Novità in rete

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BlackcatI gatti neri, così come d’altronde i cani dello stesso colore, spesso sono quelli che rimangono più a lungo nei rifugi. Le loro adozioni sono molto difficili. Non c’è un motivo caratteriale o comportamentale, ma semplicemente estetico: il nero non piace, o forse fa paura.

Ora però i mici neri hanno un nuovo alleato: Black Panther, il nuovo film targato Marvel. Questo film, infatti, starebbe dando una grossa mano nelle adozioni di questi mici. Il condizionale è d’obbligo perché si riferisce a un caso riportato sui social network, ma che almeno farebbe ben sperare: «Beneficio inaspettato di Black Panther: i miei rifugi per animali domestici sono passati dall’avere qualcosa come 50-60 gatti neri a non averne più nessuno» scrive l’utente gallusrostromegalus su Tumblr facendo riferimento ai rifugi di Durango in Colorado.


E a dimostrare che in questa situazione positiva ci sarebbe lo “zampino” di Black Panther c’è la scelta che i nuovi proprietari hanno preso per i nomi dei loro mici: “T’challa” è il più popolare, ma ci sono anche un discreto numero di “Okoye” e “Shuri”.

«Questi gatti vengono adottati per lo più da persone che vogliono comunque accogliere un gatto, poi entrano, vedono quelli neri ed esclamano “Come Black Panther!” e se li portano a casa, quindi, per una volta, sono i gatti neri ad essere adottati per primi”, si racconta sui social.

Un effetto positivo che si spera non sia solo una moda come spesso capita quando un film ha un forte successo per i cani dalmata della “La carica dei cento e uno” ai gufi e civette per la saga di Harry Potter. Ma intanto è un’inizio.

Fonte: http://www.lastampa.it/2018/03/08/societa/lazampa/gatto-gatti/grazie-al-film-black-panter-aumentano-le-adozioni-di-gatti-neri-t2rawrMKFsAtfDYKoccugK/pagina.html

DogtherapyÈ dimostrato che questa pratica può velocizzare il processo di guarigione dopo un trauma.

Sono passate due settimane dalla strage avvenuta nel liceo Marjory Stoneman Douglas di Parkland, in Florida. Dopo il dolore e le numerose proteste contro la diffusione delle armi negli Stati Uniti, gli studenti e gli insegnanti stanno cercando di tornare alla normalità. Il preside dell’istituto, Ty Thompson, vuole agevolare in ogni modo possibile i suoi alunni affinchè possano tornare sui banchi di scuola con maggiore tranquillità. Per fare ciò ha deciso di ricorrere a delle sessioni di dog therapy, pratica nota per la sua efficacia nel superamento dei traumi. Diversi esemplari di cani hanno quindi varcato la soglia dell’istituto e passato del tempo con studenti e insegnanti, portando un sorriso dopo la tragedia.

Fonte: https://www.pettrend.it/administrator/index.php?option=com_content&view=article&layout=edit

ProfUniversitarioMillie ha conquistato i cuori degli studenti e dello staff dell’Università di Chester, nel Regno Unito. Lei è una gatta e spesso va nelle classi per aiutare i professori durante le lezioni. Un aiuto «morale», «ma la sua presenza per noi è già diventata insostituibile», dicono un gruppo di studenti. L’Università di Chester è diventata la sua seconda casa, ed è già stata soprannominata da molti la mascotte della scuola. «Ci divertiamo spesso a fotografarla in classe, sulla cattedre e nei i corridoi - raccontano gli allievi - o a farci alcuni selfie con lei». E ancora: «E’ la nostra professoressa preferita», racconta la studentessa Chloe. «E’ come se il gatto sorvegliasse il campus», aggiunge un’altra ragazza. Millie è sempre molto attenta che tutto sia in ordine, e spesso entra nelle classi facendo una visita a sorpresa. A volte partecipa anche alle riunioni dei docenti, e aiuta gli studenti a ridurre lo stress durante gli studi. «Capita che alcuni residenti o studenti di un’altra scuola vengano qui a trovarla - aggiungono -. Poi la sera Millie torna a casa dalla sua proprietaria, e se non la vediamo all’interno dell’istituto ormai sentiamo la sua mancanza».

Fonte: http://www.lastampa.it/2018/02/20/societa/lazampa/gatto-gatti/un-gatto-diventa-il-professore-universitario-preferito-dagli-studenti-FOvf8bsz68kKsHL2NVlKRI/pagina.html

se solo potessero parlareDel suo amore per i cani ne ha fatto quasi un mestiere, visto che si definisce «fashion designer & animalista» nell’avviso a pagamento (un’intera pagina) pubblicato oggi sul nostro e su altri quotidiani, nel quale Elisabetta Franchi lancia un appello al presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, «per rendere più efficace la lotta al randagismo, così da mettere fine una volta per tutte a questa carneficina». L’appello arriva dopo l’avvelenamento di decine di cani avvenuto in un quartiere di Sciacca, nell’Agrigentino.  «Se solo potessero parlare...» è il titolo della pagina e l’autrice si dice «indignata e profondamente addolorata per quello che sta accadendo ai cani randagi in Sardegna, Calabria, Puglia, e in particolar modo in Sicilia»: nell’Isola su 39.450 cani non detenuti in canile, solo 5.266 sono stati sterilizzati”, spiega Franchi citando fonti della Lav del 2016. Nell’Agrigentino, su 2.500 cani che vagano sul territorio, solo 187 sono stati sterilizzati, nonostante due leggi (una nazionale del ’91 e una regionale del 2000) regolamentano la tutela degli animali. Quanto avvenuto in questi giorni in provincia di Agrigento, scrive Elisabetta Franchi, è una «strage di massa di queste povere creature senza parola».

Fonte: http://www.lastampa.it/2018/02/22/societa/lazampa/cane-cani/se-loro-potessero-parlare-la-stilista-franchi-compra-uno-spazio-sui-giornali-per-dar-voce-ai-cani-avvelenati-a-sciacca-7DwxYNQI2Yv90eHndcCcyK/pagina.html

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