Novità in rete

CURIOSITà E NOTIZIE DAL MONDO DEGLI ANIMALI SELEZIONATE PER VOI DALLA NOSTRA REDAZIONE

Un solo occhio per due gatti: l'amore salva una coppia di gemelli molto speciali

GemelliGattiDue gatti, un solo occhio. Buddha e Mogwai sono due gemelli molto speciali. Questi due mici sono stati trovati da cuccioli da una donna mentre vagano per le strade di un quartiere residenziale di Sydney. Ha iniziato a lasciargli del cibo ma solo quando è riuscita ad avvicinarli ha capito che si trattava di due mici diversamente abili. I due gemelli avevano circa settimane e dei seri problemi agli occhi. Non una semplice infezione ma delle gravi patologie, confermate dai veterinario a cui la donna si è rivolta. Entrambi necessitavano di costose cure e interventi che lei non poteva permettersi. E dopo lunghe ricerche e appelli, ha trovato sulla sua strada l'associazione Inner City Strays, che si è offerta di sostenere le spese. «Entrambi i mici sono nati con le palpebre deformate e una condizione in cui le ciglia si girano all'indentro, strofinando sui bulbi oculare», spiega Diana Dammery. Una grave condizione che ha portato Buddha alla cecità completa e sta causando a Mogwai delle ulcere che hanno già compromesso un occhio. Proprio a causa dei loro problemi di salute, i due gemelli sono inseparabili. Buddha si affida completamente a Mogwai per muoversi. E se perde l'orientamento, basta un miagolio e il fratello con un occhio solo lo raggiunge e lo riporta sulla strada giusta. Insomma, non sono mai lontano l'uno dall'altro. Ma quando qualcuno li vede giocare insieme, non direbbe mai che sono ciechi. Questi gatti riescono infatti a «vedere» utilizzando gli altri loro sviluppatissimi sensi. E' passato un anno dal loro ultimo intervento agli occhi, e ora Buddha e Mogwai se la vivono al massimo. E sono sbarcati anche su Instagram, dove incantano il popolo del web sulla pagina 2kitties1eye. «Ci sentiamo così fortunati da averli trovati sulla nostra strada: hanno portato in casa nostra un amore infinito», ha confessato la loro famiglia umana. «La disabilità non ha alcun impatto negativo sulla qualità della loro vita», conclude invece Diana Dammery: «Abbiamo solo tanto da imparare da loro».

Fonte:http://www.lastampa.it/2017/07/26/societa/lazampa/gatto-gatti/un-solo-occhio-per-due-gatti-lamore-salva-una-coppia-di-gemelli-molto-speciali-h9HBgE0E8ddmKa1Ulf06PO/pagina.html

Un cane scomparso ritorna a casa due anni dopo grazie al microchip

cane chipUn Labrador color cioccolato ha ritrovato la sua famiglia dopo due anni. Ed è stato tutto merito del microchip. Mousse era scomparso da casa sua, nella Contea di Pawnee, in Oklahoma, nel 2015. La famiglia Kotzer l’aveva cercato dappertutto, ma senza alcun risultato. Poi un giorno, all’improvviso, hanno ricevuto una telefonata che non si sarebbero mai aspettati: Mousse era stato ritrovato. Una signora aveva visto un cane schivare il traffico a Tulsa, e dopo aver cercato d’individuare un proprietario nelle vicinanze, aveva deciso di pubblicare sui social una foto del cane, e portarlo dal veterinario. Quando hanno visitato Mousse, il veterinario non ha trovato il microchip e il Labrador è stato portato al canile della città di Tulsa, nella speranza che i suoi proprietari lo avrebbero cercato lì. Il canile ha scansionato nuovamente il cane, ma questa volta hanno trovato il microchip. E’ stato così che Mousse ha ritrovato la sua famiglia. Quello stesso giorno il proprietario è arrivato al canile, e «l’incontro è stato commovente», dicono i volontari. «Mousse non ha mai dimenticato la sua famiglia o la sua casa. Rivederlo è stata un’emozione bellissima», dice Kotzer, dopo aver postato un video del cane felice che gioca di nuovo nella sua piscina.

