Novità in rete

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MicioInClasseNon solo mascotte, ma anche motivatrice degli studenti. La gatta Ates ormai non è solo una celebrità, ma anche una presenza indispensabile nella scuola elementare di Smirne, che l’ha adottata due anni fa.

La micia aveva fatto il giro dei social perché, dapprima cacciata dai dirigenti scolastici, era poi stata messa sotto la protezione dell’edificio scolastico grazie a una protesta di massa di genitori e studenti. Ora, dopo due anni, è arrivata la dimostrazione che hanno fatto bene.

Ates non solo si muove indisturbata fra aule e banchi, assistendo attenta alle lezioni. È così amata che i bambini fanno a gara per coccolarla. Ma prima devono studiare. Zuleyha Can, una delle maestre che si maggiormente battuta perché la gattina non fosse abbandonata, ha iniziato a notare che la prospettiva delle coccole era un incentivo per gli studenti a impegnarsi di più. Così, quello che è iniziato come un gioco, è diventato una vera abitudine, quasi una gara.

 Più gli studenti si impegnano, più, alla fine della lezione, hanno qualche minuto per coccolare la oro beniamina. «Ates è la nostra amica – ha spiegato Mehmet Ali Celik, che frequenta la quarta elementare -. Se facciamo bene i nostri compiti e seguiamo le elezioni, poi possiamo giocare un po’ con lei. Da quando è in classe con noi siamo più felici».

Fonte: https://www.lastampa.it/2019/05/25/societa/con-la-gatta-ates-in-classe-gli-studenti-sono-pi-motivati-durante-le-lezioni-2p0HT11e1wXr31InfkwrVM/pagina.html

caneInUfficioUno degli ultimi luoghi spesso preclusi ai cani è l’ambiente di lavoro, eppure la crescente presenza degli amici a quattrozampe nelle case di tante persone ha stimolato alcune aziende ad aprire le proprie porte anche a loro. E il risultato sembra essere positivo sotto molti aspetti: le persone che portano spesso il proprio cane in ufficio sono più soddisfatte (+22%) delle loro condizioni di lavoro rispetto a chi lo lascia a casa. È quanto emerge da “Taking Dogs into the Office”, ricerca promossa dal programma Purina Human-Animal Bond Studies, condotta dall’University of Lincoln (UK). Si tratta del primo studio che quantifica i benefici e l’impatto della presenza dei cani in ufficio rispetto a dimensioni legate al lavoro e ai pet.

Sono stati infatti valutati parametri come il coinvolgimento dei dipendenti, il loro benessere e il controllo sulle decisioni professionali. Lo studio ha inoltre analizzato come il passare tempo insieme anche in ufficio rafforzi il legame tra i cani e i padroni.

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«Se si sapesse che c’è un semplice modo per aumentare la soddisfazione lavorativa grazie a un semplice intervento organizzativo, le persone sarebbero molto interessate a saperne di più – commenta Daniel Mills, professore di Veterinary Behavioural Medicine, direttore The Animal Behaviour Clinic alla University of Lincoln e uno degli autori della ricerca insieme con la dottoressa Sophie Hall-. I risultati della nostra ricerca mostrano come non solo la presenza dei cani sul luogo di lavoro non costituisca una distrazione (una paura confessata da alcuni intervistati coinvolti in alcuni nostri precedenti lavori), ma anche come questa abbia il potenziale di migliorare la concentrazione del dipendente e probabilmente anche la sua produttività».

Per questo, dice Mills, «le aziende più innovative dovrebbero valutare molto seriamente le condizioni più adatte per permettere la presenza dei cani sul luogo di lavoro. In questo senso, il programma Pets at Work di Purina è in grado di supportarle in modo efficiente». Purina permette,infatti, ai cani di andare al lavoro con il proprio proprietario da ormai molti anni. In Italia, la sede centrale di Assago (Milano) è pet-friendly dal 2014; nel 2018 lo sono diventati anche gli uffici del centro produttivo di Portogruaro (Venezia).

L’azienda è impegnata nella promozione di posti di lavoro pet-friendly per aiutare sempre più persone e pet a godere dei benefici che derivano dall’avere sempre più tempo da passare insieme, e ha sviluppato il programma Pets at Work, un percorso che altre aziende possono seguire per far sì che i propri dipendenti possano portare i propri pet sul luogo di lavoro. È proprio grazie a Pets at Work che Zoetis Italia, leader mondiale nella salute animale, è diventata - proprio in questi giorni – un’azienda pet-friendly, aprendo le porte dei suoi uffici ai cani e consentendo così alle proprie persone di lavorare fianco a fianco con i propri pet.

