Novità in rete

Novità in rete

PelodelgattoA determinare il colore e il disegno del mantello che un gatto avrà da adulto ci pensano delle specifiche molecole che incidono sul risultato nel corso dello sviluppo dell'embrione. Lo hanno determinato alcuni ricercatori in uno studio pubblicato su Nature Communications, dando così la spiegazione, ad esempio, al fatto che cellule epiteliali identiche possano acquisire differenti firme genetiche, portando all'origine di complessi modelli di mantelli e colori nel pelo, caratteristica distintiva nella diversita' delle razze feline, cosi' come in altri mammiferi.

Studi precedenti avevano già dimostrato come le differenti tipologie di colore e pezzature nei gatti domestici comparissero durante la crescita del pelo, in base alla produzione di pigmento di melanina da parte dei singoli follicoli piliferi. Non era però chiaro cosa determinasse la quantità di melanina prodotta in colori differenti. Il ricercatore Gregory Barsh e i colleghi hanno studiato campioni di pelle di embrioni di gatto in differenti stadi di sviluppo, analizzando i geni delle singole cellule e le proteine trovate nelle sezioni di tessuto.

Hanno così osservato che le differenze nell'espressione genica embrionale determinano il modello di mantello prodotto durante la crescita dei peli. Secondo la ricerca, un ruolo centrale nella definizione del colore lo svolge una molecola codificata dal gene Dkk4, che è risultata mutata nei gatti con colorazioni particolarmente marcate, come nelle Abissino o Savannah. Come fanno notare infine i ricercatori, anche se lo studio era focalizzato sui gatti domestici, è probabile che la funzione della molecola si possa considerare uguale anche nel processo di formazione di modelli di mantello e colore in leopardi o tigri, così come in altri mammiferi. 

Fonte:https://www.lastampa.it/la-zampa/gatti/2021/09/08/news/svelato-il-segreto-del-pelo-dei-gatti-1.40679190

caneidentikitIn un minimarket di Denver, i proprietari hanno deciso di istituire un imbarazzante "Wall of Shame", un muro della vergogna dove vengono appese le fotografie dei taccheggiatori pizzicati dalle telecamere di sicurezza. Ma fra le tante foto, ne spicca assolutamente una: quella di un cane.

Sotto l'adorabile soffice pelo bianco e nero si nasconde l'animo di un ladro di carne essiccata. Ovviamente la foto è diventata virale su Reddit, come la storia che si nasconde dietro quello scatto.

Il cagnolone in questione si trovava nel negozio insieme al suo proprietario quando ha avuto un'irrefrenabile voglia di carne essiccata affumicata. Così ne ha afferrato un bastoncino e ha iniziato a sgranocchiarlo, ovviamente senza averlo pagato prima. In ogni caso, non è riuscito ad uscire dalla porta con la refurtiva: sia il proprietario che il gestore sono scoppiati a ridere, ma nonostante il pagamento la foto del cane è comunque finita attaccata al muro. 

Al contrario degli altri taccheggiatori, il cucciolo è ancora benvenuto nel negozio, ma solo se accompagnato. Sia mai che gli tornasse un improvviso languorino…

Fonte:https://www.lastampa.it/la-zampa/cani/2021/09/06/news/cosa-ci-fa-la-foto-di-un-cane-fra-quelle-dei-taccheggiatori-di-un-supermercato-1.40672659

GattoBalconePerché è importante dotare balconi e finestre di reti di sicurezza. Il falso mito delle nove vite e i seri rischi che corre un micio di casa che precipita a terra.

Ancora molti credono che il gatto non cada mai. O, almeno, che cada sempre nel modo «giusto», raddrizzandosi e atterrando morbidamente sulle quattro zampe, e non si faccia male. Non è vero. Questo vetusto luogo comune è rafforzato dalle famose immagini del fotografo francese Étienne Jules Marey (1830 – 1904), . Come Eadweard Muybrdge, Marey studiava e riprendeva il movimento di umani e animali, cosa che a quei tempi era molto più complicata di adesso. E chissà quanti animali hanno storpiato o rovinato per le loro riprese.

Più recentemente, un paio di anni fa, Il Saggiatore ha pubblicato Perché i gatti cadono sempre in piedi e altri misteri della fisica, di Gregory Gbur. Comunque, in realtà i gatti cadono da finestre, tetti, balconi e terrazzi e non sempre in piedi. Qualche volta muoiono e molto spesso si fratturano il muso e /o le zampe (importa molto il terreno su cui precipitano, se duro come l’asfalto o morbido come un prato). Quasi tutti i veterinari ne hanno curato qualcuno. Di questo luogo comune perverso parla anche Carlo Emilio Gadda nel libro La cognizione del dolore: «Avendogli un dottore ebreo…dimostrato come pervenga il gatto (di qualunque doccia cadendo) ad arrivar sanissimo al suolo in sulle quattro zampe, che è una meravigliosa applicazione ginnica del teorema dell’impulso, egli precipitò più volte un bel gatto dal secondo piano della villa, fatto curioso di sperimentare il teorema. E la povera bestiola, atterrando, gli diè difatti la desiderata conferma, ogni volta, ogni volta! come un pensiero che, traverso fortune, non intermetta dall’essere eterno; ma, in quanto gatto, poco dopo morì, con occhi velati d’una irrevocabile tristezza, immalinconito da quell’oltraggio. Poiché ogni oltraggio è morte».

