Novità in rete

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LetteraGattoParadisoNevaeh Lowe è una bambina di 5 anni che ha scritto una lettera alla sua gattina Tin Tin in Paradiso. La bimba vive a Walton-on-Thames, in Inghilterra, e all'inizio dell'anno è rimasta sconvolta quando la sua migliore amica felina ha dovuto essere soppressa dopo un grave problema al cuore. La bambina era preoccupata che la micia si sentisse sola, e così le ha scritto una lettera per chiederle se stava bene, mettendo come destinazione «Paradiso». Sua mamma Tamara, che ha 26 anni e fa l'assistente scolastica, ha cercato in un primo tempo di dissuaderla, dicendole che il Paradiso era un posto troppo lontano per mandare delle lettere. Ma Nevaeh ha insistito e l'ha imbucata con molto amore per la sua Tin Tin.

Una settimana dopo hanno incredibilmente ricevuto la risposta da un postino del Royal Mail, che ha deciso di risponderle. L'uomo ha scritto un messaggio da parte della gattina spiegando alla bimba che era dovuta andare in Paradiso ma che lei non doveva preoccuparsi. Nella lettera è stato anche inserito un gattino di peluche che somiglia a Tin Tin, e anche un libro da poter leggere con la sua mamma per sentirla vicina.

Tamara ha raccontato a sua figlia che la micia si era trasformata in una stella, e infatti nella lettera c’era scritto che tutte le volte che avrebbe guardato il cielo l'avrebbe ritrovata. La lettera del postino diceva: «voglio che tu sappia che sto bene e qui mi sono fatta molti amici. Uno di loro si chiama Tibbles e russa molto quando facciamo il pisolino. Gli angeli si prendono cura di me e mi danno da mangiare». E ancora: «So che sei triste perché non sono lì con te, ma per favore cerca di non esserlo. Ti ho regalato un pupazzetto che mi somiglia così potrai abbracciare lui proprio come facevi con me». Firmato: «per sempre la tua migliore amica Tin Tin», con l’impronta di una zampina.

Per Tamara è stato commovente aprire la lettera insieme alla bimba: «penso che le sia servito per andare avanti. Sono poi riuscita a trovare il postino, che ringrazio tantissimo, anche se per ora non ho ancora parlato direttamente con lui». Ha però trovato la moglie che le ha detto che anche loro hanno dei gatti e per questo capivano perfettamente la situazione. «Ora Nevaeh è tornata a dormire tutta la notte perché sa che Tin Tin sta bene - aggiunge la mamma -, aveva bisogno di dirle addio. Tutte le notti guarda il cielo in cerca di una stella speciale».

Fonte:https://www.lastampa.it/la-zampa/gatti/2020/09/09/news/un-postino-risponde-alla-lettera-di-una-bimba-che-aveva-scritto-alla-sua-gatta-in-paradiso-1.39285580

BambiniStorieCaniAlcuni bambini scozzesi leggeranno favole della buonanotte ai cani della Edinburgh Dog and Cat Home, un'organizzazione che si occupa del salvataggio degli animali a Edimburgo. E' stata l'organizzazione a lanciare il concorso chiamato «Tell Your Tail»: «abbiamo chiesto ai bambini delle scuole elementari scozzesi di mandarci delle storie brevi», spiegano. Le storie verranno selezionate dallo staff del rifugio, e i bambini vincitori saranno invitati a registrare il loro testo. I file audio a quel punto saranno poi fatti ascoltare ai cani.

L’obiettivo del progetto è quello di fare abituare gli animali al suono della voce umana, in modo che siano pronti per essere adottati dalle famiglie. «Noi facciamo già ascoltare della musica agli ospiti della struttura - dice Daniel Tipping, un educatore del centro - e consideriamo questa iniziativa un passo successivo del nostro progetto». I bambini dovranno mandare una storia di circa 200 parole su un argomento a scelta. Può essere un racconto commovente, oppure l'esperienza dell'adozione di un cane o di un gatto. «Una volta al mese selezioneremo una storia e inviteremo il bimbo qui da noi dove potrà fare la registrazione - dice Daniel -. La storia verrà poi fatta ascoltare ai cani prima dell'ora della nanna per un mese». Ci saranno benefici per gli animali, ma anche per i bambini «perché leggere li aiuterà ad aumentare la loro autostima», continua Daniel Tipping.

