Novità in rete

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PitbulCarrellino«Piera è la metafora della felicità. È sempre felice, è entusiasta di qualsiasi cosa, di qualsiasi nostra iniziativa. Sono tanti i cani che vediamo qui in canile, ma non ho mai conosciuto nessuno come lei». Elena Guttaiano è la responsabile dell'Ufficio Tutela Animali di Torino, e parla di Piera, una Pit Bull di 2 anni, come di uno «spettacolo». «Non si arrabbia mai e non è mai aggressiva né competitiva, nonostante sia un molosso», continua Guttaiano. Piera è stata portata nell'ex canile sanitario di via Germagnano 11, a Torino, che nel frattempo è stato chiuso, a settembre dell'anno scorso. L'hanno portata due persone che hanno spiegato di averla trovata abbandonata e paraplegica alla Stazione Dora. Non aveva il microchip e neanche il collare. Nessuno sa che cosa le sia successo, e se abbia perso l'uso degli arti posteriori, con un danno permanente al midollo, dopo essere stata investita o maltrattata. Ma adesso la cagnolina sta bene. «Le abbiamo fatto costruire un carrellino in alluminio su misura, con cui Piera si trova benissimo - racconta Elena Guttaiano -: quando gliel'abbiamo messo per la prima volta sembrava che ce l'avesse sempre avuto». Adesso sta facendo riabilitazione a Riabilitaria, un centro di riabilitazione motoria veterinaria di Torino, ma è già pronta per essere adottata e trovare una famiglia per sempre. L'ideale sarebbe trovare una casa con un giardino o un terrazzo in modo che Piera possa avere spazio per muoversi, «e magari se trovasse una famiglia con un figlio disabile si potrebbero sostenere a vicenda, e superare insieme i propri limiti». È una cagnolina che si fa capire con uno sguardo, che va d'accordo con tutti, e che non si sente diversa dagli altri quattro zampe che insieme a lei adesso sono ospiti del rifugio torinese di Strada Cuorgnè 139. Secondo Elena Guttaiano chiunque la dovesse adottare farebbe un grande investimento in felicità, «perché ogni volta che qui in canile siamo tristi o abbiamo una giornata no - dice ancora la responsabile dell'Ufficio Tutela Animali - lei riesci a farci ritrovare in pochi secondi il sorriso».

Fonte: https://www.lastampa.it/la-zampa/cani/2021/04/08/news/piera-la-pit-bull-felice-con-il-carrellino-adesso-sta-cercando-una-famiglia-per-sempre-1.40125109

CavalliSpecchioI cavalli si riconoscono allo specchio, non ci sono dubbi secondo gli etologi ed i veterinari dell'università di Pisa. La conferma è arrivata dalla ricerca pubblicata sulla rivista Animal Cognition e condotta presso il Centro Addestramento Etologico di San Marcello Pistoiese (Pistoia). Lo studio ha replicato un precedente esperimento ampliando il numero di animali coinvolti e applicando una metodologia ancora più rigorosa per ottenere risultati standardizzati e incontrovertibili. 

I ricercatori hanno condotto un mark test, una tecnica innocua che consiste nell'applicare una marcatura colorata su un punto del corpo che l'animale può vedere solo con l'aiuto di una superficie riflettente. In questo modo il soggetto, se capace di riconoscersi, attua una serie di comportamenti volti a interagire con il segno, provando ad esempio a grattarlo via. Come controllo si applica invece ad alcuni animali una marcatura trasparente, che garantisce la stessa sensazione tattile della marcatura colorata, senza fornire alcuno stimolo visivo.

Nel corso dell'esperimento i cavalli con la marcatura visibile hanno dato segni di riconoscersi cercando frequentemente di rimuovere il colore sia direttamente con le zampe, sia strofinando il muso sul terreno o su supporti verticali presenti nell'arena, comportamenti invece rari quando la marcatura era trasparente.

 

«Per quanto il dibattito sulla consapevolezza di sé negli animali sia ancora aperto, il lavoro rappresenta un punto di svolta negli studi cognitivi che riguardano il cavallo - spiega Elisabetta Palagi, dell'Università di Pisa - pur non potendo asserire con certezza che essi siano del tutto auto-consapevoli, certamente risultati così chiari nell'uso dello specchio inseriscono il cavallo nella risicata lista di animali le cui capacità cognitive meritano di essere investigate e possono continuare a sorprendere. Considerata la presenza di questa specie nella vita dell'uomo e i suoi impieghi in una moltitudine di campi, conoscere e rispettare le abilità del cavallo e le sue esigenze etologiche è obbligatorio, oltre che necessario».

