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CaneFossileIn alcune grotte testimonianze della sua presenza datate tra 14 e 20 mila anni fa

Rinvenuti in siti paleolitici pugliesi alcuni resti che "testimoniano una presenza molto antica del cane, datata tra 14mila e 20mila anni fa". Lo rende noto l'Ateneo senese spiegando che si tratta "della scoperta, di fatto, del più antico cane italiano". Il rinvenimento è avvenuto nei siti di Grotta Paglicci a Rignano Garganico (Foggia) e Grotta Romanelli a Castro (Lecce) ed è opera dell'unità di ricerca di preistoria e antropologia del dipartimento di scienze fisiche, della terra e dell'ambiente dell'Università senese. Lo studio, frutto della collaborazione con altri enti nazionali e internazionali, è stato recentemente pubblicato sulla Scientific Reports. "Questa scoperta è di particolare interesse - spiega Francesco Boschin, archeozoologo dell'Università di Siena e coordinatore dello studio - in quanto i cani più antichi, riconosciuti con certezza dagli studiosi di preistoria, provenivano fino a ora da contesti dell'Europa centrale e occidentale datati a circa 16mila anni fa. I resti pugliesi rappresentano quindi, a oggi, gli individui più antichi scoperti nell'area mediterranea ma potrebbero rappresentare anche le prime testimonianze in assoluto del processo che ha portato alla comparsa del cane, il primo animale domestico". "Ulteriori ricerche - conclude l'Ateneo - potrebbero ora far comprendere il ruolo del cane nelle comunità paleolitiche, se possa quindi avere avuto una funzione nelle battute di caccia o di difesa degli accampamenti oppure un importante ruolo simbolico, che ha ancora oggi presso alcune popolazioni dove è considerato manifestazione terrena di spiriti o reincarnazione di defunti".

Fonte:https://www.lastampa.it/la-zampa/cani/2020/09/02/news/trovati-in-puglia-i-resti-del-piu-antico-cane-italiano-1.39259121

Cane fibromialgiaNei pazienti che hanno interagito con i cani, infatti, i livelli di ossitocina sono aumentati in modo significativo, la frequenza cardiaca è diminuita e hanno riportato emozioni più positive

