Novità in rete

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Gatto30anniÈ stato un compleanno davvero speciale quello che ha festeggiato Rubble in questi giorni: il gatto più vecchio del mondo ha compiuto 30 anni tondi tondi. E, per chi ama fare i paragoni umani a tutti i costi, sarebbe come se un alleggo nonnetto spegnesse 137 candeline. Rubble vive in Inghilterra, nella città di Exeter nel Devonshire, insieme alla sua amica umana Michelle Foster, che lo adottò nel maggio del 1988, quando era solo un cucciolo, trasformatosi poi in un gatto da record. Rubble, infatti, ha oltrepassato ormai da 10 anni la durata di vita media di un micio: un risultato raggiunto grazie a una corretta alimentazione e al grande amore della sua proprietaria. A dimostrazione di questo il fatto che la donna non ha voluto registrare il micione al Guinness dei Primati perché non vuole sottoporlo allo stress che ne deriverebbe e che potrebbe essere pericoloso visto che soffre di pressione alta.e Rubble, che soffre di pressione alta, allo stress causato dall’avere intorno gente nuova. Rubble, intanto, può puntare al record assoluto di longevità appartenente al gatto statunitense Creme Puff, morto nel 2005 all’età di 38 anni.

Fonte: http://www.lastampa.it/2018/06/08/societa/rubble-ha-compiuto-anni-si-allunga-il-record-del-gatto-pi-vecchio-del-mondo-NEnRO3MPIf3btsb380Ly5N/pagina.html

donnacaniDavanti alla scelta tra i suoi 25 anni di matrimonio e i suoi trenta cani, una donna ha scelto i suoi amici a quattro zampe e non rimpiange la sua scelta. E’ successo in Inghilterra e Liz Haslam, quarantanovenne fino a quel momento sposata, ha risposto così all’aut aut del marito. Mike le ha detto: «Scegli, o me o i cani» e lei gli ha chiesto di fare subito le valige. Alla donna non è mai nemmeno passato per la mente di abbandonare i suoi numerosi amici a quattro zampe e anche ora che è rimasta senza il suo compagno dice di essere felicissima. «Non ho più sentito Mike da quando mi ha dato l’ultimatum e se ne è andato. Pensavo che dopo 25 anni di matrimonio avesse capito che per me rinunciare ai cani non era un’opzione», ha detto. Secondo Liz, «Mike è arrivato al punto in cui non ce la faceva più e voleva fermarsi, io invece non ero pronta ad abbandonare il mio stile di vita. Per questo ha deciso di andarsene: è stata una sua libera scelta». I due si erano conosciuti quando Liz aveva appena 16 anni e Mike 20 e i si sono trasferiti a vivere insieme appena lei ha finito il liceo. La coppia si è sposata nel gennaio del 1991 e hanno un figlio di 22 anni, Ollie. La decisione di adottare i cani è arrivata quando si sono trasferiti in una fattoria a Barnham, nel Suffolk, circondata da un giardino dove Liz ha aperto il suo ricovero per animali. Contemporaneamente, la donna ha anche fondato il BedforBullies, un’associazione che aiuta i bull terriers, e così ha iniziato ad accogliere dozzine di cani. La sua passione per gli animali, in particolare per quelli con problemi medici o comportamentali, ha sempre causato a Liz problemi di relazione, anche con il marito. «Probabilmente negli anni ci siamo solo allontanati. Mike era concentrato sul suo lavoro e io non avevo nulla da fare, non volevo essere una casalinga e basta e così mi sono calata al 100% nella cura dei cani», ha raccontato Liz. Ormai sono passati 18 mesi dalla separazione e Liz lo ha accettato: attualmente ospita trenta cani e almeno la metà di loro ha necessità di venire curato 24 ore su 24. Cinque sono sordi, due hanno un occhio solo, tre sono ex cani da combattimento, quattro hanno malformazioni e uno ha danni cerebrali. La donna è impegnatissima: passa circa 18 ore al giorno ad occuparsi di loro e li porta a passeggio quattro volte al giorno. Non è facile gestire questa mole di lavoro, anche perchè la sua associazione si fonda solo su donazioni e accoglie animali che nessun altro vuole. La sua attività di ricovero per animali funziona bene, ma attualmente ha solo sette cucce libere e gli introiti non bastano a coprire i costi. «In questo momento ho circa 5mila euro di parcelle di veterinari da pagare e l’affitto da 1.200 sterline», ha spiegato. Nonostante questo, Liz dice che non può essere più felice di così: «Ho scelto questa vita e adoro quello che faccio».

