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CURIOSITà E NOTIZIE DAL MONDO DEGLI ANIMALI SELEZIONATE PER VOI DALLA NOSTRA REDAZIONE

I gatti signori del mondo, il loro “impero” ha 9000 anni

StoriaGattiOggi dominano il web e i social network, ma il loro impero arriva da molto molto lontano: l’analisi del Dna di 200 gatti vissuti negli ultimi 9.000 anni dimostra che sono stati dei veri e propri dominatori del mondo, con un “impero” che si estende dalla Romania del Mesolitico all’Angola dei nostri giorni, passando per l’antico Egitto e il Medioevo. La ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Ecology and Evolution, è stata coordinata dalla genetista Eva-Maria Geigl, del Centro nazionale della ricerca scientifica francese (Cnrs). Vi ha partecipano anche l’italiano Claudio Ottoni, che lavora in Belgio all’università di Lovanio. I ricercatori hanno analizzato il Dna dei resti di gatti scoperti nei siti archeologici, comprese mummie di gatti dell’antico Egitto e Dna di gatti selvatici africani moderni.

L’analisi ha mostrato che i gatti domestici discendono dal gatto selvatico africano (Felis silvestris lybica) e che il legame con gli esseri umani sarebbe nato agli albori dell’agricoltura, nella Mezzaluna Fertile, circa 10.000 anni fa. Questo perché i primi insediamenti agricoli probabilmente attirarono i gatti selvatici perché erano ricchi di topi e gli agricoltori accolsero con favore questi animali perché mantenevano le scorte di cereali libere dai roditori.

In una fase successiva, i gatti si sono diffusi ovunque, seguendo gli spostamenti delle comunità agricole e il commercio che partiva dall’Egitto. Utilizzati per combattere i topi sulle navi commerciali egiziane, i gatti hanno viaggiato dall’Asia meridionale, all’Africa, all’Europa.

Fonte: http://www.lastampa.it/2017/06/19/societa/lazampa/gatto-gatti/i-gatti-signori-del-mondo-il-loro-impero-ha-anni-YU4olm69Aym83Dj1Yj9CLL/pagina.html

“Non uccidete il mio cane Iceberg”

IcebergÈ corsa contro il tempo per salvare un Dogo Argentino finito nel braccio della morte a Copenhagen. A lanciare il disperato appello è Giuseppe, un emigrato in Danimarca in cerca di lavoro che si è visto sequestrare la sua cagnolina Iceberg. La femmina di Dogo Argentino, nata in Italia, quindi con passaporto e documenti italiani, non è ammessa in Danimarca e quindi a rischio soppressione perché ritenuta pericolosa.

Giuseppe è originario di Avellino e oggi lavora e vive nel paese nordico con la sua compagna, in attesa del suo primo figlio, e con la sua Iceberg, la cagnetta che cresce sin da quando era cucciola. Purtroppo in Danimarca vige la Breed Specific Leigislation, una lista nera con le razze dei cani ritenute pericolose. I quattrozampe che fanno parte di quell’elenco vengono sequestrati dalle autorità locali e soppressi.

«Questo il giovane italiano, che non ha molta dimestichezza con le lingue straniere, poteva anche non saperlo – d’altro canto proviene da un Paese che, fortunatamente, non ha tali pregiudizi – di certo avrebbero dovuto le autorità doganali dell’aeroporto di Copenhagen. Infatti, ed è l’aspetto più incredibile della vicenda, Iceberg non solo viene imbarcata regolarmente sul volo da Roma a Copenhagen senza che nessuno sollevasse alcuna obiezione, ma riesce addirittura a passare i controlli doganali in Danimarca senza difficoltà. E, naturalmente, senza che nessun spiegasse a Giuseppe come funziona con i cani “pericolosi”» scrive l’Enpa di Faenza sulla sua pagian Facebook raccontando la storia.

«Per più di un mese il ragazzo, la compagna e Iceberg vivono insieme come un nucleo familiare. Poi, a fine maggio accade l’imponderabile. Una zuffa tra cani, una di quelle che capitano molto spesso e che il più delle volte non hanno conseguenze. Così è anche stavolta, se non fosse che una persona, nel tentativo di separare Iceberg dall’altro cane, viene graffiata accidentalmente (una “ferita” superficiale di tre millimetri, è scritto nel rapporto della polizia danese). Ma anche questo piccolo incidente sembra chiudersi senza strascichi. Sembra, appunto, perché qualcuno segnala alla polizia quel cane tanto simile nell’aspetto a uno di quelli vietati. E così qualche giorno dopo i poliziotti si presentano a casa di Giuseppe, prelevano, Iceberg e lo portano in un canile dove avrebbe avrebbe atteso la propria esecuzione» racconta ancora l’Enpa.