Il vincitore del mese di marzo, che quindi registrerà per primo il suo racconto, si chiama Jacob Bassett, ha 6 anni e la sua storia è quella di due gattini che ha adottato la sua famiglia nel 2019. S'intitola «Forever Home» e ha come protagonisti Beanie e Boo, che hanno trovato una famiglia e un posto felice in cui abitare. Il racconto si conclude con l'augurio che anche i cani della Edinburgh Dog and Cat Home possano trovare una famiglia per sempre. Lo stesso augurio dei volontari e veterinari del rifugio.

Fonte: https://www.lastampa.it/la-zampa/cani/2020/09/14/news/quei-bambini-che-leggono-le-storie-della-buonanotte-ai-cani-del-rifugio-1.39304624

CaneFossileIn alcune grotte testimonianze della sua presenza datate tra 14 e 20 mila anni fa

Rinvenuti in siti paleolitici pugliesi alcuni resti che "testimoniano una presenza molto antica del cane, datata tra 14mila e 20mila anni fa". Lo rende noto l'Ateneo senese spiegando che si tratta "della scoperta, di fatto, del più antico cane italiano". Il rinvenimento è avvenuto nei siti di Grotta Paglicci a Rignano Garganico (Foggia) e Grotta Romanelli a Castro (Lecce) ed è opera dell'unità di ricerca di preistoria e antropologia del dipartimento di scienze fisiche, della terra e dell'ambiente dell'Università senese. Lo studio, frutto della collaborazione con altri enti nazionali e internazionali, è stato recentemente pubblicato sulla Scientific Reports. "Questa scoperta è di particolare interesse - spiega Francesco Boschin, archeozoologo dell'Università di Siena e coordinatore dello studio - in quanto i cani più antichi, riconosciuti con certezza dagli studiosi di preistoria, provenivano fino a ora da contesti dell'Europa centrale e occidentale datati a circa 16mila anni fa. I resti pugliesi rappresentano quindi, a oggi, gli individui più antichi scoperti nell'area mediterranea ma potrebbero rappresentare anche le prime testimonianze in assoluto del processo che ha portato alla comparsa del cane, il primo animale domestico". "Ulteriori ricerche - conclude l'Ateneo - potrebbero ora far comprendere il ruolo del cane nelle comunità paleolitiche, se possa quindi avere avuto una funzione nelle battute di caccia o di difesa degli accampamenti oppure un importante ruolo simbolico, che ha ancora oggi presso alcune popolazioni dove è considerato manifestazione terrena di spiriti o reincarnazione di defunti".

Fonte:https://www.lastampa.it/la-zampa/cani/2020/09/02/news/trovati-in-puglia-i-resti-del-piu-antico-cane-italiano-1.39259121

Cane fibromialgiaNei pazienti che hanno interagito con i cani, infatti, i livelli di ossitocina sono aumentati in modo significativo, la frequenza cardiaca è diminuita e hanno riportato emozioni più positive

