Novità in rete

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DormireconilcaneDormire insieme al proprio cane può essere rilassante e confortante. Un recente studio della Concordia University di Montreal ha anche confermato un chiaro legame tra una migliore qualità del sonno dei bambini e la presenza del proprio quattro zampe nel letto. Ma è inutile negarlo: in caso di cani di grande taglia, particolarmente invadenti o movimentati, può diventare un problema. Soprattutto se si tratta di un talamo coniugale, intimità e relax possono diventare un miraggio, tanto da portare alcune coppie a dormire in letti separati.
«In generale, è molto positivo che gli animali dormano con i loro compagni umani – sostiene la dottoressa Dana Varble, veterinario della North American Veterinary Community – . Ma può arrivare il momento di chiedersi se ci sia abbastanza spazio per tutti». 

Anche cani e gatti ottengono dei benefici nel co-dormire nello stesso letto con i loro umani, «come maggiori livelli di ossitocina e dopamina, gli ormoni del benessere. Quando un cane ti volta le spalle, è un incredibile segno di fiducia nei tuoi confronti perché in quella posizione è molto vulnerabile». Ma, c'è sempre un ma. «Gli animali hanno personalità diverse, proprio come noi umani. Alcune persone dormono con le serrande aperte mentre ad altri preferiscono il buio più totale. Un animale domestico potrebbe avere una personalità più protettiva, un altro essere più assertivo. Ma se questo porta a costanti risvegli e a un sonno frammentato, potrebbe alla lunga influire sull'umore e sulla salute». 

Essere privati di sette-otto ore complete di sonno ogni notte è stato collegato a un rischio più elevato di diabete, ictus, malattie cardiovascolari e demenza. La privazione del sonno può anche influenzare aspetti chiave del funzionamento delle relazioni sentimentali, come l'empatia o la capacità di comunicare con il proprio partner. Quindi, prima che la situazione diventi grave è meglio correre ai ripari e pensare al "divorzio" dal proprio cucciolo, chiudendo bene la porta prima di andare a dormire.

Fonte:https://www.lastampa.it/la-zampa/cani/2021/12/10/news/quando_dormire_con_il_proprio_cane_diventa_un_problema_ecco_le_piu_comuni_cause_di_divorzio_-1304273/

CaneSeduto”, “fermo”, “a cuccia”, “andiamo”. I cani non capiscono solo queste parole, le più utilizzate probabilmente per i comandi, ma la loro comprensione si spinge in media a 89 vocaboli e frasi. Alcuni arrivano addirittura a 215. Lo rileva una ricerca della Dalhousie University, in Canada, pubblicata sulla rivista Applied Animal Behaviour Science. Guardando alla razza, i cani da pastore e quelli da compagnia sono quelli che rispondono a più parole e frasi. 

I primi includono Australian Shepherd, Border Collie, Welsh corgi cardigan, pastore americano nano e cane da pastore scozzese Shetland. Quelli da compagnia Bichon Frise, Cavalier King Charles Spaniel, Chihuahua e diversi tipi di barboncino. Il team di ricerca ha intervistato 165 proprietari di cani di razze ed età diverse. Poiché sono stati reclutati online e i sondaggi erano anonimi, gli studiosi non sanno esattamente da dove provenissero.

L'unico requisito richiesto era l'uniformità della lingua, l'inglese, per poter comparare i risultati. È stato chiesto ai partecipanti di segnalare il numero di parole a cui il loro cane risultava in grado di rispondere e che comprendeva. Per ogni parola o frase, è stato chiesto di indicare se credevano che il loro cane rispondesse a quel determinato elemento. Le risposte del cane sono state definite come eccitarsi, cercare qualcuno o qualcosa, guardare in alto, piagnucolare, correre, scodinzolare o eseguire l'azione richiesta (ad esempio "seduto"). È emerso che gli animali rispondevano a un numero di parole compreso tra 15 e 215, con una media di 89. 