Ora Giuseppe sta combattendo una battaglia legale, sostenuto dall’associazione danese Fair Dog, per salvare la sua Iceberg con la speranza di farle lasciare il Paese e tornare in Italia. Ma, perché ciò sia possibile è necessario che il Ministro alle politiche ambientali e agricole conceda la grazia al cane.
Per questo, l’Ente Nazionale Protezione ha scritto, con la presidente Carla Rocchi, una lettera urgente all’ambasciatore italiano in Danimarca e all’ambasciatore danese in Italia affinché intercedano presso le autorità di Copenhagen per salvare Iceberg.

Fonte: http://www.lastampa.it/2017/06/20/societa/lazampa/cane-cani/non-uccidete-il-mio-cane-iceberg-i8YUvEA9r4ZZKXxl8TnWGN/pagina.html

Un gatto adotta un soldato con disturbo post-traumatico e lo riporta alla vita

GattoMilitareUn gatto randagio ha adottato un uomo che aveva seriamente bisogno di aiuto. E lo ha riportato alla vita. Il micio deve averlo percepito subito che Josh Marino era alla ricerca di un aiuto molto speciale. Allora lo ha avvicinato e ha sventato l'impensabile.

Josh è un giovane soldato tornato dal fronte con lesioni cerebrali e disturbo da stress post-traumatico. Aveva letteralmente l'anima spezzata. E a raccogliere i cocci e rimetterli insieme ci hanno pensato due bellissimi gattini bianchi e neri.

Ogni giorno Josh conviveva con una ferita invisibile che lo stava logorando dall'interno, tanto da portarlo alla decisione di togliersi la vita. E proprio mentre stava fumando la sua ultima sigaretta prima di farla finita «ho sentito un miagolio».

Un piccolo gattino bianco e nero è apparso all'improvviso dai cespugli, «si è avvicinato e ha cominciato a strofinarsi contro la mia gamba». Un gesto così inaspettato, che l'uomo è scoppiato subito in lacrime. «Forse sapeva che c'era qualcosa che non riuscivo a gestire da solo».

Grazie a questo inatteso incontro, Josh ha smesso «di pensare a tutti i miei problemi e iniziato a pensare ai suoi», iniziandosi a prendersi cura del gattino randagio, anche se «a distanza», portandogli tutti i giorni la pappa.

Ma un giorno, il piccolo Scout non si è presentato al loro appuntamento speciale. E solo in quel momento ha capito quanto il cucciolo fosse diventato importante e vitale per lui. E proprio in occasione del Memorial Day, il soldato è andato ad un evento d'adozione. Camminando fra le gabbie, dalle sbarre è uscita all'improvviso una zampetta che si è aggrappata al suo pantalone.

Una zampetta bianca e nera, proprio come quella del piccolo Scout. «Ho aperto quella gabbia e ho preso in braccio quel gattino, per non lasciarlo mai più». Quello stesso giorno, Scout 2 si è trasferito a casa di Josh ed è ufficialmente diventato il suo nuovo angelo custode.

I due gattini «non hanno visto nulla di sbagliato in me. Non hanno guardato i miei difetti o le imperfezioni. E con loro mi sono subito sentito al sicuro». Una serenità che il soldato ha voluto condividere con Mutual Rescue, che ha realizzato un toccante video per raccontare la sua storia.

Fonte: http://www.lastampa.it/2017/06/01/societa/lazampa/gatto-gatti/un-gatto-adotta-un-soldato-con-disturbo-posttraumatico-e-lo-riporta-alla-vita-QmfOGCMRB7nqdD6qaCRZFI/pagina.html

Terapeuti a quattro zampe per venticinque malati di Sla

Slaterapia“La pet teraphy ha migliorato la loro condizione psicologica”

Takoda e Anduril giocano con la palla a con i cerchi insieme ai malati di Sla, che li accarezzano e li pettinano facendo così esercizi manuali. La presenza dei cani ha coinvolto anche le famiglie

Takoda e Anduril sono due terapeuti a quattro zampe per i malati di Sla. I due pastori svizzeri sono stati i protagonisti di un progetto di pet therapy ideato e finanziato da Mondovicino Outlet Village, che è durato sette mesi, da settembre ad aprile. È stato organizzato nell’ospedale di Arenzano, negli spazi occupati dal centro clinico NeMo, in collaborazione con la Fondazione Vialli e Mauro Onlus. Si tratta della prima sperimentazione italiana di pet therapy applicata alle patologie neuromuscolari, e i risultati raggiunti sono incoraggianti. Il progetto ha coinvolto 50 pazienti malati di Sla: 25 hanno partecipato agli incontri di pet therapy, l’altra metà soltanto alle terapie tradizionali. E se l’efficacia di queste ultime è rimasta invariata, a cambiare è stato l’aspetto psicologico dei malati.

