Novità in rete

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spiaggiaTartarughe

Zona per il monitoraggio e la conservazione delle tartarughe marine e per la salvaguardia del Giglio di mare: è il tratto di spiaggia di Scarlino dove il 13 ottobre del 2013 furono ritrovati i piccoli esemplari di tartaruga marina Caretta caretta. Legambiente e l'amministrazione comunale di Scarlino hanno siglato un accordo per tutelare maggiormente il sito di nidificazione e per attuare una campagna di monitoraggio sia rispetto alle eventuali nidificazioni sia agli avvistamenti della specie protetta Caretta caretta.

La cerimonia si è svolta, alla presenza di autorità ed esperti del settore, con la pulizia dell'area interessata dalle deposizioni, la piantumazione dei Gigli di mare e la messa a dimora di pannelli informativi che serviranno per far capire ai visitatori l'importanza dell'area. Presenti alla mattinata, oltre a Legambiente, anche la Provincia di Grosseto, il Corpo forestale dello Stato, l'Università di Siena, l'Arpat, l'Osservatorio toscano dei cetacei e delle tartarughe marine, l'Acquario di Livorno, la Guardia costiera di Piombino e Follonica, il Tartasub Maremma, il Club grossetano subacqueo e i volontari della Protezione civile di Scarlino.

Mercury

A quattro giorni ha perso gli arti anteriori, ma ha incontrato una famiglia che gli ha regalato una vita felice come tutti gli altri felini.


La vita di Mercury è iniziata malissimo. A solo quattro giorni di età, nel settembre 2013, è stato trovato in un prato con le zampe anteriori falciate probabilmente da un tagliaerba.

Un dolore e una menomazione che però non gli hanno cancellato la voglia di vivere. E così i suoi proprietari hanno deciso di dedicargli la pagina su Facebook "Raising Mercury" dove raccontano, per lo più con immagini e video, la sua vita di ogni giorno. Ora sono quasi 50mila gli utenti del web che lo seguono, commentano e incoraggiano.

volo a VI ricercatori del Royal Veterinary College di Londra hanno risolto il mistero del volo a "V" degli uccelli, e scoperto che si spostano perfettamente sincronizzati nel battito delle ali disponendosi in posizioni aerodinamiche. In questo modo riescono a massimizzare la "cattura" delle correnti d'aria favorevoli, ed evitare invece quelle che portano verso il basso.

Finora, spiegano gli scienziati, si pensava che gli uccelli non fossero in grado di portare a termine imprese di tale aerodinamicità, in quanto richiedono la padronanza di complesse dinamiche di volo; il nuovo studio, pubblicato sulla rivista Nature, ha dunque segnato la fine degli anni in cui sottovalutavamo i volatili. Steve Portugal, leader della ricerca, spiega "La formazione a V che distingue gli stormi di uccelli in movimento ha sempre intrigato i ricercatori e continua ancora oggi ad attirare l'attenzione sia della comunità scientifica che della popolazione; eppure fino ad oggi non avevamo idea delle reali implicazioni aerodinamiche".

canegattoNel linguaggio popolare essere come cane e gatto, lo sappiamo tutti, significa non andare per niente d'accordo, ma nella realtà dei fatti è davvero così?

Non è detto, cani e gatti possono davvero essere ottimi amici e convivere pacifici e sereni, spesso il cane divide volentieri addirittura il suo giaciglio con il gatto di casa, e altrettanto spesso il micio ricambia con fusa e "cure parentali" (leccatine, cura del pelo ecc.), diventando così per certi versi inseparabili.

Certo esistono anche cani che proprio i gatti non li possono vedere neppure in cartolina, e questo è spiegabile per diversi aspetti, il primo fra questi è l'innato istinto predatorio (presente in maniera più o meno accentuata in tutti i soggetti): i cani, si sa, derivano dal lupo, e nonostante il plurimillenario processo di "trasformazione" da lupo a cane, diversi aspetti, tra cui appunto la predatorietà, riconducibili al loro grande antenato rimangono ben presenti nei nostri beniamini a quattro zampe. Ovviamente un cane con questo istinto particolarmente spiccato vedrà più facilmente un gatto come una preda, e quindi gli darà la caccia.

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