Novità in rete

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GattoAffezionatoPErsoneI gatti hanno la reputazione di essere animali indipendenti e indifferenti. Ma uno studio sul rapporto fra felini e umani svela le capacità socio-cognitive di questi animali e il profondo attaccamento che s'instaura con il proprio custode. Un atteggiamento paragonabile a quello dei bambini, che ha portato i ricercatori a dire che «i gatti vedono i loro proprietari proprio come dei genitori». A condurre la ricerca, pubblicata in questi giorni su Cell, sono stati gli scienziati dell'Oregon State University: dai loro esperimenti è emerso che tutti i gatti possono stringere legami con i loro proprietari, cosa già appurata per i cani, e che non importa quanto arroganti o distaccati possano sembrare, in realtà considerano colui o colei che si prende cura di loro come se fosse sua padre o sua madre. Osservando come reagivano al ricongiungimento con il proprio caro dopo un breve periodo si assenza, è risultato che i gatti si comportano esattamente come i bambini. E la maggioranza dei mici hanno mostrato un attaccamento - sicuro o insicuro - con i propri padroni. Per l'esattezza, il 65% dei gatti esaminati hanno mostrato un saldo legame con i propri proprietari, rapporti profondi che rimangono tali anche nell'età adulta, quando non sono più dei cuccioli insicuri. «Per quanto riguarda il loro attaccamento agli esseri umani, i gatti mostrano flessibilità sociale proprio come i cani. La maggior parte di loro è attaccata in modo sicuro al proprietario e li usa come fonte di sicurezza anche in un ambiente nuovo», ha spiegato il ricercatore Kristyn Vitale. «Una volta che l'attaccamento tra il gatto e il suo caregiver è stato stabilito, sembra rimanere relativamente stabile nel tempo, anche dopo un intervento di addestramento e socializzazione. È probabile che i gatti insicuri corrano e si nascondano o sembrano agire in disparte, mostrando segni di stress. Ma tutti tendono a vedere il proprio proprietario come una fonte di sicurezza e protezione».

Fonte:https://www.lastampa.it/la-zampa/gatti/2019/09/24/news/come-i-cani-e-i-bambini-anche-i-gatti-si-affezionano-alle-persone-1.37503530

Cane genetica usaI comportamenti dei cani sono diversi da razza a razza. La questione non è solo caratteriale del singolo Fido, ma è genetica. A dirlo è uno studio statunitense pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences. I ricercatori hanno scoperto che circa la metà di 14 comportamenti misurati tra le diverse razze canine potrebbe essere attribuita alla genetica, e si tratterebbe di risultati con proporzioni maggiori rispetto a studi precedenti. I tratti con i più alti tassi di ereditabilita' (in altre parole, quelli che sembravano essere maggiormente influenzati da fattori genetici piuttosto che ambientali) erano quelli legati alla trainabilita', all'inseguimento della preda, all'aggressività e alla ricerca di attenzione. Per questi, la genetica ha spiegato come la variazione di razza incida tra il 60 e il 70%. Spiega James A. Serpell dell'Università della Pennsylvania che per caratteri come l'allenabilita', si può pensare «a razze come i Border Collie che devono rispondere ai segnali umani per svolgere compiti complicati». Per l'attitudine alla caccia, invece, si può scegliere «un levriero, che è predisposto in modo innato a inseguire tutto ciò che corre», mentre se si vuol scegliere un cane che difenda dalle aggressioni da parte di estranei, è possibile «concentrarsi su alcune razze di cani da guardia, che sono altamente protettive e tendono a rispondere in modo ostile a persone non familiari».

Fonte: https://www.lastampa.it/la-zampa/cani/2019/10/10/news/studio-usa-il-comportamento-del-cane-ha-anche-una-base-genetica-1.37727848

esamiIl 10 e 11 Settembre si sono tenute presso Palazzo Trecchi a Cremona le Vetpìadi, le Olimpiadi della Veterinaria. Un evento unico che ha visto oltre 250 giovani neolaureati in medicina veterinaria competere su 8 argomenti: anestesia, animali non convenzionali, cardiologia e aritmologia, chirurgia dei tessuti molli, dermatologia, diagnostica per immagini, medicina interna e medicina d'urgenza. La grande partecipazione all'evento dimostra la serietà e l'entusiasmo che i nuovi medici veterinari ripongono nella professione che li attende, la voglia di confrontarsi con i colleghi e l'esigenza di coltivare la propria preparazione e l'aggiornamento medico-scientifico. E' proprio su quest'ultimo tema che si sono concentrati tutti i premi messi in palio da SCIVAC (la Società Culturale Italiana Veterinari per gli Animali da Compagnia, organizzatrice dell'evento) e dagli sponsor Royal Canin, dr veto (by Alcyon Italia) e MSD Animal Health, che hanno riscontrato successo tra i partecipanti e grande soddisfazione dei vincitori delle Vetpìadi 2019.

canegattoUn cane o un gatto antidoto alla malinconia dovuta alla separazione da una persona cara o a un lutto. La compagnia di un animale domestico può aiutare infatti a ridurre depressione e solitudine, specie negli adulti di una certa età. Lo dice una ricerca della Florida State University, pubblicata sulla rivista The Gerontologist. Lo studio ha esaminato i sintomi depressivi e la solitudine tra persone di età pari o superiore ai 50 anni che avevano sperimentato la perdita del coniuge in seguito alla morte o a un divorzio, estrapolando i dati dall'Health and Retirement Study, uno studio sulla salute e l'età della pensione, e aggiungendo altri dati raccolti tra il 2008 e il 2014.

I ricercatori hanno confrontato questi dati con quelli relativi a persone che invece erano state sposate in maniera continuativa. Dall'analisi è emerso che chi viveva un lutto o una separazione dal partner sperimentava livelli più alti di depressione. In chi non aveva un animale domestico, però, questi sintomi depressivi e il senso di solitudine erano maggiori. "Spesso il rapporto che abbiamo con il partner è il nostro legame più intimo e la perdita può essere davvero devastante", evidenzia Dawn Carr, che ha guidato la ricerca. «Un animale domestico potrebbe aiutare a compensare alcuni di questi sentimenti - aggiunge - ha senso pensare: “Almeno questo animale domestico ha ancora bisogno di me. Posso occuparmene. Posso amarlo e mi apprezza”. Quella capacità di restituire e dare amore è davvero potente».

Fonte: https://www.lastampa.it/la-zampa/cani/2019/09/08/news/vivere-con-un-cane-o-gatto-e-una-cura-alla-malinconia-dopo-un-lutto-o-la-separazione-dal-partner-1.37427552

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