Novità in rete

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GattiTraumatizzatiDavid ha 10 anni. E’ seduto su un cuscino. Sta leggendo un libro. Ad ascoltarlo c’è un’amica: Larissa, una gatta di 12 anni. La micia non è sua, ma vive in un rifugio per animali di Berlino. Il piccolo David è un bambino che ha problemi nella lettura e si è iscritto al progetto "I bambini leggono ai gatti” di Tierheim Berlin. L’idea è semplice: supportare i bambini che hanno difficoltà con la lettura e allo stesso tempo aiutare anche alcuni degli animali del rifugio più traumatizzati a ritrovare la fiducia nell'uomo.

Sin dal suo lancio la scorsa estate, il progetto ha avuto successo: cinque bambini, fra i sette e i dodici anni, si sono già iscritti per leggere ai gatti ogni venerdì per circa 30 minuti. Hanno una stanza tutta per loro dove possono esercitarsi a leggere ad alta voce, lontano da chiunque possa interromperli o correggerli.


Per alcuni bambini imparare a leggere è difficile. Sentono la pressione dagli adulti che li ascoltano e li correggono. Ma ancora una volta, la migliore strada è la pratica. «I bambini hanno bisogno di qualcuno con cui leggere, e i gatti del rifugio hanno bisogno di qualcuno che si rivolga a loro – spiega Bettina Genée, responsabile del progetto – . Molti gatti hanno subito un trauma e hanno paura. Leggendo ad alta voce, possono avvicinarsi ai bambini e guadagnare fiducia»,

Il personale del rifugio non può permettersi le cure che richiedono tempo per abituare i gatti alle persone. In questo modo, i bambini aiutano gli animali e imparano anche come trattare con i gatti e molto di più sul benessere degli animali: «Gli studi hanno dimostrato che le voci ritmiche sui gatti hanno un potere rilassante».

Fonte: https://www.lastampa.it/la-zampa/gatti/2019/10/14/news/nel-rifugio-di-berlino-i-bambini-leggono-ai-gatti-traumatizzati-1.37743572

GattoAffezionatoPErsoneI gatti hanno la reputazione di essere animali indipendenti e indifferenti. Ma uno studio sul rapporto fra felini e umani svela le capacità socio-cognitive di questi animali e il profondo attaccamento che s'instaura con il proprio custode. Un atteggiamento paragonabile a quello dei bambini, che ha portato i ricercatori a dire che «i gatti vedono i loro proprietari proprio come dei genitori». A condurre la ricerca, pubblicata in questi giorni su Cell, sono stati gli scienziati dell'Oregon State University: dai loro esperimenti è emerso che tutti i gatti possono stringere legami con i loro proprietari, cosa già appurata per i cani, e che non importa quanto arroganti o distaccati possano sembrare, in realtà considerano colui o colei che si prende cura di loro come se fosse sua padre o sua madre. Osservando come reagivano al ricongiungimento con il proprio caro dopo un breve periodo si assenza, è risultato che i gatti si comportano esattamente come i bambini. E la maggioranza dei mici hanno mostrato un attaccamento - sicuro o insicuro - con i propri padroni. Per l'esattezza, il 65% dei gatti esaminati hanno mostrato un saldo legame con i propri proprietari, rapporti profondi che rimangono tali anche nell'età adulta, quando non sono più dei cuccioli insicuri. «Per quanto riguarda il loro attaccamento agli esseri umani, i gatti mostrano flessibilità sociale proprio come i cani. La maggior parte di loro è attaccata in modo sicuro al proprietario e li usa come fonte di sicurezza anche in un ambiente nuovo», ha spiegato il ricercatore Kristyn Vitale. «Una volta che l'attaccamento tra il gatto e il suo caregiver è stato stabilito, sembra rimanere relativamente stabile nel tempo, anche dopo un intervento di addestramento e socializzazione. È probabile che i gatti insicuri corrano e si nascondano o sembrano agire in disparte, mostrando segni di stress. Ma tutti tendono a vedere il proprio proprietario come una fonte di sicurezza e protezione».

Fonte:https://www.lastampa.it/la-zampa/gatti/2019/09/24/news/come-i-cani-e-i-bambini-anche-i-gatti-si-affezionano-alle-persone-1.37503530

Cane genetica usaI comportamenti dei cani sono diversi da razza a razza. La questione non è solo caratteriale del singolo Fido, ma è genetica. A dirlo è uno studio statunitense pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences. I ricercatori hanno scoperto che circa la metà di 14 comportamenti misurati tra le diverse razze canine potrebbe essere attribuita alla genetica, e si tratterebbe di risultati con proporzioni maggiori rispetto a studi precedenti. I tratti con i più alti tassi di ereditabilita' (in altre parole, quelli che sembravano essere maggiormente influenzati da fattori genetici piuttosto che ambientali) erano quelli legati alla trainabilita', all'inseguimento della preda, all'aggressività e alla ricerca di attenzione. Per questi, la genetica ha spiegato come la variazione di razza incida tra il 60 e il 70%. Spiega James A. Serpell dell'Università della Pennsylvania che per caratteri come l'allenabilita', si può pensare «a razze come i Border Collie che devono rispondere ai segnali umani per svolgere compiti complicati». Per l'attitudine alla caccia, invece, si può scegliere «un levriero, che è predisposto in modo innato a inseguire tutto ciò che corre», mentre se si vuol scegliere un cane che difenda dalle aggressioni da parte di estranei, è possibile «concentrarsi su alcune razze di cani da guardia, che sono altamente protettive e tendono a rispondere in modo ostile a persone non familiari».

Fonte: https://www.lastampa.it/la-zampa/cani/2019/10/10/news/studio-usa-il-comportamento-del-cane-ha-anche-una-base-genetica-1.37727848

esamiIl 10 e 11 Settembre si sono tenute presso Palazzo Trecchi a Cremona le Vetpìadi, le Olimpiadi della Veterinaria. Un evento unico che ha visto oltre 250 giovani neolaureati in medicina veterinaria competere su 8 argomenti: anestesia, animali non convenzionali, cardiologia e aritmologia, chirurgia dei tessuti molli, dermatologia, diagnostica per immagini, medicina interna e medicina d'urgenza. La grande partecipazione all'evento dimostra la serietà e l'entusiasmo che i nuovi medici veterinari ripongono nella professione che li attende, la voglia di confrontarsi con i colleghi e l'esigenza di coltivare la propria preparazione e l'aggiornamento medico-scientifico. E' proprio su quest'ultimo tema che si sono concentrati tutti i premi messi in palio da SCIVAC (la Società Culturale Italiana Veterinari per gli Animali da Compagnia, organizzatrice dell'evento) e dagli sponsor Royal Canin, dr veto (by Alcyon Italia) e MSD Animal Health, che hanno riscontrato successo tra i partecipanti e grande soddisfazione dei vincitori delle Vetpìadi 2019.

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