Novità in rete

Novità in rete

Toelettatori«Questa attività è stata ritenuta non utile. Potete lavare l’auto. Potete lavare un tappeto. Ma non potete lavare il cane». E’ quanto si legge su un cartello affisso dalla proprietaria di un negozio di toelettatura sulla porta del proprio esercizio a Frosinone come forma di protesta per essere stati costretti alla chiusura perché in zona rossa: «Stando al famigerati codici ATECO noi rientriamo nei servizi alla persona, in realtà noi svolgiamo un servizio per la persona ma non lavoriamo affatto con le persone, l'unico contatto che abbiamo è limitato allo scambio di un guinzaglio e alle operazioni di pagamento» racconta a FrosinoneToday Chiara Loreto, proprietaria di MBB Toelettatura. Una protesta che non è ovviamente isolata e che è stata sposata da molti esercizi della stessa categoria.

Un malcontento che è stato raccolto anche dalle forze politiche che si sono mosse insieme per chiedere un cambiamento a quanto previsto dal Dpcm: «Nel pieno rispetto della sicurezza di tutte le persone, si richiede, in ossequio alle disposizioni governative, che venga predisposta l'immediata ripresa delle attività di toelettatura sul tutto il territorio nazionale». Lo scrive in una lettera indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la deputata del Pd, Patrizia Prestipino, lettera sottoscritta anche dalla deputata di Fratelli d'Italia, Paola Frassinetti, per sottolineare il carattere bipartisan della richiesta.

«Non è una questione di colore politico - spiega Prestipino -. Per questo con la collega Frassinetti chiediamo che i servizi di toelettatura per animali domestici vengano ricompresi in quei servizi a basso rischio, considerando che il servizio avverrebbe solo su appuntamento e senza contatto fra persone o animali. Inoltre in primavera iniziano le pulci, le dermatiti e quindi è ancora più importante riaprire questi servizi non solo per tutelare la salute e il benessere degli animali ma anche quello dei padroni e delle persone intorno. Ci sono zone rosse da tanto tempo che rischiano di incorrere in ulteriori problemi se questi servizi continuano a rimanere chiusi, conclude Prestipino.

Fonte:https://www.lastampa.it/la-zampa/cani/2021/03/25/news/covid-proposta-bipartisan-occorre-riaprire-i-servizi-di-toelettatura-agli-animali-1.40072329

RifiutiPandemiaCamminando per strada se ne vedono ovunque, usate e talvolta anche chiaramente nuove ma cadute a terra e non raccolte. Sono le mascherine, chirurgiche o meno, il simbolo dei rifiuti derivanti dalla pandemia che hanno invaso il mondo. Queste, insieme ai guanti, sono diventate trappole mortali che stanno minacciando la sopravvivenza della fauna animale. A sottolinearlo uno studio, pubblicato sulla rivista Animal Biology, condotto dai biologi del Naturalis Biodiversity Center e dell'Università di Leiden, che hanno monitorato la frequenza e la posizione in cui si verificano le interazioni tra gli animali e i rifiuti di Covid-19. Il team ha cercato di ottenere un quadro generale delle conseguenze derivanti dal crescente numero di dispositivi di protezione individuale nella spazzatura, raccogliendo osservazioni dal Brasile alla Malesia, dai giornali locali e dai siti di notizie internazionali. Gli autori sottolineano che l'impatto dei nuovi rifiuti ha colpito tutti i tipi di animali, che restano impigliati nelle mascherine o ingeriscono parti di plastica. Persino gli animali domestici, in particolare i cani, vengono trovati a mangiare i dispositivi di protezione. «Gli animali si indeboliscono e rischiano la vita - afferma Liselotte Rambonnet dell'Università di Leiden - la diversità degli animali influenzati dai rifiuti del coronavirus è davvero considerevole. Vertebrati e invertebrati sulla terra, in acqua dolce e in acqua di mare rimangono impigliati o intrappolati».  Gli scienziati aggiungono poi che alcuni animali, come le Fulica Linnaeus, meglio note come folaghe olandesi, utilizzano mascherine e guanti come materiale per i loro nidi. Il team ha raccolto osservazioni e informazioni da fotografi, birdwatcher, centri di salvataggio della fauna selvatica e veterinari che hanno condiviso le loro scoperte sui social media o con le istituzioni di ricerca.  «Possiamo saperne di più sull'impatto di questa categoria di prodotti usa e getta sulla fauna selvatica - commenta la ricercatrice - chiediamo pertanto alle persone di continuare a condividere le loro osservazioni in modo da poter mantenere una panoramica aggiornata». Il gruppo di ricerca ha inoltre lanciato un sito web (www.covidlitter.com) per aumentare la consapevolezza delle persone sul pericolo rappresentato dai rifiuti del coronavirus per la fauna selvatica. «Invitiamo la popolazione a preferire le mascherine riutilizzabili, quando possibile - conclude Rambonnet - e a disfarsi dei rifiuti in modo consapevole e responsabile».