 

Fonte:http://www.lastampa.it/2018/06/08/societa/il-marito-le-d-un-ultimatum-o-me-o-i-cani-e-lei-sceglie-i-cani-1SK8qZ3XwhN7EBwrrP1sZN/pagina.html

GattoAutismoLa presenza di un gatto in casa è benefica per i bambini con disturbi dello spettro autistico, secondo un recente studio americano pubblicato su `Frontiers of Veterinary Medicine´. I risultati indicano che l’animale domestico può essere di sostegno soprattutto per i piccoli con forme da lievi a moderate. I ricercatori delle università della California-Davis e del Missouri (Columbia) hanno intervistato 64 genitori con un figlio con disturbi dello spettro autistico moderati. Successivamente hanno coinvolto altri 44 genitori con figli con disturbi moderati o gravi. In tutti i casi le interazioni tra i gatti e i bambini sono risultate simili, così come gli effetti. Anche se i felini apparivano più affettuosi con i piccoli con malattia moderata rispetto a quelli con forme più severe. La presenza dell’animale, nella pratica, sembra in grado di calmare il bambino e di farlo sentire protetto. Il carattere del gatto, in ogni caso, non va sottovalutato perché può fare la differenza, indicano i ricercatori, consigliando ai genitori di scegliere l’animale candidato a far compagnia al bambino autistico proprio in funzione del suo carattere e non in base ad altre caratteristiche, come la bellezza ad esempio.

Fonte: http://www.lastampa.it/2018/05/03/societa/un-gatto-in-casa-fa-bene-ai-bambini-autistici-cWOim1r33AjoCCaTSM5Y5M/pagina.html

RandagioAppUna app per segnalare cani randagi o ibridi cane-lupo sul territorio, condividendo foto e informazioni sui social. È l’obiettivo della app «Mappa il randagio», messa a punto dal progetto LIFE MircoLupo (per lo studio e la tutela dei lupi): il software consente di segnalare la presenza di cani vaganti sul territorio, contribuendo così alla creazione di una banca dati sul fenomeno del randagismo. L’iniziativa è parte integrante del progetto Life Natura, finanziato dall’Unione Europea ai Parchi Nazionali dell’Appennino Tosco-Emiliano (capofila) e del Gran Sasso-Monti della Laga, con l’obiettivo di minimizzare l’impatto del randagismo canino sulla conservazione del lupo. A fronte di circa 2.000 lupi, in Italia si stima la presenza di 700.000 cani randagi, che alimentano gravi minacce per la conservazione del grande predatore: esiste un dimostrato ed urgente pericolo di ibridazione che inficia il patrimonio genetico del lupo appenninico. La App è scaricabile dal sito di progetto www.lifemircolupo.it. Cliccando su «Fai una foto» si ha la possibilità di scattare la foto, nominarla, salvarla, pubblicarla e condividerla sui social. Cliccando su «Mappa» appariranno le localizzazioni degli avvistamenti effettuati da chi sta usando l’App. Alla voce «Cerca», ogni utente potrà vedere tutti gli avvistamenti generati. L’applicazione fornirà, in tempo reale, i dati geo-referenziati dell’avvistamento, permettendo a coloro che operano nei Parchi di avere dati aggiornati sulla presenza di animali vaganti sul territorio.

Fonte: http://www.lastampa.it/2018/05/03/societa/mappa-il-randagio-una-app-per-segnalare-i-cani-randagi-e-gli-ibridi-canelupo-00xJx0LWPCMMfkVTI29dTI/pagina.html

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