Fonte: http://www.lastampa.it/2017/07/25/societa/lazampa/cane-cani/un-cane-scomparso-ritorna-a-casa-due-anni-dopo-grazie-al-microchip-O4GLmwt83LzQNXGnrmGuSO/pagina.html

La spiaggia dove si insegna il “bon ton” ai cani, e anche ai loro padroni

BontoncaniNel Savonese un luogo speciale e attrezzato. “La gerarchia con i quattrozampe va rispettata”

Controllo. Il cane deve imparare a non essere aggressivo

Insegnare ai cani (e ai proprietari) il bon ton, anche in spiaggia: è la sfida per l’estate 2017 di Livio Lovisone, torinese di origine, ligure per passione, una laurea in architettura nel cassetto, patron dei Bagni Capo Mele di Laigueglia.

Una spiaggia di 1500 metri quadrati dove in una decina di anni sono ricresciuti fiori rari come il giglio di mare e altre piante di spiaggia, «sfrattate» dal turismo di massa. Un terzo dello stabilimento balneare è destinato ai cani di ogni genere e taglia. «Siamo state una delle prime spiagge ad aprire agli animali, una scelta dettata non da una moda ma dalla mia passione per la natura», racconta Lovisone. Ovviamente, come tutte le spiagge «dog friendly», l’area destinata ai quattro zampe è dotata di una lunga serie di servizi, dalle fontanelle ai menu dedicati, fino agli spazi gioco.

Le regole per un cane «educato» (e anche per il padrone) sono poche ma fondamentali. «Per prima cosa il cane non deve essere aggressivo con gli altri bagnanti, soprattutto bambini che potrebbero spaventarsi», spiega Lovisone. E detta le altre regole: «Un cane educato non si avvicina ai tavolini del bar per elemosinare dolci e gelati, non abbaia in continuazione e non si mette in competizione con altri cani dell’area “dog friendly”. E’ vero che un cane educato presuppone un padrone educato e, quindi, anche i bisogni degli amici a quattro zampe vanno controllati e confinati nelle apposite aree. Per il resto libertà totale: «Anche i cani devono divertirsi».

La svolta è arrivata quando Lovisone incontra Franco Laureri, docente all’Alberghiero di Alassio, ideatore del brand «Spiagge Didattiche», iniziativa che vuole portare in spiaggia le eccellenze enogastronomiche della Riviera e dare servizi di eccellenza. «Così abbiamo deciso di offrire ai clienti un servizio che insegni a gestire il cane. Qui si insegna il bon ton». Senza dimenticare - ricorda Valentino Bogliolo, veterinario - la regola-base: «L’uomo non deve farsi prendere la mano. La gerarchia va rispettata».

 

Fonte: http://www.lastampa.it/2017/07/10/societa/lazampa/cane-cani/la-spiaggia-dove-si-insegna-il-bon-ton-ai-cani-e-anche-ai-loro-padroni-vy501SZBCFtgXR3aEBXIZN/pagina.html