Fonte: https://www.lastampa.it/la-zampa/altri-animali/2021/03/26/news/dalle-mascherine-ai-guanti-cosi-i-rifiuti-della-pandemia-uccidono-gli-animali-1.40074922

AnimaliEAmbienteLa Federazione che raccoglie i principali gruppi ambientalisti e animalisti italiani scrive al presidente del Consiglio: «Adeguiamo la Carta, non perdiamo questa occasione»

L’inserimento in Costituzione — all’articolo 9 — della tutela non solo del paesaggio e del patrimonio storico, ma anche degli ecosistemi, della biodiversità e degli animali, come esseri senzienti. E il pieno coinvolgimento delle associazioni ambientaliste e di protezione animale nelle iniziative previste dalla nuova versione del «Piano nazionale di ripresa e resilienza». Sono queste le principali richieste portate avanti dalla Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente — nata nel 2012 per iniziativa di Enpa, Lav, Leidaa, Lndc e Oipa, e che oggi raccoglie una sessantina dei principali gruppi animalisti e ambientalisti italiani — al nuovo governo che al momento dell’insediamento si è autoproclamato «ambientalista».

La Federazione, con una lettera, ha chiesto di incontrare il premier Mario Draghi e il neoministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani. Nella missiva, le associazioni hanno manifestato apprezzamento per le dichiarazioni programmatiche del presidente del Consiglio e chiarito come «l’obiettivo, che da sempre consideriamo conciliabile “con il progresso e il benessere sociale”, richiede, come Lei ha affermato, “un approccio nuovo” e, per così dire, multisettoriale». La scelta di creare un ministero per la Transizione ecologica — prosegue la missiva — «è del tutto coerente con questa impostazione», e l'innovazione non potrà che assumere «la forma più avanzata e, sul modello dell’art.20a della Costituzione tedesca [Protezione dei fondamenti naturali della vita e degli animali]», includendo esplicitamente, «"nell’interesse delle future generazioni", anche la tutela degli ecosistemi, della biodiversità e degli animali», come previsto — già — da molti disegni di legge costituzionali all’esame della competente commissione del Senato. «Siamo fermamente convinti – proseguono le associazioni — che non si possa perdere l’occasione, storica, di dare rango costituzionale alla tutela degli animali, allineando la nostra Carta ai migliori esempi europei, e confidiamo, signor presidente, che il Suo governo condivida la nostra posizione e agisca di conseguenza». Non solo, in vista di uno dei primi compiti che vedrà impegnato il governo, le associazioni chiedono di essere consultate nella rielaborazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Brambilla (Leidaa): «Un'unica voce per portare avanti le istanze»

Un’iniziativa che vede in prima linea la Fiadaa, desiderosa di «parlare con una sola voce», per chiedere il riconoscimento di alcuni diritti fondamentali degli animali: «Ognuno di noi deve continuare a perseguire le proprie, importanti, battaglie. Ma su alcuni temi la nostra voce non può che essere unica, per dialogare con il governo. E per questo si sono unite non in un coordinamento, ma in una confederazione,che parla anche attraverso un proprio giornale», spiega al Corriere della Sera Michela Vittoria Brambilla, presidente dell'intergruppo parlamentare per i diritti degli animali e della Leidaa, la Lega italiana per la difesa degli animali e dell'ambiente. «Mai come in questo momento, che vede al governo una così ampia maggioranza, e una comunione di intenti tra le diverse forze politiche, è necessario che le tante associazioni animaliste e ambientaliste presenti sul nostro territorio si presentino come un fronte comune, con un'unica voce», aggiunge. La Federazione «è un soggetto istituzionale che interpreta le istanze di quei 32 milioni di italiani che convivono con almeno un animale domestico e che guardano a tutte le associazioni come riferimento. Siamo certi — conclude Brambilla — che questo governo vorrà ascoltare le nostre richieste e adeguare la Carta costituzionale a quella che è la volontà della maggioranza della popolazione, come già avvenuto in altri Paesi».

Rocchi (Enpa): «Il futuro si costruisce su diritti condivisi»

«Chiediamo di considerare la tutela degli ecosistemi e della biodiversità, obiettivi che non si possono raggiungere se non attraverso la tutela delle specie animali. Se consideriamo l'ambiente il grande spettacolo della natura non possiamo prescindere da chi ne è protagonista: le specie viventi, gli animali tutti», aggiunge Carla Rocchi, presidente Enpa. Mai come in questo tempo tanto difficile e complesso «è emersa la evidenza che il mondo si salva, il futuro si costruisce se si riconoscono diritti condivisi. Il volontariato animalista è tra i più aperti a questa evidenza proprio perché si misura ogni giorno nella difesa dei diritti dei più deboli tra i deboli. L'obiettivo è quello di far riconoscere anche a livello normativo questo valore imprescindibile».