Fonte: https://www.lastampa.it/la-zampa/cani/2021/12/11/news/i_cani_comprendono_in_media_89_parole_alcuni_arrivano_anche_a_215-1365139/

Progetto senza titolo 2Secondo i dati Iri del report annuale di Assalco è particolarmente dinamico l’e-commerce

Continua a crescere in Italia il business del pet food. Secondo il report annuale di Assalco - Zoomark, il mercato dei prodotti per l'alimentazione degli animali domestici ha sviluppato un giro d'affari annuo di oltre 2,4 miliardi di euro con un incremento del fatturato del +8% a giugno 2021 rispetto all’anno precedente, giustificando gli investimenti che anche big del food come Nestlé stanno effettuando nel settore.
Da sole, le principali piattaforme distributive- grocery, petshop tradizionali, catene – sviluppano un giro d'affari pari a 2,3 milioni di euro. I dati elaborati da Iri saranno presentati in occasione del convegno inaugurale di Zoomark International, il Salone internazionale b2b dei prodotti e delle attrezzature per gli animali da compagnia organizzato da BolognaFiere dal 10 al 12 novembre 2021.

«Nell'anno dell'emergenza sanitaria la relazione con i pet ha acquisito maggior valore. Gli animali da compagnia danno tanto ai loro proprietari che, a loro volta, sono particolarmente attenti alla loro alimentazione e la loro salute», ha commentato Gianmarco Ferrari, presidente di Assalco.

In Italia, ricorda il rapporto, si stima la presenza di oltre 62 milioni di animali d'affezione, di cui quasi 30 milioni di pesci, più di 16 milioni di cani e gatti, circa 13 milioni di uccelli e oltre 3 milioni e mezzo tra piccoli mammiferi e rettili.
L'alimentazione di gatti e cani continua a essere la componente più rilevante del mercato italiano del pet food. Il canale grocery assorbe il 56,5% del fatturato complessivo, ovvero 1.373 milioni di euro, e il 75,9% dei volumi, ovvero 503.835 tonnellate. Iri ha riscontrato un incremento del fatturato pari al 6,2% e dei volumi pari al 4,5%.

Seguono i petshop tradizionali, che sviluppano il 14,2% dei volumi (corrispondenti a circa 93.953 tonnellate), ma generano il 26,9% del valore (653,6 milioni di euro di fatturato), e le catene petshop, che rappresentano il 7% dei volumi e il 12,8% del valore, per un totale di 46,7 tonnellate e 312 milioni di euro, con una dinamica di crescita particolarmente interessante (+19,7% a valore e +13,8% a volume rispetto all'anno precedente).
Tra i canali distributivi relativamente nuovi, nell'anno terminante a giugno 2021 i petshop gdo hanno raggiunto un fatturato pari a 43,6 milioni di euro, con un'incidenza sul mercato totale pari all'1,8% (canali fisici e online).

L'emergenza sanitaria ha fatto osservare una forte accelerazione dell'e-commerce, analogamente a quanto accaduto negli altri segmenti del largo consumo. I dati raccolti da Iri sulle vendite online di alimenti per cani e gatti da parte di operatori generalisti (gruppi della Gdo e Amazon) mostrano un fatturato pari a 49 milioni di euro: benché rappresenti al momento solo il 2% del fatturato totale del pet food (canali fisici e online), questo canale è cresciuto del 104% rispetto allo scorso anno e sembra destinato – nota Assalco – ad acquisire maggior peso in futuro.

Crescono anche i prodotti per l'igiene, i giochi e gli accessori dedicati agli animale domestici per un giro d’affari in Gdo di 75 milioni di euro nell'anno terminante a giugno 2021, in crescita del 4,1% rispetto al periodo precedente. In questa categoria i segmenti più dinamici sono stati i prodotti per l'igiene (tappetini assorbenti igienici, salviette, shampoo, spazzole, deodoranti, ecc.), in crescita del 7,1%, e i giochi, con un incremento in valore del 14,6%. Le lettiere per gatto, rilevate separatamente, hanno sviluppato nello stesso canale un fatturato di oltre 78 milioni di euro, in aumento del 4,6% a valore.