Cani, come prepararli allo stress da rientro

StressdarientroIn questo periodo molti sono già proiettati sulle tanto meritate ferie. L’invito di oggi è di andare ancora oltre, ossia al triste momento del rientro al lavoro. A qualcuno sicuramente l’idea di riprendere a lavorare risulterà anche piacevole e stimolante ma non per tutti. Tra quelli che potrebbero apprezzare poco la fine delle vacanze, ci sono anche i nostri amati cani. I nostri amici potrebbero subire delle modifiche alla loro consolidata routine che non sempre saranno ideali per il loro benessere. Il proprietario ad esempio, posticiperà di qualche ora la sveglia; poi porterà il cane a passeggio, sperando che nel frattempo Fido sia riuscito a trattenersi dal fare i suoi bisogni in casa, e non avendo impegni lavorativi, l’uscita potrà essere prolungata di molto, rispetto ai soliti quindici. Si passerà molto più tempo insieme, magari facendo qualche splendida gita in montagna o al mare. Tutto sembrerà favoloso. Le cose cambieranno anche per quei cani che seguiranno il proprietario in ferie. Qui anche l’ambiente sarà diverso e magari di notte si dormirà tutti vicini nella stanza d’albergo, proprio come un branco. Agli occhi del cane, questo idillio, cesserà di punto in bianco senza una spiegazione. Neanche il tempo di adattarsi a questo nuovo e piacevole stile di vita che già arriva il momento di riprendere le vecchie abitudini. Per molti dei nostri amici tutto avverrà in modo naturale e senza troppi scossoni ma per altri potrebbe addirittura risultare frustrante così come accade per alcuni di noi. Per prevenire il possibile stress da rientro per i nostri fedeli amici sarà quindi importante, anche in vacanza, cercare di mantenere quella routine, con qualche ovvia eccezione, a cui si sono abituati durante l’anno. Inoltre per chi è stato in qualche splendida località turistica, sarà utile per favorire il riadattamento, rientrare il venerdì anziché la domenica sera, consapevoli che da lunedì andremo a riproporre a Fido la solita quotidianità. Buona vacanza a Fido!

 

Fonte:http://www.lastampa.it/2017/07/02/societa/lazampa/cane-cani/cani-come-prepararli-allo-stress-da-rientro-j4JxjdD10xsYHHU9uh25XL/pagina.html

I gatti signori del mondo, il loro “impero” ha 9000 anni

StoriaGattiOggi dominano il web e i social network, ma il loro impero arriva da molto molto lontano: l’analisi del Dna di 200 gatti vissuti negli ultimi 9.000 anni dimostra che sono stati dei veri e propri dominatori del mondo, con un “impero” che si estende dalla Romania del Mesolitico all’Angola dei nostri giorni, passando per l’antico Egitto e il Medioevo. La ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Ecology and Evolution, è stata coordinata dalla genetista Eva-Maria Geigl, del Centro nazionale della ricerca scientifica francese (Cnrs). Vi ha partecipano anche l’italiano Claudio Ottoni, che lavora in Belgio all’università di Lovanio. I ricercatori hanno analizzato il Dna dei resti di gatti scoperti nei siti archeologici, comprese mummie di gatti dell’antico Egitto e Dna di gatti selvatici africani moderni.

L’analisi ha mostrato che i gatti domestici discendono dal gatto selvatico africano (Felis silvestris lybica) e che il legame con gli esseri umani sarebbe nato agli albori dell’agricoltura, nella Mezzaluna Fertile, circa 10.000 anni fa. Questo perché i primi insediamenti agricoli probabilmente attirarono i gatti selvatici perché erano ricchi di topi e gli agricoltori accolsero con favore questi animali perché mantenevano le scorte di cereali libere dai roditori.

In una fase successiva, i gatti si sono diffusi ovunque, seguendo gli spostamenti delle comunità agricole e il commercio che partiva dall’Egitto. Utilizzati per combattere i topi sulle navi commerciali egiziane, i gatti hanno viaggiato dall’Asia meridionale, all’Africa, all’Europa.

Fonte: http://www.lastampa.it/2017/06/19/societa/lazampa/gatto-gatti/i-gatti-signori-del-mondo-il-loro-impero-ha-anni-YU4olm69Aym83Dj1Yj9CLL/pagina.html

“Non uccidete il mio cane Iceberg”

IcebergÈ corsa contro il tempo per salvare un Dogo Argentino finito nel braccio della morte a Copenhagen. A lanciare il disperato appello è Giuseppe, un emigrato in Danimarca in cerca di lavoro che si è visto sequestrare la sua cagnolina Iceberg. La femmina di Dogo Argentino, nata in Italia, quindi con passaporto e documenti italiani, non è ammessa in Danimarca e quindi a rischio soppressione perché ritenuta pericolosa.

Giuseppe è originario di Avellino e oggi lavora e vive nel paese nordico con la sua compagna, in attesa del suo primo figlio, e con la sua Iceberg, la cagnetta che cresce sin da quando era cucciola. Purtroppo in Danimarca vige la Breed Specific Leigislation, una lista nera con le razze dei cani ritenute pericolose. I quattrozampe che fanno parte di quell’elenco vengono sequestrati dalle autorità locali e soppressi.