 
 
Felicetti (Lav): «È tempo di agire»

La Federazione — insomma — «porta avanti temi che già sappiamo essere forti nell’opinione pubblica. E che devono avere voce autorevole nei confronti delle istituzioni», chiarisce Gianluca Felicetti, presidente della Lav, ricordando come sono state numerose negli anni le proposte di legge presentate. «Il tema è maturo, non solo nel Paese ma anche a livello parlamentare. Servono atti concreti, che vadano oltre le parole di circostanza: possiamo prendere esempio dalle buone pratiche di Paesi a noi vicini, come Austria, Germania, Svizzera, ma anche da altri più lontani. Paesi come Spagna e Francia ad esempio hanno già istituito ministeri per la transizione. Siamo sulla buona strada».

Comparotto (Oipa): «Dal cuore alla Costituzione, il passo è breve»

«È un bene che il nuovo presidente del Consiglio voglia inserire in Costituzione i concetti di ambiente e di sviluppo sostenibile, come dichiarato nel discorso al Senato del 17 febbraio». Il Senato «ha già da mesi questo tema all’ordine del giorno. Siamo di fronte quindi a un’occasione storica. La tutela che noi vogliamo deve riguardare esplicitamente anche gli ecosistemi, la biodiversità e gli animali», sottolinea Massimo Comparotto, presidente dell’Oipa. «Nelle Costituzioni di Paesi come la Svizzera, l’Austria e la Germania questa norma c’è già. E il trattato sul funzionamento dell’Unione europea già definisce gli animali “esseri senzienti”. Chiediamo dunque al Governo e al Parlamento di ascoltarci e di prevedere la tutela degli animali in questa grande riforma: dal cuore alla Costituzione il passo è breve».

Fonte:https://www.corriere.it/animali/21_febbraio_22/tutela-animali-biodiversita-costituzione-coinvolgimento-associazioni-richieste-draghi-90e255c2-74ef-11eb-b048-5f97627f6464.shtml

 

 

adozioniCovidL’amore degli italiani nei confronti degli animali è sempre più forte: quattro famiglie su 10 ne accolgono almeno uno in casa. Un legame “indissolubile” cui  l’Eurispes ha dedicato un intero capitolo del rapporto Italia 2020. Circa la metà delle famiglie (48,8%), rileva l’Istituto di ricerca, sceglie un cane come animale di compagnia, mentre il 29,6% un gatto. L’anno caratterizzato dalla pandemia, tra l’altro, ha rafforzato l’idea di avere accanto un animale domestico, tant’è che, parola dei canili di Roma e di associazioni, nel 2020 sono aumentate le adozioni. “Nell’anno del Covid c’è stata indubbiamente un’impennata”, dice Benedetto Di Clemente, responsabile del canile rifugio ‘Valle Grande’ di Roma nord. “Se negli altri anni le adozioni di cani si attestavano intorno alle 300, nel 2020 sono state circa 400”. E capita che chi ne abbia adottato uno, torni per sceglierne un altro. Un italiano su dieci, infatti, tiene in casa due animali, il 5,6% tre e il 3,6% più di tre (dati Eurispes).

ANCHE GLI ANIMALI SELVATICI PROTAGONISTI DEL LOCKDOWN
Che vi sia stato un aumento delle adozioni, lo evidenzia anche Michela Vittoria Brambilla, presidente dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali e della Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente (Leidaa), a giudizio della quale, nel corso dell’anno Covid, “gli animali da compagnia hanno occupato più spazio nelle nostre vite”. Anche quelli selvatici, che hanno prosperato: durante il lockdown ‘duro’ abbiamo visto i cervi passeggiare per le strade dei centri abitati, polipi e cavallucci marini nei canali di Venezia. Riassumendo: la pandemia di Covid è un dramma che dovrebbe indurci a riflettere, tra le altre cose, anche sul ruolo che gli animali hanno, in un ecosistema sano e nel complesso delle nostre relazioni affettive”.

RICONOSCERE GLI ANIMALI NELLA COSTITUZIONE
“Ci hanno aiutato a vivere con meno stress l’incubo epidemia. Confermo – dice Carla Rocchi, presidente dell’Ente Nazionale per la Protezione degli Animali (Enpa) – che durante l’anno c’è stata una crescita delle adozioni”. Sul piano legislativo negli ultimi 30 anni, sottolinea l’Eurispes, molto si è fatto per il riconoscimento dei diritti degli amici a quattro zampe (e non) e oggi si discute sulla possibilità di offrire loro un riconoscimento anche a livello costituzionale. Di recente, 60 associazioni ambientaliste e di protezione animale (riunite nella Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, tra cui Leidaa ed Enpa) hanno inviato una lettera a Palazzo Chigi chiedendo che nella Costituzione venga inserito non solo l’ambiente ma anche la tutela degli animali come esseri senzienti.

Fonte: https://guidominciotti.blog.ilsole24ore.com/2021/03/01/animali-domestici-4-famiglie-10-covid-piu-adozioni/