Fonte: https://www.ilsole24ore.com/art/pet-food-giro-d-affari-cresce-dell-8percento-e-supera-24-miliardi-euro-AEEvnxt

ZoomarkBologna2021mod"Condivido l'ottimismo del Presidente Melosi". Alla Conferenza inaugurale di Zoomark International, l'On Michela Vittoria Brambilla annuncia un pacchetto di emendamenti fiscali, per abbassare l'aliquota sulle prestazioni veterinarie e sul pet food. "Questo è l'anno giusto" - dichiara Carla Rocchi (ENPA): lo Stato investa sugli animali. Il Video.
La presentazione del rapporto Assalco Zoomark, a Bologna Fiere, si è conclusa con un rinnovato impegno per la riduzione dell'IVA sulle prestazioni veterinarie e sul pet food.

Alla tavola rotonda "Pet in famiglia e in società: più valore in tempo di Covid19" sono state messe in luce tutte le migliori motivazioni per rilanciare al Parlamento e al Governo una "richiesta di civiltà". Tale la ritengono il Presidente di Assalco Gianmarco Ferrari, il Presidente dell'ANMVI Marco Melosi, la Presidente di ENPA Carla Rocchi e l'On Michela Vittoria Brambilla Presidente dell' intergruppo Parlamentare per i diritti degli animali. L'On. Brambilla ha dichiarato che presenterà un pacchetto di emendamenti e di essere più ottimista alla luce del PNRR e dell'inserimento degli animali nella Costituzione italiana. Per il Presidente Melosi "il bicchiere è mezzo pieno" perché anche in Europa sono in corso di revisione le aliquote IVA e perché ormai "c'è la stessa attenzione animale che si ha per la salute delle persone".

"In pandemia si è riscoperto il valore delle relazioni con gli animali e oggi un milione di famiglie in più ha un pet in casa - ha sottolineato l'On Brambilla-, ma questa crescita era già cominciata prima della pandemia e gli italiani chiedono sempre più rispetto per gli animali". Per tutto questo, il "benaltrismo" come lo ha definito l'On Brambilla, questa volta potrebbe non avere gioco facile in Parlamento e al Governo. Concorda la presidente Rocchi (in video-collegamento): se lo Stato fosse lungimirante, capirebbe la straordinaria importanza di investire sugli animali. Tutti i protagonisti della tavola rotonda hanno ricordato studi che evidenziano i risparmi per la spesa pubblica e per il SSN derivanti per i benefici sociali e sanitari del possesso degli animali da compagnia, sia nei bambini come negli anziani. Come ha ricordato il Presidente di Assalco, il 41% degli italiani che sono convinti dei benefici sociali derivanti dai pet dichiarano (41%) che un cane o un gatto "mette allegria in famiglia".

"Le coperture necessarie per abbassare le aliquote IVA sulle prestazioni veterinarie e sul Pet Food -ha affermato Melosi- non sono al di fuori della portata di una manovra finanziaria" e "se il comparto cresce, si può anche abbassare l'IVA" -ha sottolineato l'On Brambilla.

Per Paolo Garro (Business Insight Director - IRI) l'IVA al 10% rilancerebbe i consumi e farebbe crescere la spesa di qualità. Il gettito, quindi, troverebbe compensazioni.

Il video deli interventi alla tavola rotonda "Pet in famiglia e in società: più valore in tempo di Covid19" è disponibile qui.

 

Didascalia - da sinistra-: On Michela Vittoria Brambilla, Ilaria Vesentin (giornalista de Il Sole 24 Ore -Moderatrice), Gianmarco Ferrari e Marco Melosi.

Fonte:https://www.anmvioggi.it/in-evidenza/71759-iva-questo-e-l-anno-giusto.html