Novità in rete

Novità in rete

foto2Secondo una ricerca del biologo inglese, John Bradshaw, si comportano con gli esseri umani come si comporterebbero in natura con un felino più grosso che fa da sostituto alla madre. Tenere la coda in alto è "il modo più chiaro con cui dimostrano affetto" Il tuo gatto pensa che anche tu sia un micio, un grande micio. Almeno secondo quanto riportano gli studi del biologo inglese John Bradshaw dell'Università di Bristol. Bradshaw è l'autore del libro "Cat sense", in cui racconta cosa succede nella mente dei gatti quando interagiscono con gli esseri umani e non solo. Lo studio, lungo 30 anni, parte dal punto di partenza che i gatti, a differenza dei cani, sono animali ancora essenzialmente selvatici. I cani sono stati addestrati nel corso del tempo e i loro comportamenti si sono distanziati di molto rispetto a quelli del lupo, il loro antenato. I gatti no, sono rimasti gli stessi fin da quando, 5mila anni fa, hanno cominciato ad avvicinarsi all'uomo. Il risultato di questa differenza - scrive il New York Times

zampeSono migliaia gli animali da compagnia entrati nelle case degli italiani come regali di Natale. Proprio durante le feste, infatti, i negozi specializzati registrano un picco di vendite. Secondo l’Associazione Italiana Imprese Settore Animali Domestici (Aisad/Confesercenti), che riunisce oltre tremila rivendite specializzate in tutta Italia, in questo periodo gli acquisti aumentano del 10-12% rispetto al resto dell’anno: riguardano soprattutto i cuccioli di cane, seguiti dai volatili, i roditori e i pesci. E molti animali arrivano nelle famiglie italiane anche tramite altri canali. È per questo motivo che Panini, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Medici

 

NoMoreWoofL’innovativo sistema è già un successo, ma non mancano però i dubbi sulla portata dello strumento. Realizzato dalla Nordic Society for Invention and Discovery, No More Woof si presenta sotto forma di una speciale cuffia a cui sono collegati degli appositi elettrodi. Si chiama No More Woof (niente più abbai) il progetto che, almeno sulla carta, promette di rivoluzionare il rapporto tra proprietari e cani. Si tratta infatti di un traduttore: catturando l’attività cerebrale di Fido, si è creato un set di emozioni standardizzate che potrebbero rimandare a precisi messaggi elaborati dall’amico a quattro zampe.

 

woofToWashUn progetto britannico promette di rivoluzionare l’esistenza di tutti coloro che sono affetti da disabilità. Molto spesso infatti la casa per loro diventa un percorso a ostacoli e, tra i tanti problemi, c’è anche il bucato. Realizzata dalla compagnia JMT Service in collaborazione con l’associazione Support Dogs, la lavatrice Woof To Wash - “abbaia per lavare” - è ora pronta per fare la sua apparizione sul mercato, per quello che potrebbe essere un successo annunciato. Chi ha provato il sistema, infatti, ne è rimasto affascinato. Il funzionamento è semplice, ma allo stesso tempo stupefacente. Sull’oblò è fissato
un apposito laccio, affinché il cane lo possa mordere e provvedere così all’apertura dello sportello. L’animale procede quindi alla raccolta dei panni sporchi per riporli nel cestello, chiude l’oblò e spinge un pedale per attivare la lavatrice e agevolare l’introduzione del detersivo. 

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