Novità in rete

Novità in rete

disegniCanileTutti possono fare qualcosa per il bene degli animali ospiti di canili e gattili. E spesso basta un po’ di capacità e una buona idea. Così ha fatto Pavel Abramov, un ragazzo russo di 9 anni che vive nella piccola città di Arzamas a Nizhny Novgorod: il bambino ha dipinto bellissimi ritratti di animali domestici e ha deciso di venderli, o meglio ancora di scambiarli, per ottenere cibo e provviste per gli animali dei rifugi locali. Pavel e sua madre Ekaterina Bolshakova hanno dato vita a questo progetto un anno fa e lo hanno chiamato "pennello gentile", il tutto iniziato dopo una tragedia: il bambino ha vissuto la morte del suo cane Barsik e ha deciso di fare qualcosa che potesse ricordare il suo caro amico a quattrozampe. “Pennello gentile” è stato solo il primo passo: madre e figlio hanno creato un gruppo, denominato "Di cosa è capace un piccolo volontario?”, sul social media russo VK con il quale invita le persone a fare qualcosa di concreto per gli animali dei rifugi e a richiedere i dipinti. Pavel si fa mandare le foto degli animali domestici da ritrarre e in cambio chiede scatolette, carne o altre cose che in quel momento servono al rifugio dove vivono oltre 100 cani: e così in cambio del ritratto di Chuck ha ottenuto cinque chilogrammi di grano saraceno, dieci scatolette e medicine per la pelle; in cambio del ritratto di Timofey ha ricevuto medicine e collari per cani e in cambio del dipinto di Jesse ha portato al canile sette chilogrammi di frattaglie e tre di grano saraceno. Un’iniziativa che si è già diffusa oltre la città di Arzamas: le richieste arrivano da tutta la Russia, dalla Germania, Spagna e altre nazioni. Ed è solo l’inizio: Pavel sogna di diventare un architetto e costruire un grande rifugio in futuro, ma per ora sono i suoi dipinti ad aiutare i meno fortunati.

Fonte:https://www.lastampa.it/la-zampa/cani/2019/10/21/news/a-9-anni-dipinge-animali-domestici-e-vende-i-ritratti-in-cambio-di-cibo-per-gli-ospiti-del-canile-1.37771571

CaneTribunaleUn cane in tribunale. Negli uffici della procura di Chicago ha da poco fatto giuramento un dipendente molto speciale: un Labrador Retriever di nome Hatty. Ha due anni, lavorerà quotidianamente dalle 9 alle 17 e avrà un compito perfetto per lei: mostrare affetto e coccolare i suoi colleghi così come le vittime di violenza e i bambini coinvolti in processi in tribunale. Hatty è il primo cane di supporto emotivo arruolato in un tribunale. E' stato addestrato come cane da pet therapy e poi ha fatto «praticantato» con i detenuti in un carcere. Ora cambia ufficio, e dalle celle passerà alle aule di tribunale, dove entrerà in azione soprattutto durante i procedimenti penali che coinvolgono bambini, persone con problemi di salute mentale e vittime di aggressioni. L'avvocato Kim Foxx della Contea di Cook ha presieduto al suo giuramento: Hatty si è alzata sulle zampe posteriori e ha messo la zampa su un libro di legge. Una cerimonia veloce per presentarla e accoglierla nel migliore dei modi prima di immergersi nel lavoro. Il labrador nero dovrà gestirà fino a 200 casi all'anno: non sarà facile, ma sicuramente la strada è quella giusta.

Fonte: https://www.lastampa.it/la-zampa/cani/2019/11/06/news/al-tribunale-di-chicago-arriva-harry-il-primo-cane-di-supporto-emotivo-per-le-vittime-1.37854022

CassazioneNoReatoRubare animali per salvarli da maltrattamenti non costituisce reato. La corte di Cassazione ha annullato la sentenza che aveva condannato 12 dei 13 animalisti che nell'aprile del 2012 avevano sottratto 67 cani Beagle dall'allevamento "Green Hill" di Montichiari, in provincia di Brescia. La suprema corte, quinta sezione penale, ha eliminato le condanne inflitte agli animalisti - che prevedevano pene detentive tra gli 8 e i 10 mesi - dalla corte d'Appello di Brescia nel maggio 2018.

I giudici hanno infatti stabiilito che il gesto degli attivisti non è equiparabile a un furto in abitazione, come era stato deciso in appello. La liberazione dei Beagle non è stato un gesto premeditato e non ha portato un vantaggio agli attivisti: si è trattato di un atto compiuto per salvare gli animali dai maltrattamenti e non per impossessarsene indebitamente.

«L’uomo ha sempre manifestato verso gli animali, in quanto essere senzienti, un senso di pietà e di protezione, quando non anche di affetto. Da qui l’esistenza, in tutte le epoche storiche, di precetti giuridici, essenzialmente di natura pubblicistica, posti a salvaguardia e a tutela degli animali», si legge nelle motivazioni depositate dalla Corte.

«Se l'utilità perseguita dall'autore del furto deve essere connessa alla cosa oggetto dell'impossessamento e non all'azione in sé, non è comprensibile quale sia se si esclude vi possa essere un dolo nel liberare gli animali che sono stati sottoposti a maltrattamenti», aggiungono i giudici. Con l'annullamento della sentenza da parte della corte ora la palla passa alla corte d'Appello, che dovrà prendere una nuova decisione.

Fonre: https://www.lastampa.it/la-zampa/cani/2019/10/19/news/la-sentenza-della-cassazione-non-e-reato-rubare-animali-per-salvarli-dai-maltrattamenti-1.37761075

GattiTraumatizzatiDavid ha 10 anni. E’ seduto su un cuscino. Sta leggendo un libro. Ad ascoltarlo c’è un’amica: Larissa, una gatta di 12 anni. La micia non è sua, ma vive in un rifugio per animali di Berlino. Il piccolo David è un bambino che ha problemi nella lettura e si è iscritto al progetto "I bambini leggono ai gatti” di Tierheim Berlin. L’idea è semplice: supportare i bambini che hanno difficoltà con la lettura e allo stesso tempo aiutare anche alcuni degli animali del rifugio più traumatizzati a ritrovare la fiducia nell'uomo.

Sin dal suo lancio la scorsa estate, il progetto ha avuto successo: cinque bambini, fra i sette e i dodici anni, si sono già iscritti per leggere ai gatti ogni venerdì per circa 30 minuti. Hanno una stanza tutta per loro dove possono esercitarsi a leggere ad alta voce, lontano da chiunque possa interromperli o correggerli.


Per alcuni bambini imparare a leggere è difficile. Sentono la pressione dagli adulti che li ascoltano e li correggono. Ma ancora una volta, la migliore strada è la pratica. «I bambini hanno bisogno di qualcuno con cui leggere, e i gatti del rifugio hanno bisogno di qualcuno che si rivolga a loro – spiega Bettina Genée, responsabile del progetto – . Molti gatti hanno subito un trauma e hanno paura. Leggendo ad alta voce, possono avvicinarsi ai bambini e guadagnare fiducia»,

Il personale del rifugio non può permettersi le cure che richiedono tempo per abituare i gatti alle persone. In questo modo, i bambini aiutano gli animali e imparano anche come trattare con i gatti e molto di più sul benessere degli animali: «Gli studi hanno dimostrato che le voci ritmiche sui gatti hanno un potere rilassante».

Fonte: https://www.lastampa.it/la-zampa/gatti/2019/10/14/news/nel-rifugio-di-berlino-i-bambini-leggono-ai-gatti-traumatizzati-1.37743572

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