 Da qualche tempo, per fortuna, si sta diffondendo la sana abitudine di mettere in sicurezza finestre e balconi, ma anche interi giardini (in questo caso soprattutto per evitare fughe pericolose), con reti robuste ma quasi invisibili. E ne è nata una nuova professione, una delle tante legate alla presenza sempre più importante di pet nelle case. Leonardo Valentino, da un paio di anni, fa di lavoro l’installatore di reti di sicurezza per gatti. Prima, aveva un’attività completamente diversa: «Tutto è nato - racconta- da un’esigenza personale, avevo adottato una gattina completamente cieca, proprio senza gli occhi. E mi sono messo a studiare e a provare come allestire per lei un balcone sicuro». Reti e accessori vari, tutti in linea con l’estetica e le indicazioni dei regolamenti delle case, quasi invisibili e rimovibili con facilità. «All’inizio — racconta ancora Valentino — lo facevo come volontariato, e qualche volta capita ancora, ma è un’esigenza molto diffusa, direi che circa il 5% dei gatti urbani cade». I padroni solitamente si preoccupano dopo la caduta, convinti fino ad allora che le passeggiate sul bordo del balcone o del terrazzo siano tranquille, senza rischi. «Spesso quando vado nelle case vedo il gatto ricoverato nel gabbione, ingessato o con fratture e danni vari». Anche perché le persone solo dopo la il disastro si rendono conto che il costo del veterinario, per questo tipo di interventi complessi, è più alto della collocazione delle reti di sicurezza.
 

Ocicat cat, close up. Adorable ocicat. Nel lungo periodo trascorso costantemente a casa, il gatto potrebbe aver accumulato un po’ di stress per la mancanza dei “suoi spazi” oppure, al contrario, aver sviluppato un forte attaccamento. Ecco alcuni consigli per poter aiutare il nostro gatto a ripartire con una nuova routine quotidiana.

Come riabituare il nostro gatto alla routine quotidiana? In questo periodo dettato dalla pandemia da Covid-19, i gatti ci hanno visto per lunghissimo tempo in casa e se alcuni di loro hanno apprezzato, gran parte ha risentito di questa nostra presenza continuativa.

A differenza del cane, per il gatto il rapporto con noi è importantissimo tanto quanto l’avere la possibilità di rilassarsi e godersi la casa in solitaria beatitudine.

Nel lungo periodo trascorso costantemente a casa, il gatto potrebbe aver accumulato un po’ di stress per la mancanza dei “suoi spazi” oppure, al contrario, aver sviluppato un forte attaccamento.

Prima cosa da fare, quindi, è valutare quale direzione abbia preso, per poterlo aiutare al meglio a ripartire con una nuova routine.

RITROVARE L’AUTONOMIA

Il tuo gatto si è abituato a stare molto tempo vicino a te, partecipare alle video-call, stazionare sulla scrivania durante lo smart working?

Allora attenzione, dovrai prepararlo gradualmente a momenti di autonomia.

Mentre sei in casa, ad esempio, aiutalo con dei giochi di caccia al tesoro, arricchendo gli spazi di snack e sorprese da scovare, dentro a scatole e scatoloni posizionati in stanze diverse da quella in cui lavori.

Così riconquisterà gradualmente il piacere di viversi dei momenti in autonomia e sarà pronto quando ti vedrà mancare per alcune ore da casa.

GESTIRE IL NERVOSISMO

Hai un gatto che ha accusato un po’ di nervosismo durante le giornate trascorse in casa?

In questo caso oltre ad arricchire l’ambiente con qualche attività di gioco, è importante lasciare del cibo secco a disposizione per le ore di assenza, acqua fresca e lettiera pulita, così non avrai molto di cui preoccuparti.

Sarà ben lieto di godersi le sue ore di autonomia, da padrone di casa assoluto.

EVITARE LA COMPAGNIA A TUTTI I COSTI

La convivenza tra gatti in un ambiente chiuso non è sempre di facile gestione, a meno che i due o più conviventi non siano cresciuti insieme.

È sconsigliabile introdurre un secondo gatto in casa per “fare compagnia” al residente perché si ha in programma di tornare ad assentarsi per qualche ora al giorno.

È molto probabile che l’effetto, per il gatto già presente, sia fastidioso, talvolta traumatico, malgrado l’intento sia assolutamente premuroso.

PICCOLI PASTI PIÙ VOLTE AL GIORNO

Considera che durante il lockdown il gatto potrebbe essersi abituato a spiluccare con maggiore frequenza durante la giornata, abitudine peraltro etologicamente corretta per un felino domestico.

Organizzati con dei dispenser per il cibo secco e con ciotole con timer per l’umido affinché possa mangiare piccoli pasti più volte al giorno e non si innervosisca perché non trova i suoi spuntini quando sei fuori.

PASSATEMPO: IL GIOCO PREDATORIO

Il gioco predatorio è molto gratificante per un gatto che vive esclusivamente in casa.

Perciò, per rendere le giornate solitarie più divertenti, arricchisci la casa con scatole, scatoloni, tubi in cartone e tutto ciò che possa stimolare il gatto a “catturare” delle palline di carta, i suoi giocattoli o piccoli snack.

Lo troverai decisamente più felice ed appagato al tuo rientro.