«Questo il giovane italiano, che non ha molta dimestichezza con le lingue straniere, poteva anche non saperlo – d’altro canto proviene da un Paese che, fortunatamente, non ha tali pregiudizi – di certo avrebbero dovuto le autorità doganali dell’aeroporto di Copenhagen. Infatti, ed è l’aspetto più incredibile della vicenda, Iceberg non solo viene imbarcata regolarmente sul volo da Roma a Copenhagen senza che nessuno sollevasse alcuna obiezione, ma riesce addirittura a passare i controlli doganali in Danimarca senza difficoltà. E, naturalmente, senza che nessun spiegasse a Giuseppe come funziona con i cani “pericolosi”» scrive l’Enpa di Faenza sulla sua pagian Facebook raccontando la storia.

«Per più di un mese il ragazzo, la compagna e Iceberg vivono insieme come un nucleo familiare. Poi, a fine maggio accade l’imponderabile. Una zuffa tra cani, una di quelle che capitano molto spesso e che il più delle volte non hanno conseguenze. Così è anche stavolta, se non fosse che una persona, nel tentativo di separare Iceberg dall’altro cane, viene graffiata accidentalmente (una “ferita” superficiale di tre millimetri, è scritto nel rapporto della polizia danese). Ma anche questo piccolo incidente sembra chiudersi senza strascichi. Sembra, appunto, perché qualcuno segnala alla polizia quel cane tanto simile nell’aspetto a uno di quelli vietati. E così qualche giorno dopo i poliziotti si presentano a casa di Giuseppe, prelevano, Iceberg e lo portano in un canile dove avrebbe avrebbe atteso la propria esecuzione» racconta ancora l’Enpa.

Ora Giuseppe sta combattendo una battaglia legale, sostenuto dall’associazione danese Fair Dog, per salvare la sua Iceberg con la speranza di farle lasciare il Paese e tornare in Italia. Ma, perché ciò sia possibile è necessario che il Ministro alle politiche ambientali e agricole conceda la grazia al cane.
Per questo, l’Ente Nazionale Protezione ha scritto, con la presidente Carla Rocchi, una lettera urgente all’ambasciatore italiano in Danimarca e all’ambasciatore danese in Italia affinché intercedano presso le autorità di Copenhagen per salvare Iceberg.

Fonte: http://www.lastampa.it/2017/06/20/societa/lazampa/cane-cani/non-uccidete-il-mio-cane-iceberg-i8YUvEA9r4ZZKXxl8TnWGN/pagina.html

Un gatto adotta un soldato con disturbo post-traumatico e lo riporta alla vita

GattoMilitareUn gatto randagio ha adottato un uomo che aveva seriamente bisogno di aiuto. E lo ha riportato alla vita. Il micio deve averlo percepito subito che Josh Marino era alla ricerca di un aiuto molto speciale. Allora lo ha avvicinato e ha sventato l'impensabile.

Josh è un giovane soldato tornato dal fronte con lesioni cerebrali e disturbo da stress post-traumatico. Aveva letteralmente l'anima spezzata. E a raccogliere i cocci e rimetterli insieme ci hanno pensato due bellissimi gattini bianchi e neri.

Ogni giorno Josh conviveva con una ferita invisibile che lo stava logorando dall'interno, tanto da portarlo alla decisione di togliersi la vita. E proprio mentre stava fumando la sua ultima sigaretta prima di farla finita «ho sentito un miagolio».

Un piccolo gattino bianco e nero è apparso all'improvviso dai cespugli, «si è avvicinato e ha cominciato a strofinarsi contro la mia gamba». Un gesto così inaspettato, che l'uomo è scoppiato subito in lacrime. «Forse sapeva che c'era qualcosa che non riuscivo a gestire da solo».

Grazie a questo inatteso incontro, Josh ha smesso «di pensare a tutti i miei problemi e iniziato a pensare ai suoi», iniziandosi a prendersi cura del gattino randagio, anche se «a distanza», portandogli tutti i giorni la pappa.