«Il progetto di pet therapy “ConFido” ha migliorato la salute emotiva dei pazienti», dice Giacomo Caramelli, direttore marketing di Mondovicino, che da anni collabora con la Fondazione Vialli e Mauro Onlus. I benefici dell’iniziativa non sono solo di alleggerimento delle paure, tristezze e preoccupazioni, ma la pet therapy potrebbe anche incidere su problemi molto più gravi, come la depressione. Oltre che migliorare le relazioni dei malati con gli altri, dagli infermieri ai conduttori degli animali.

«I risultati del nostro progetto saranno portati al congresso mondiale sulla Sla di Boston - prosegue Caramelli -. Ma l’obiettivo è quello di esportare “Confido: quattro zampe in corsia” in altri ospedali italiani». Uno potrebbe essere Torino, e la futura apertura del centro NeMO in città potrebbe facilitare l’esportazione del progetto. Un progetto che per ora prosegue ad Arenzano, dove Takoda e Anduril giocano con la palla a con i cerchi insieme ai malati di Sla, che li accarezzano e li pettinano facendo così esercizi manuali. Secondo Alberto Fontana, presidente di NeMo, «L’iniziativa ha permesso ai pazienti di affrontare meglio la malattia. La presenza dei cani e il lavoro sviluppato in loro compagnia hanno motivato fortemente la persona affetta dalla malattia neuromuscolare, coinvolgendo in maniera straordinaria anche il nucleo familiare». E portando quindi ulteriori benefici a genitori e parenti.

Fonte: http://www.lastampa.it/2017/06/01/societa/lazampa/cane-cani/terapeuti-a-quattro-zampe-per-venticinque-malati-di-sla-P97qLnq4eyXLMQbNV1vSSM/pagina.html

In Italia pesci e canarini, record di gatti in Francia: è l'Europa degli animali

assalcorapportoSono 200 milioni in tutto, vivono in 75 milioni di abitazioni. Da noi ce n'è uno a testa, fanno ormai parte della famiglia


In Italia pesci e canarini, record di gatti in Francia: è l'Europa degli animali
Un animale domestico a testa. Nel nostro Paese si stimano circa 60 milioni di abitanti e altrettanti sono cani, gatti, pesci, piccoli mammiferi, rettili e uccelli ospitati nelle nostre case come animali d'affezione. Fanno parte di nuclei familiari tendenzialmente più numerosi, con 2,8 componenti a fronte di 2,4 della media nazionale, ma gli animali da compagnia sono in crescita anche nelle famiglie con un solo componente, passate dall'8,4 per cento del 2011 all'11,1 del 2017.

Cani, gatti e uccelini: mandateci le foto dei vostri amici a quattro o a due zampe. Noi le raccoglieremo e le pubblicheremo. Per celebrare questi piccoli grandi compagni di vita. 

Nelle nostre case ci sono soprattutto pesci, quasi 30 milioni, e uccellini, circa 13 milioni, numero che ci vale il primato in Europa. Quasi 7 milioni sono i cani, circa 7,5 milioni i gatti, mentre gli altri piccoli mammiferi (conigli, furetti e roditori come criceti, cavie e cincillà) sono 1,8 milioni. I rettili come tartarughe, serpenti e iguane sono infine circa1,3 milioni.

 

Il censimento dei non umani nelle case italiane è contenuto nel rapporto Assalco-Zoomark 2017, compendio annuale sul mondo degli animali domestici che verrà presentato a Bologna giovedì prossimo, in occasione dell'apertura di Zoomark International 2017. Assalco è l'Associazione nazionale tra le imprese per l'alimentazione e la cura degli animali da compagnia, mentre Zoomark international è la fiera più importante in Europa sui prodotti e le attrezzature per gli animali da compagnia. Per la 17ª edizione a Bologna, dall'11 al 14 maggio, Zoomark conta già 735 espositori (un aumento del 17 per cento) a riprova del crescente interesse per gli animali domestici e il mercato ad essi connesso.