Le persone affette da fibromialgia potrebbero trarre beneficio dalla pet therapy. E, a loro volta, anche i cani potrebbero beneficiare del contatto con i pazienti. Queste, in estrema sintesi, le conclusioni di uno studio realizzato da Purina e dai ricercatori della Mayo Clinic, un'organizzazione non-profit statunitense per la pratica e la ricerca medica. La fibromialgia è una malattia cronica che provoca forti e diffusi dolori all'apparato muscolo-scheletrico accompagnato da affaticamento e problematiche legate al sonno, alla memoria e all'umore. In Italia le persone che soffrono di fibromialgia sono tra il 2,2 e il 3,7 per cento della popolazione nazionale; mentre a livello mondiale - secondo i dati della National Fibromyalgia Association - ne soffre circa il 3-6 per cento della popolazione. Nel corso dello studio chiamato "Better Together" - sia per i pazienti sia per i cani addestrati - i ricercatori della Mayo Clinic hanno utilizzato vari biomarcatori fisiologici non invasivi, tra cui ossitocina salivare e concentrazioni di cortisolo, temperature della membrana timpanica e vari parametri cardiaci. E grazie allo studio è emerso come sia i pazienti sia i cani traggano benefici dal tempo trascorso assieme. "Lo studio Better Together ha mostrato che le attività di pet therapy possono essere un'opzione di trattamento che gli operatori sanitari dovrebbero fortemente prendere in considerazione per i pazienti affetti da fibromialgia", ha dichiarato Arya Mohabbat, MD, professore e assistente di medicina nel Divisione di Medicina Interna Generale presso la Mayo Clinic e capo ricercatore del progetto della Mayo Clinic. Sebbene per la fibromialgia esistano delle cure efficaci, spesso i pazienti affetti da questa malattia convivono con sintomi cronici e ricercano sollievo attraverso metodi non convenzionali. Per i 221 pazienti che hanno preso parte allo studio (ciascuno facente parte del Mayo Clinic Fibromyalgia Treatment Program, un programma ambulatoriale gestito da medici della Mayo Clinic Division of General Internal Medicine) è stato riscontrato sollievo dal trattamento. Questo risultato ha anche portato speranza ai pazienti inseriti nel gruppo di controllo. Lo studio Better Together ha dimostrato come i pazienti che hanno partecipato al trattamento abbiano raggiunto uno stato emotivo-fisiologico più positivo rispetto ai pazienti nel gruppo di controllo. Nei pazienti che hanno interagito con i cani, infatti, i livelli di ossitocina sono aumentati in modo significativo, la frequenza cardiaca è diminuita e hanno riportato emozioni più positive. I risultati confermano quindi che una sessione di 20 minuti di pet therapy può avere un impatto significativo e positivo sulla salute fisica e mentale dei pazienti affetti da fibromialgia. Nonostante la pet therapy sia ampiamente diffusa in ambito clinico, vi è poca attenzione nei confronti dello stato emotivo dei cani che prendono parte alla terapia. Oltre infatti ad interagire con persone sconosciute - di tutte le età e in diversi stati fisici ed emotivi - i cani che prendono parte ad attività di pet therapy si trovano ad affrontare nuovi ambienti, immagini, suoni e strutture che richiedono concentrazione e adattamento continui. Lo studio Better Toghether ha rilevato come i cani - parte del programma Mayo Clinic Caring Canine, che variano per razza, eta' e taglia - non hanno mostrato alcun segno di stress durante la sessione di terapia con il paziente. Al contrario, alcuni di loro erano piu' rilassati al termine della sessione. La maggior parte dei parametri presi in considerazione non ha rilevato cambiamenti significativi, tuttavia, sono state riscontate alcune variazioni che hanno indicato come i cani si trovassero in uno stato emotivo e fisiologico più positivo accompagnato da una frequenza cardiaca significativamente più bassa. Questi dati dimostrano come i cani abbiano apprezzato il tempo trascorso con i pazienti in cura. "E' importante far sapere che le attività di pet therapy apportano benefici non solo ai pazienti ma anche ai cani che prendono parte alle attività. "Better Together" - studio che è stato realizzato con la partecipazione di 19 cani di diverse razze - ha fornito prove concrete di come questa attività, svolta seguendo le giuste condizioni, non ha alcune effetto negativo su un cane correttamente addestrato", ha dichiarato Francois Martin, M.A., Ph.D., leader della sezione di ricerca applicata sul comportamento e sul benessere presso Purina e scienziato responsabile del progetto. "Questo risultato ci incoraggia a proseguire la ricerca per continuare a dimostrare il potere che il legame uomo-animale ha sulle persone, assicurando al tempo stesso che anche gli animali stanno bene al termine del loro lavoro".

Fonte: https://www.lastampa.it/la-zampa/cani/2020/09/01/news/studio-i-cani-da-pet-therapy-possono-aiutare-nella-gestione-della-fibromialgia-1.39255523

 

GattiUominiCarini e coccolosi. Ma non sui profili d'incontri. Un nuovo studio condotto dai ricercatori della Colorado State University ha scoperto che le donne sono meno inclini a mettere "mi piace" alle foto degli uomini che posano con un gatto. Una scelta tenera, che in realtà a colpo d'occhio viene fraintesa: pare infatti che gli uomini vengano considerati meno virili, più nevrotici, introversi e quindi meno "appetibili".

Gli autori dello studio hanno mostrato a 708 donne fra i 18 e 24 anni le foto di alcuni uomini in doppia versione: identiche nelle sembianze e nella posa, solo che in una delle due posavano con un gatto sulle gambe. E solo in base a questa immagine, hanno chiesto loro di valutare la personalità percepita, la mascolinità e l'indice di "dateability", ovvero di possibilità di ottenere un appuntamento. E i risultati sono stati eloquenti.

I ricercatori hanno chiesto esplicitamente a ogni partecipante se avrebbe preso in considerazione la possibilità di frequentare l'uomo nella foto per un periodo breve o lungo. E a «vincere» un possibile primo appuntamento sono state le foto senza gatto.