«I dati di questa ricerca confermano ulteriormente quello di cui siamo convinti: ovvero che quando i pet e le persone che li amano stanno insieme, la vita si arricchisca - ha commentato Marco Travaglia, direttore generale di Purina Sud Europa-. Per questo mettiamo la nostra esperienza e la nostra consulenza gratuita a disposizione delle aziende che vogliono diventare pet friendly e ricevere consigli e suggerimenti utili per avviarle con successo. Su questi presupposti è nata la “Pets at Work Alliance”, iniziativa che mira a crescere e coinvolgere sempre più aziende in tutta Europa, con l’obiettivo di portare benefici ai dipendenti, alle aziende, e agli animali».

Fonte: https://www.lastampa.it/2019/06/13/societa/con-il-cane-in-ufficio-la-soddisfazione-per-il-proprio-lavoro-cresce-del-per-cento-1rjYw4fBq8KoeXe4K5pLSM/pagina.html

RagazzaCarrozzinaNel mondo reale le persone disabili spesso incontrano molti ostacoli. Purtroppo. Ma nel meraviglioso mondo del mago di Oz tutto è possibile. E così una liceale del New Jersey che si muove su una sedia a rotelle recita in una nuova rappresentazione teatrale del romanzo per ragazzi scritto di Frank Baum. E a rendere ancora più speciale questa inedita versione è la presenza sul palco del cane di servizio della ragazzina. diventano i protagonisti di “Il mago di Oz” Nel mondo reale le persone disabili spesso incontrano molti ostacoli. Purtroppo. Ma nel meraviglioso mondo del mago di Oz tutto è possibile. E così una liceale del New Jersey che si muove su una sedia a rotelle recita in una nuova rappresentazione teatrale del romanzo per ragazzi scritto di Frank Baum. E a rendere ancora più speciale questa inedita versione è la presenza sul palco del cane di servizio della ragazzina. Protagonista di questa storia è Erin Bischoff, studentessa liceale dell’istituto Hasbrouck Heights, nata con l’osteoporosi che l’ha costretta su una sedia a rotelle, ma che non le ha impedito di vestire i panni di Dorothy. E ovviamente il suo cane di servizio non poteva che essere un inedito Toto. È la prima volta che la ragazza interpreta un ruolo da protagonista, ma sostiene che «non è stato un grosso problema. È come per qualsiasi altro studente che va in scena. È forma di accettazione: tutti vengono trattati alla stessa maniera. Non ci sono differenze». La prova generale dello spettacolo è stata un successo e la preside di Erin, Linda Simmons, ha elogiato la performance della giovane attrice: «E’ una ragazza piena di grinta, in ogni sua parte del corpo. È una donna giovane e forte» ha detto al canale News 4. Anche il suo cane di servizio si comportato bene, anche se spesso approfittava dei lunghi dialoghi per farsi qualche pisolino. E per lui il cast e la troupe hanno preso solo una precauzione: hanno lavorato con l’attore che interpretava il Leone codardo per assicurarsi che non spaventasse il quattrozampe: «Abbiamo fatto in modo che l’attore non entrasse in contatto con il cane - spiega la regista Paula Jacobs -, perché la sua reazione naturale è quella di proteggere Erin». E tutto è andato bene.

Fonte: https://www.lastampa.it/2019/04/04/societa/ragazza-in-carrozzina-e-il-suo-cane-di-servizio-diventano-i-protagonisti-di-il-mago-di-oz-tez4V3vqLpTnd8yu4ukLlI/pagina.html

 

CaneCiotolaOtàvio è un cane che non è ancora riuscito a superare i trami di un passato difficile. Nonostante sia stato salvato da una famiglia che lo maltrattava, oggi lascia ancora la ciotola mezza piena all’ora di pranzo e di cena. «Probabilmente questo comportamento è dovuto al suo triste passato. Deve avere imparato a lasciare un po’ di cibo per i giorni futuri o per altri cani più affamati di lui», raccontano Joice Lamas e suo marito, che l’hanno adottato l’anno scorso. «Gli dico sempre che può mangiare tutto - racconta la sua proprietaria - ma lui deve avere ancora paura che il giorno successivo potrebbe non trovare più cibo». La sua famiglia sta così cercando di aiutarlo a superare questo problema: «A volte è difficile prendersi cura di un cane che è stato maltrattato, ma ne vale la pena - aggiungono -. Ci vuole pazienza e amore perché i cani come lui ci mettono molto tempo ad adattarsi, ma alla fine ti danno moltissimo amore». All’inizio Otàvio aveva paura degli umani, ma nei mesi successivi il cane ha iniziato a fidarsi e a diventare affettuoso: «Ci auguriamo che si comporti in questo modo anche con il cibo».

 Fonte: https://www.lastampa.it/2019/03/31/societa/il-cane-lascia-sempre-la-ciotola-mezza-piena-e-il-motivo-arriva-dal-suo-passato-qqQkTPk2MTgHChWLJPGNhO/pagina.html

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