news/studenti-di-ingegneria-realizzano-una-protesi-per-olive-una-gatta-rimasta-senza-una-zampa-1.40462793