Ma un giorno, il piccolo Scout non si è presentato al loro appuntamento speciale. E solo in quel momento ha capito quanto il cucciolo fosse diventato importante e vitale per lui. E proprio in occasione del Memorial Day, il soldato è andato ad un evento d'adozione. Camminando fra le gabbie, dalle sbarre è uscita all'improvviso una zampetta che si è aggrappata al suo pantalone.

Una zampetta bianca e nera, proprio come quella del piccolo Scout. «Ho aperto quella gabbia e ho preso in braccio quel gattino, per non lasciarlo mai più». Quello stesso giorno, Scout 2 si è trasferito a casa di Josh ed è ufficialmente diventato il suo nuovo angelo custode.

I due gattini «non hanno visto nulla di sbagliato in me. Non hanno guardato i miei difetti o le imperfezioni. E con loro mi sono subito sentito al sicuro». Una serenità che il soldato ha voluto condividere con Mutual Rescue, che ha realizzato un toccante video per raccontare la sua storia.

Fonte: http://www.lastampa.it/2017/06/01/societa/lazampa/gatto-gatti/un-gatto-adotta-un-soldato-con-disturbo-posttraumatico-e-lo-riporta-alla-vita-QmfOGCMRB7nqdD6qaCRZFI/pagina.html

Terapeuti a quattro zampe per venticinque malati di Sla

Slaterapia“La pet teraphy ha migliorato la loro condizione psicologica”

Takoda e Anduril giocano con la palla a con i cerchi insieme ai malati di Sla, che li accarezzano e li pettinano facendo così esercizi manuali. La presenza dei cani ha coinvolto anche le famiglie

Takoda e Anduril sono due terapeuti a quattro zampe per i malati di Sla. I due pastori svizzeri sono stati i protagonisti di un progetto di pet therapy ideato e finanziato da Mondovicino Outlet Village, che è durato sette mesi, da settembre ad aprile. È stato organizzato nell’ospedale di Arenzano, negli spazi occupati dal centro clinico NeMo, in collaborazione con la Fondazione Vialli e Mauro Onlus. Si tratta della prima sperimentazione italiana di pet therapy applicata alle patologie neuromuscolari, e i risultati raggiunti sono incoraggianti. Il progetto ha coinvolto 50 pazienti malati di Sla: 25 hanno partecipato agli incontri di pet therapy, l’altra metà soltanto alle terapie tradizionali. E se l’efficacia di queste ultime è rimasta invariata, a cambiare è stato l’aspetto psicologico dei malati.

«Il progetto di pet therapy “ConFido” ha migliorato la salute emotiva dei pazienti», dice Giacomo Caramelli, direttore marketing di Mondovicino, che da anni collabora con la Fondazione Vialli e Mauro Onlus. I benefici dell’iniziativa non sono solo di alleggerimento delle paure, tristezze e preoccupazioni, ma la pet therapy potrebbe anche incidere su problemi molto più gravi, come la depressione. Oltre che migliorare le relazioni dei malati con gli altri, dagli infermieri ai conduttori degli animali.

«I risultati del nostro progetto saranno portati al congresso mondiale sulla Sla di Boston - prosegue Caramelli -. Ma l’obiettivo è quello di esportare “Confido: quattro zampe in corsia” in altri ospedali italiani». Uno potrebbe essere Torino, e la futura apertura del centro NeMO in città potrebbe facilitare l’esportazione del progetto. Un progetto che per ora prosegue ad Arenzano, dove Takoda e Anduril giocano con la palla a con i cerchi insieme ai malati di Sla, che li accarezzano e li pettinano facendo così esercizi manuali. Secondo Alberto Fontana, presidente di NeMo, «L’iniziativa ha permesso ai pazienti di affrontare meglio la malattia. La presenza dei cani e il lavoro sviluppato in loro compagnia hanno motivato fortemente la persona affetta dalla malattia neuromuscolare, coinvolgendo in maniera straordinaria anche il nucleo familiare». E portando quindi ulteriori benefici a genitori e parenti.