Le persone affette da fibromialgia potrebbero trarre beneficio dalla pet therapy. E, a loro volta, anche i cani potrebbero beneficiare del contatto con i pazienti. Queste, in estrema sintesi, le conclusioni di uno studio realizzato da Purina e dai ricercatori della Mayo Clinic, un'organizzazione non-profit statunitense per la pratica e la ricerca medica. La fibromialgia è una malattia cronica che provoca forti e diffusi dolori all'apparato muscolo-scheletrico accompagnato da affaticamento e problematiche legate al sonno, alla memoria e all'umore. In Italia le persone che soffrono di fibromialgia sono tra il 2,2 e il 3,7 per cento della popolazione nazionale; mentre a livello mondiale - secondo i dati della National Fibromyalgia Association - ne soffre circa il 3-6 per cento della popolazione. Nel corso dello studio chiamato "Better Together" - sia per i pazienti sia per i cani addestrati - i ricercatori della Mayo Clinic hanno utilizzato vari biomarcatori fisiologici non invasivi, tra cui ossitocina salivare e concentrazioni di cortisolo, temperature della membrana timpanica e vari parametri cardiaci. E grazie allo studio è emerso come sia i pazienti sia i cani traggano benefici dal tempo trascorso assieme. "Lo studio Better Together ha mostrato che le attività di pet therapy possono essere un'opzione di trattamento che gli operatori sanitari dovrebbero fortemente prendere in considerazione per i pazienti affetti da fibromialgia", ha dichiarato Arya Mohabbat, MD, professore e assistente di medicina nel Divisione di Medicina Interna Generale presso la Mayo Clinic e capo ricercatore del progetto della Mayo Clinic. Sebbene per la fibromialgia esistano delle cure efficaci, spesso i pazienti affetti da questa malattia convivono con sintomi cronici e ricercano sollievo attraverso metodi non convenzionali. Per i 221 pazienti che hanno preso parte allo studio (ciascuno facente parte del Mayo Clinic Fibromyalgia Treatment Program, un programma ambulatoriale gestito da medici della Mayo Clinic Division of General Internal Medicine) è stato riscontrato sollievo dal trattamento. Questo risultato ha anche portato speranza ai pazienti inseriti nel gruppo di controllo. Lo studio Better Together ha dimostrato come i pazienti che hanno partecipato al trattamento abbiano raggiunto uno stato emotivo-fisiologico più positivo rispetto ai pazienti nel gruppo di controllo. Nei pazienti che hanno interagito con i cani, infatti, i livelli di ossitocina sono aumentati in modo significativo, la frequenza cardiaca è diminuita e hanno riportato emozioni più positive. I risultati confermano quindi che una sessione di 20 minuti di pet therapy può avere un impatto significativo e positivo sulla salute fisica e mentale dei pazienti affetti da fibromialgia. Nonostante la pet therapy sia ampiamente diffusa in ambito clinico, vi è poca attenzione nei confronti dello stato emotivo dei cani che prendono parte alla terapia. Oltre infatti ad interagire con persone sconosciute - di tutte le età e in diversi stati fisici ed emotivi - i cani che prendono parte ad attività di pet therapy si trovano ad affrontare nuovi ambienti, immagini, suoni e strutture che richiedono concentrazione e adattamento continui. Lo studio Better Toghether ha rilevato come i cani - parte del programma Mayo Clinic Caring Canine, che variano per razza, eta' e taglia - non hanno mostrato alcun segno di stress durante la sessione di terapia con il paziente. Al contrario, alcuni di loro erano piu' rilassati al termine della sessione. La maggior parte dei parametri presi in considerazione non ha rilevato cambiamenti significativi, tuttavia, sono state riscontate alcune variazioni che hanno indicato come i cani si trovassero in uno stato emotivo e fisiologico più positivo accompagnato da una frequenza cardiaca significativamente più bassa. Questi dati dimostrano come i cani abbiano apprezzato il tempo trascorso con i pazienti in cura. "E' importante far sapere che le attività di pet therapy apportano benefici non solo ai pazienti ma anche ai cani che prendono parte alle attività. "Better Together" - studio che è stato realizzato con la partecipazione di 19 cani di diverse razze - ha fornito prove concrete di come questa attività, svolta seguendo le giuste condizioni, non ha alcune effetto negativo su un cane correttamente addestrato", ha dichiarato Francois Martin, M.A., Ph.D., leader della sezione di ricerca applicata sul comportamento e sul benessere presso Purina e scienziato responsabile del progetto. "Questo risultato ci incoraggia a proseguire la ricerca per continuare a dimostrare il potere che il legame uomo-animale ha sulle persone, assicurando al tempo stesso che anche gli animali stanno bene al termine del loro lavoro".

Fonte: https://www.lastampa.it/la-zampa/cani/2020/09/01/news/studio-i-cani-da-pet-therapy-possono-aiutare-nella-gestione-della-fibromialgia-1.39255523