Novità in rete

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MuraVivere appieno il poco tempo che gli rimane insieme su questa terra. Un sindaco di Attleboro, in Massachusetts, ha preso una licenza speciale dal lavoro per intraprendere un incredibile viaggio di 12 giorni in 24 Stati differenti insieme a Mura, il suo cane malato terminale.Dopo oltre dieci anni di vita insieme, a fine ottobre al cane Shikoku è stata diagnosticata una forma aggressiva di leucemia che gli permetterà di vivere ancora per pochi mesi. E Paul Heroux non ha esitato a cancellare tutti gli appuntamenti dell'agenda, inclusa una vacanza già programmata in Medio Oriente, per vivere un'ultima, meravigliosa, avventura, con il suo adorato Mura. Una storia commovente, che ha permesso a questa coppia di avere un ricordo splendido in grado di superare anche la morte. La coppia ha viaggiato per 14 mila chilometri, superando due confini ogni giorno. Un modo straordinario per ripagare l'amore incondizionato che ha ricevuto dal cane in questi anni di vita insieme.  Paul Heroux ha portato Mura al cospetto di Grand Canyon, cascate del Niagara, Monte Rushmore, Golden Gate Bridge, a Hollywood e nel Parco di Yellowstone, così come a incontrare il suo allevatore nella Columbia Britannica, in Canada, e anche a visitare il campus dove ha studiato, all'Università della California del Sud.  «Mura è la mia famiglia e la cosa più preziosa che ho al mondo», confessa Paul. «Ha fatto la campagna elettorale con me, viene a lavoro con me e mi è stato accanto nei momenti migliori e peggiori della vita». Nessuno è mai pronto ad affrontare una diagnosi simile, «e passare del tempo con Mura è stato l'aspetto migliore del viaggio. Altre persone che hanno attraversato la nostra stessa situazione mi hanno detto di regalargli i migliori mesi della sua vita, e ho preso alla lettera quel consiglio». Paul ha condiviso la loro grande avventura su Facebook ed è rimasto sorpreso dalle migliaia di reazioni ricevute: «Sono andato semplicemente a fare un giro con il mio cane», commenta a Lonely Planet, aggiungendo che spera di scrivere un libro per bambini sulle loro avventure.

Fonte: https://www.lastampa.it/2018/11/17/societa/lemozionante-ultimo-viaggio-di-giorni-in-paesi-con-il-proprio-cane-malato-terminale-l8oQ9U1d2IKJKtWD5X7gJK/pagina.html

MissGallina2018A Trento sarà eletta la regina delle galline
“Sentono, hanno coscienza di sé, non sono macchine”. Così era scritto su un manifesto inglese per un migliore trattamento delle galline negli allevamenti.  Ora galli e galline, cancellati dall’immaginario collettivo e relegati in tristi capannoni della catena alimentare, caricature di sé stessi, escono all’aperto. Tornano nel racconto sociale, sfidano l’incredulità pubblica e sfilano per affermare la loro esistenza e la loro bellezza. A Trento il 25 novembre prossimo, provenienti da tutta Italia, si esibiranno oltre 300 galline ornamentali dai nomi strani di Moroseta, Olandese, Padovana, Appenzeller stupende nei piumaggi variegati, nei ciuffi ribelli, nelle zampe calzate. Ma solo una tra tutte sarà incoronata regina. Non si rassegnano, queste galline, all’esclusione ed esibendosi vogliono proporre un modello alternativo di rapporto uomo-animale. “L’Italia ha ormai raggiunto standard di selezione elevati e gli allevatori hanno ottenuto importanti riconoscimenti in Paesi di più consolidata tradizione avicola come Francia e Germania” dice Enrico Cecchin, presidente del Club Moroseta e razze ciuffate. “C’è tuttavia una colpevole disattenzione da parte delle istituzioni nei confronti di questa realtà amatoriale, non industriale, che deve sopportare per intero il peso della salvaguardia di razze che altrimenti sarebbero destinate all’estinzione”. Il Campionato nazionale razze ciuffate, giunto alla terza edizione, è organizzato dal principale Club avicolo italiano. Un appuntamento particolarmente importante quest’anno in vista dei campionati europei 2019 che per la prima volta si terranno in Italia. Il Campionato si svolgerà il 25 Novembre a Trento nei Padiglioni dell’Associazione Allevatori trentini, via delle Bettine 41.