Fonte: http://www.lastampa.it/2017/06/01/societa/lazampa/cane-cani/terapeuti-a-quattro-zampe-per-venticinque-malati-di-sla-P97qLnq4eyXLMQbNV1vSSM/pagina.html

In Italia pesci e canarini, record di gatti in Francia: è l'Europa degli animali

assalcorapportoSono 200 milioni in tutto, vivono in 75 milioni di abitazioni. Da noi ce n'è uno a testa, fanno ormai parte della famiglia


In Italia pesci e canarini, record di gatti in Francia: è l'Europa degli animali
Un animale domestico a testa. Nel nostro Paese si stimano circa 60 milioni di abitanti e altrettanti sono cani, gatti, pesci, piccoli mammiferi, rettili e uccelli ospitati nelle nostre case come animali d'affezione. Fanno parte di nuclei familiari tendenzialmente più numerosi, con 2,8 componenti a fronte di 2,4 della media nazionale, ma gli animali da compagnia sono in crescita anche nelle famiglie con un solo componente, passate dall'8,4 per cento del 2011 all'11,1 del 2017.

Cani, gatti e uccelini: mandateci le foto dei vostri amici a quattro o a due zampe. Noi le raccoglieremo e le pubblicheremo. Per celebrare questi piccoli grandi compagni di vita. 

Nelle nostre case ci sono soprattutto pesci, quasi 30 milioni, e uccellini, circa 13 milioni, numero che ci vale il primato in Europa. Quasi 7 milioni sono i cani, circa 7,5 milioni i gatti, mentre gli altri piccoli mammiferi (conigli, furetti e roditori come criceti, cavie e cincillà) sono 1,8 milioni. I rettili come tartarughe, serpenti e iguane sono infine circa1,3 milioni.

 

Il censimento dei non umani nelle case italiane è contenuto nel rapporto Assalco-Zoomark 2017, compendio annuale sul mondo degli animali domestici che verrà presentato a Bologna giovedì prossimo, in occasione dell'apertura di Zoomark International 2017. Assalco è l'Associazione nazionale tra le imprese per l'alimentazione e la cura degli animali da compagnia, mentre Zoomark international è la fiera più importante in Europa sui prodotti e le attrezzature per gli animali da compagnia. Per la 17ª edizione a Bologna, dall'11 al 14 maggio, Zoomark conta già 735 espositori (un aumento del 17 per cento) a riprova del crescente interesse per gli animali domestici e il mercato ad essi connesso.

Alla stesura del rapporto hanno collaborato anche Iri Information resources e l'Associazione nazionale medici veterinari: il risultato è un documento che fotografa un Paese in cui gli animali d'affezione hanno un ruolo sociale sempre più importante, a fronte di alcune carenze legislative. Manca, ed è una lacuna alla quale il rapporto cerca di sopperire, un'anagrafe nazionale che conti con certezza almeno i cani e i gatti, cosicché i numeri proposti, per quanto affidabili, si basano ancora su stime. Il rapporto mette appunto in luce come la comprovata importanza sociale degli animali domestici non si traduca in indicazioni precise del loro status. Così, se il 90 per cento di chi ha un animale domestico afferma che la sua presenza è importante per vivere meglio, l'Iva al 22 per cento (come per i beni di lusso, tra le più alte in Europa) su cure veterinarie e alimenti specifici può dissuadere dal farsi carico di una bocca in più da sfamare e curare. Tuttavia le famiglie che hanno un animale domestico spesso ne accolgono più di uno (il 42 per cento) e sono molto attente a garantirgli una buona qualità di vita. Il 77 per cento degli animali d'affezione nel nostro Paese mangia cibo industriale consigliato dai veterinari, che nell'85 per cento dei casi lo raccomandano poiché bilanciato, nutriente e sicuro. Tra i proprietari, 9 su su 10 hanno un veterinario di riferimento e l'85 per cento ci va abitualmente una o più volte l'anno. Ad accompagnare gli animali dal dottore sono soprattutto le donne (68,5 per cento). In netto aumento anche gli uomini, erano il 24,7 per cento dieci anni fa e oggi sono il 31,5 per cento.