Fonte: https://www.lastampa.it/la-zampa/altri-animali/2021/04/09/news/i-cavalli-si-riconoscono-allo-specchio-lo-ha-scoperto-una-ricerca-italiana-1.40128916

Toelettatori«Questa attività è stata ritenuta non utile. Potete lavare l’auto. Potete lavare un tappeto. Ma non potete lavare il cane». E’ quanto si legge su un cartello affisso dalla proprietaria di un negozio di toelettatura sulla porta del proprio esercizio a Frosinone come forma di protesta per essere stati costretti alla chiusura perché in zona rossa: «Stando al famigerati codici ATECO noi rientriamo nei servizi alla persona, in realtà noi svolgiamo un servizio per la persona ma non lavoriamo affatto con le persone, l'unico contatto che abbiamo è limitato allo scambio di un guinzaglio e alle operazioni di pagamento» racconta a FrosinoneToday Chiara Loreto, proprietaria di MBB Toelettatura. Una protesta che non è ovviamente isolata e che è stata sposata da molti esercizi della stessa categoria.

Un malcontento che è stato raccolto anche dalle forze politiche che si sono mosse insieme per chiedere un cambiamento a quanto previsto dal Dpcm: «Nel pieno rispetto della sicurezza di tutte le persone, si richiede, in ossequio alle disposizioni governative, che venga predisposta l'immediata ripresa delle attività di toelettatura sul tutto il territorio nazionale». Lo scrive in una lettera indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la deputata del Pd, Patrizia Prestipino, lettera sottoscritta anche dalla deputata di Fratelli d'Italia, Paola Frassinetti, per sottolineare il carattere bipartisan della richiesta.

«Non è una questione di colore politico - spiega Prestipino -. Per questo con la collega Frassinetti chiediamo che i servizi di toelettatura per animali domestici vengano ricompresi in quei servizi a basso rischio, considerando che il servizio avverrebbe solo su appuntamento e senza contatto fra persone o animali. Inoltre in primavera iniziano le pulci, le dermatiti e quindi è ancora più importante riaprire questi servizi non solo per tutelare la salute e il benessere degli animali ma anche quello dei padroni e delle persone intorno. Ci sono zone rosse da tanto tempo che rischiano di incorrere in ulteriori problemi se questi servizi continuano a rimanere chiusi, conclude Prestipino.

Fonte:https://www.lastampa.it/la-zampa/cani/2021/03/25/news/covid-proposta-bipartisan-occorre-riaprire-i-servizi-di-toelettatura-agli-animali-1.40072329

RifiutiPandemiaCamminando per strada se ne vedono ovunque, usate e talvolta anche chiaramente nuove ma cadute a terra e non raccolte. Sono le mascherine, chirurgiche o meno, il simbolo dei rifiuti derivanti dalla pandemia che hanno invaso il mondo. Queste, insieme ai guanti, sono diventate trappole mortali che stanno minacciando la sopravvivenza della fauna animale. A sottolinearlo uno studio, pubblicato sulla rivista Animal Biology, condotto dai biologi del Naturalis Biodiversity Center e dell'Università di Leiden, che hanno monitorato la frequenza e la posizione in cui si verificano le interazioni tra gli animali e i rifiuti di Covid-19. Il team ha cercato di ottenere un quadro generale delle conseguenze derivanti dal crescente numero di dispositivi di protezione individuale nella spazzatura, raccogliendo osservazioni dal Brasile alla Malesia, dai giornali locali e dai siti di notizie internazionali. Gli autori sottolineano che l'impatto dei nuovi rifiuti ha colpito tutti i tipi di animali, che restano impigliati nelle mascherine o ingeriscono parti di plastica. Persino gli animali domestici, in particolare i cani, vengono trovati a mangiare i dispositivi di protezione. «Gli animali si indeboliscono e rischiano la vita - afferma Liselotte Rambonnet dell'Università di Leiden - la diversità degli animali influenzati dai rifiuti del coronavirus è davvero considerevole. Vertebrati e invertebrati sulla terra, in acqua dolce e in acqua di mare rimangono impigliati o intrappolati».  Gli scienziati aggiungono poi che alcuni animali, come le Fulica Linnaeus, meglio note come folaghe olandesi, utilizzano mascherine e guanti come materiale per i loro nidi. Il team ha raccolto osservazioni e informazioni da fotografi, birdwatcher, centri di salvataggio della fauna selvatica e veterinari che hanno condiviso le loro scoperte sui social media o con le istituzioni di ricerca.  «Possiamo saperne di più sull'impatto di questa categoria di prodotti usa e getta sulla fauna selvatica - commenta la ricercatrice - chiediamo pertanto alle persone di continuare a condividere le loro osservazioni in modo da poter mantenere una panoramica aggiornata». Il gruppo di ricerca ha inoltre lanciato un sito web (www.covidlitter.com) per aumentare la consapevolezza delle persone sul pericolo rappresentato dai rifiuti del coronavirus per la fauna selvatica. «Invitiamo la popolazione a preferire le mascherine riutilizzabili, quando possibile - conclude Rambonnet - e a disfarsi dei rifiuti in modo consapevole e responsabile».

Fonte: https://www.lastampa.it/la-zampa/altri-animali/2021/03/26/news/dalle-mascherine-ai-guanti-cosi-i-rifiuti-della-pandemia-uccidono-gli-animali-1.40074922

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