CorsaLevrieriGli elettori della Florida hanno approvato l’emendamento n. 13, ponendo fine alle corse dei levrieri nello Stato. Un risultato che ha visto il 69 per cento dei voti a favore di questa storica decisione. I legislatori hanno scritto nell’emendamento che il “trattamento umano degli animali è un valore fondamentale del popolo dello Stato della Florida”. Negli ultimi 87 anni i levrieri hanno vissuto in piccole gabbie sulle piste da corsa. Molti sono morti in giovane età, spesso perché considerati troppo lenti per essere redditizi. Altri sono caduti vittime degli infortuni avuti durante i duri allenamenti e le corse: gambe rotte, schiene ferite e arresti cardiaci dovuti agli sforzi fra le cause principali. E poi i tanti sottoposti a farmaci illegali per vincere competizioni che alimentavano i giri di scommesse legali e illegali. L'importante era vincere, a ogni costo. La Florida è diventato così il 41esimo Stato degli USA a proibire questa pratica: 11 dei 17 cinodromi ancora aperti verranno via via chiusi definitivamente entro il luglio 2021, in modo graduale al fine di garantire la presa in carico dei 6000 cani levrieri da parte della rete americana di gruppi di soccorso (rifugi e gruppi di adozione di comprovata esperienza), che si occuperanno di curarli, accudirli e trovare loro una famiglia adottiva negli USA. A guidare questa campagna “Yeson13” (Sì al 13”), iniziata nel novembre 2017, è stata l’associazione americana GREY2K USA Worldwide, insieme a Doris Day Animal League, Animal Wellness Action e la Humane Society of the United States, oltre ad una forte coalizione di sostegno bipartitico tra cui funzionari eletti e candidati, uomini d’affari, organi di stampa, organizzazioni civiche, associazioni animaliste, rifugi locali, veterinari, celebrità e molti altri, tutti e 400 a richiedere la messa al bando del greyhound racing. Dall’Italia la campagna è stata sostenuta da Pet levrieri Onlus che, come altre associazioni internazionali, ha portato avanti iniziative continue locali ed europee. Per gli amanti degli animali è un altro passo avanti dopo la storica vittoria avvenuta il 21 luglio 2018 con la chiusura del Canidrome di Macao, il peggiore cinodromo al mondo. Proprio da quell’inferno sono arrivati in Italia oltre 40 levrieri in cerca di uan casa delle cui adozioni si sta occupando l’associazione Pet Levrieri Onlus.

Fonte: https://www.lastampa.it/2018/11/08/societa/voto-in-florida-il-degli-elettori-ha-detto-stop-alle-corse-dei-levrieri-cani-cercano-una-casa-Whef2Jpa2D5eXM7pZa53BL/pagina.html

gattotumore«Avevo sentito parlare di cani che avevano l’istinto per capire se il loro proprietario aveva qualche problema fisico, ma non aveva mai sentito parlare di gatti, ma qualcosa non andava bene». Inizia così il commovente racconto che Angela Tinning, 45 enne di Lemington, Regno Unito, fa a Metro per descrivere il ruolo fondamentale che il suo gatto ha avuto nel farle scoprire un cancro al seno. La donna descrive Missy come una felina dal carattere difficile e scontroso. Ma tutto a un tratto il comportamento cambia: Missy diventa affettuosa e inizia a coricarsi sul suo seno toccandolo con le zampette. E questo gesto così semplice ha fatto scoprire alla donna il male che stava nascendo in lei. «Il mio gatto non è molto affettuoso ed è piuttosto esuberante, quindi quel suo comportamento mi è sembrato davvero strano. Era sdraiata sul mio petto e mi faceva avvertire una sensazione di dolore. Mi sono insospettita e ho deciso di fare un controllo medico». E proprio così la signora Tinning ha scoperto di avere un cancro al seno. «Devo dire grazie a lei se ho fatto il controllo e ho avuto una diagnosi precoce. Se non fosse stato per Missy ci sarebbero voluti mesi prima che avessi i primi segni della malattia. Mi ha salvato la vita». La 45enne, che si è sottoposta a una mastectomia e a chirurgia ricostruttiva, considera la sua Missy una eroina e, per questo, l’ha proposta per l’assegnazione del premio “il gatto eroe” ai National Cat Awards. «Se avessi aspettato probabilmente il tumore si sarebbe potuto estendere, si sarebbe trattato di un’area molto ampia. Se non fosse stato per lei, non sarei andata avanti per molto tempo».

Fonte: https://www.lastampa.it/2018/10/19/societa/il-mio-gatto-mi-ha-salvata-dal-cancro-al-seno-Zt4K1Q9XpJoTRRN2fStdNK/pagina.html

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