Il rapporto sottolinea inoltre che gli anziani oltre i 65 anni dichiarano che grazie ai loro compagni non umani hanno visto migliorare il loro benessere psicofisico e le relazioni sociali, mentre i bambini di famiglie con un animale domestico fanno meno assenze a scuola. Non stupisce perciò che soprattutto cani e gatti siano considerati membri della famiglia a tutti gli effetti, nonostante soltanto per i primi sia obbligatoria l'iscrizione all'anagrafe e il Censimento generale della popolazione non rilevi questi italiani non umani. Così il rapporto, forte di questi dati, sottolinea l'importanza di introdurre nella Costituzione italiana il riconoscimento dello status degli animali d'affezione, come è stato fatto nelle Carte fondative di Austria, Germania e Svizzera.

 Fonte: http://www.repubblica.it/scienze/2017/05/09/news/in_italia_pesci_e_canarini_record_di_gatti_in_francia_e_l_europa_degli_animali-164975600/?ref=search

 

Mai dimenticare che questi esseri dipendono in tutto e per tutto da noi"

Melosi3Uno strumento per combattere il randagismo e per incrementare il possesso responsabile. L'Anmvi, associazione nazionale medici veterinari, ha collaborato alla stesura del rapporto Assalco-Zoomark 2017 e si batte per l'istituzione dell'anagrafe canina e felina nazionale, indispensabile per migliorare le condizioni degli animali domestici.
Perché conoscere quanti animali vivono nelle nostre case serve a farli vivere meglio?
«Poter identificare un cane e un gatto significa poter risalire sempre a una persona che se ne deve prendere cura - risponde Marco Melosi, presidente dell'Anmvi - al momento esiste l'anagrafe canina obbligatoria di competenza regionale, poi i dati dovrebbero essere inviati al ministero della Salute per compilare il quadro nazionale, ma non sempre il dialogo è perfetto. Per i gatti non c'è obbligo di microchippatura e invece sarebbe fondamentale anche per loro poter risalire a un proprietario nel caso siano feriti o smarriti. L'anagrafe canina obbligatoria si è dimostrata il metodo di contrasto più efficace al randagismo e funziona anche contro gli abbandoni, spinge chi adotta un cane alla consapevolezza che dovrà fare le vaccinazioni e prendersi cura della sua salute».
Gli italiani sono più sensibili al benessere dei propri animali?
«Sì e i veterinari sono sempre più consapevoli di avere un ruolo importante per diffondere le linee guida su tutte le specie. Prendiamo gli animali esotici: è chiaro che starebbero meglio liberi, ma è nata la Società italiana veterinari per animali esotici, proprio per fornire assistenza qualificata e garantire un minimo di benessere».
È una sorpresa che l'Italia abbia il primato in Europa per proprietari di uccelli?
«È un argomento difficile da affrontare, frutto anche di tradizioni e retaggi culturali. Gli uccelli starebbero meglio liberi, comunque come veterinari ci impegnamo per fornire indicazioni precise, utili a garantire loro le migliori condizioni di vita possibili».
Qual è il principio base da osservare per chi decide di prendere con sé un animale?
«Sapere che avrà la responsabilità di un essere senziente per tutta la vita, dipendente in tutto e per tutto da lui per l'alimentazione, la sua cura e il suo benessere ».
( c. nad.)
Un'anagrafe canina e felina nazionale è indispensabile per migliorare le loro condizioni di vita
Marco Melosi

Fonte:http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/05/09/mai-dimenticare-che-questi-esseri-dipendono-in-tutto-e-noi35.html?ref=search&refresh_ce

Login Form

Utilizzo dei cookie: per garantire funzionalità e preferenze di navigazione questo sito utilizza cookie proprietari, al fine di migliorare l'esperienza dei propri utenti, e si riserva l'utilizzo di cookie di terze parti per migliorare i propri servizi. Per maggiori informazioni e ricevere eventuali istruzioni sull'uso dei cookie leggi l'informativa estesa, premendo il tasto CHIUDI accetti l'utilizzo dei cookie.