In media, gli uomini senza gatti hanno ottenuto solo il 9% di no contro il 38% di sì per un primo incontro e addirittura un 37% di sì con la possibilità di instaurare una relazione seria e duratura. Tuttavia, quando è stata mostrata la foto dello stesso uomo che tiene in braccio un gatto, entrambe le categorie sono scese al 33% e la percentuale di donne che ha dichiarato di non essere interessata è salita al 14%.

«E' chiaro che questi risultati sono esclusivamente il risultato di stereotipi culturali sui proprietari di gatti». Pare infatti che le donne siano state influenzate anche dal fatto che in braccio tenessero un micio e non un cane, che viene ritenuto un simbolo di maggiore virilità e socievolezza. «Le donne preferiscono uomini con "buoni geni", che spesso si traducono con "tratti più maschili". E la presenza di un gatto riduce questa percezione». Siete stati avvisati.

Fonte: https://www.lastampa.it/la-zampa/gatti/2020/06/26/news/pubblichi-foto-con-il-tuo-gatto-hai-meno-possibilita-di-uscire-con-una-donna-1.39013145

CrescereConUnCaneI bambini che crescono in famiglie con animali domestici, cani in particolare, sviluppano un benessere sociale ed emotivo migliore rispetto a quelli che crescono in ambienti senza cani. Lo suggeriscono in un articolo pubblicato sulla rivista Pediatric Research gli esperti dell'Università dell'Australia Occidentale (UWA) e del Telethon Kids Institute, che hanno condotto uno studio su 1.646 famiglie con bambini di età compresa tra 2 e 5 anni.

«Secondo i nostri risultati – spiega Hayley Christian, dell'UWA – i bambini delle famiglie proprietarie di cani avevano il 23 percento di probabilità in meno di manifestare difficoltà emozionali o legate all'interazione sociale rispetto ai bambini che non erano cresciuti con un cane». I ricercatori sostengono inoltre che i piccoli padroncini avevano il 30 percento in meno di probabilità di manifestare comportamenti antisociali, e il 40 percento in meno di sviluppare difficolta' di relazione, oltre al 34 percento in più di probabilità di intraprendere comportamenti premurosi, come la condivisione o l'attenzione al prossimo.

«Ci aspettavamo che la presenza di un animale domestico portasse a qualche beneficio – rivela l'autore – ma siamo rimasti comunque molto sorpresi dall'entità dei risultati ottenuti. Il nostro studio dimostra che la relazione con un cane può favorire lo sviluppo e il benessere dei bambini. Si pensi che nei casi in cui i piccoli uscivano a passeggio con il loro amico a quattro zampe almeno una volta a settimana si è riscontrato il 74 percento in più di probabilità di assumere comportamenti premurosi rispetto a chi non aveva tale abitudine».

Il ricercatore ipotizza che il legame tra l'animale e il bambino possa influire su questi effetti. «Più un bimbo è affezionato al proprio cane – afferma Christian – più tenderà a trascorrere del tempo con l'animale, il che può favorire lo sviluppo sociale ed emotivo».

Il team ha analizzato i dati raccolti tra il 2015 e il 2018 nell'ambito dello studio Play Spaces and Environments for Children's Physical Activity (PLAYCE), durante il quale è stato chiesto ai genitori partecipanti di compilare un questionario per valutare l'attività fisica e lo sviluppo socio-emotivo dei loro figli.

«Il 42 percento degli intervistati – continua ancora l'autore – possedeva un cane. Il nostro studio è stato tuttavia semplicemente osservativo, per cui non abbiamo avuto modo di capire come avvenga l'influenza tra l'animale domestico e il bambino. Speriamo di confermare questi risultati in ulteriori studi destinati alla valutazione del comportamento dei bimbi e all'indagine del legame tra il tempo che i nostri figli trascorrono con gli animali e lo sviluppo sociale che ne consegue».

Fonte: https://www.lastampa.it/la-zampa/cani/2020/07/07/news/crescere-con-un-cane-puo-migliorare-lo-sviluppo-sociale-di-un-bambino-1.39053708