Alla stesura del rapporto hanno collaborato anche Iri Information resources e l'Associazione nazionale medici veterinari: il risultato è un documento che fotografa un Paese in cui gli animali d'affezione hanno un ruolo sociale sempre più importante, a fronte di alcune carenze legislative. Manca, ed è una lacuna alla quale il rapporto cerca di sopperire, un'anagrafe nazionale che conti con certezza almeno i cani e i gatti, cosicché i numeri proposti, per quanto affidabili, si basano ancora su stime. Il rapporto mette appunto in luce come la comprovata importanza sociale degli animali domestici non si traduca in indicazioni precise del loro status. Così, se il 90 per cento di chi ha un animale domestico afferma che la sua presenza è importante per vivere meglio, l'Iva al 22 per cento (come per i beni di lusso, tra le più alte in Europa) su cure veterinarie e alimenti specifici può dissuadere dal farsi carico di una bocca in più da sfamare e curare. Tuttavia le famiglie che hanno un animale domestico spesso ne accolgono più di uno (il 42 per cento) e sono molto attente a garantirgli una buona qualità di vita. Il 77 per cento degli animali d'affezione nel nostro Paese mangia cibo industriale consigliato dai veterinari, che nell'85 per cento dei casi lo raccomandano poiché bilanciato, nutriente e sicuro. Tra i proprietari, 9 su su 10 hanno un veterinario di riferimento e l'85 per cento ci va abitualmente una o più volte l'anno. Ad accompagnare gli animali dal dottore sono soprattutto le donne (68,5 per cento). In netto aumento anche gli uomini, erano il 24,7 per cento dieci anni fa e oggi sono il 31,5 per cento.

Il rapporto sottolinea inoltre che gli anziani oltre i 65 anni dichiarano che grazie ai loro compagni non umani hanno visto migliorare il loro benessere psicofisico e le relazioni sociali, mentre i bambini di famiglie con un animale domestico fanno meno assenze a scuola. Non stupisce perciò che soprattutto cani e gatti siano considerati membri della famiglia a tutti gli effetti, nonostante soltanto per i primi sia obbligatoria l'iscrizione all'anagrafe e il Censimento generale della popolazione non rilevi questi italiani non umani. Così il rapporto, forte di questi dati, sottolinea l'importanza di introdurre nella Costituzione italiana il riconoscimento dello status degli animali d'affezione, come è stato fatto nelle Carte fondative di Austria, Germania e Svizzera.

 Fonte: http://www.repubblica.it/scienze/2017/05/09/news/in_italia_pesci_e_canarini_record_di_gatti_in_francia_e_l_europa_degli_animali-164975600/?ref=search

 

Mai dimenticare che questi esseri dipendono in tutto e per tutto da noi"

Melosi3Uno strumento per combattere il randagismo e per incrementare il possesso responsabile. L'Anmvi, associazione nazionale medici veterinari, ha collaborato alla stesura del rapporto Assalco-Zoomark 2017 e si batte per l'istituzione dell'anagrafe canina e felina nazionale, indispensabile per migliorare le condizioni degli animali domestici.
Perché conoscere quanti animali vivono nelle nostre case serve a farli vivere meglio?
«Poter identificare un cane e un gatto significa poter risalire sempre a una persona che se ne deve prendere cura - risponde Marco Melosi, presidente dell'Anmvi - al momento esiste l'anagrafe canina obbligatoria di competenza regionale, poi i dati dovrebbero essere inviati al ministero della Salute per compilare il quadro nazionale, ma non sempre il dialogo è perfetto. Per i gatti non c'è obbligo di microchippatura e invece sarebbe fondamentale anche per loro poter risalire a un proprietario nel caso siano feriti o smarriti. L'anagrafe canina obbligatoria si è dimostrata il metodo di contrasto più efficace al randagismo e funziona anche contro gli abbandoni, spinge chi adotta un cane alla consapevolezza che dovrà fare le vaccinazioni e prendersi cura della sua salute».
Gli italiani sono più sensibili al benessere dei propri animali?
«Sì e i veterinari sono sempre più consapevoli di avere un ruolo importante per diffondere le linee guida su tutte le specie. Prendiamo gli animali esotici: è chiaro che starebbero meglio liberi, ma è nata la Società italiana veterinari per animali esotici, proprio per fornire assistenza qualificata e garantire un minimo di benessere».
È una sorpresa che l'Italia abbia il primato in Europa per proprietari di uccelli?
«È un argomento difficile da affrontare, frutto anche di tradizioni e retaggi culturali. Gli uccelli starebbero meglio liberi, comunque come veterinari ci impegnamo per fornire indicazioni precise, utili a garantire loro le migliori condizioni di vita possibili».
Qual è il principio base da osservare per chi decide di prendere con sé un animale?
«Sapere che avrà la responsabilità di un essere senziente per tutta la vita, dipendente in tutto e per tutto da lui per l'alimentazione, la sua cura e il suo benessere ».
( c. nad.)
Un'anagrafe canina e felina nazionale è indispensabile per migliorare le loro condizioni di vita
Marco Melosi

Fonte:http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/05/09/mai-dimenticare-che-questi-esseri-dipendono-in-tutto-e-noi35.html?ref=search&refresh_ce

Smarrito da quattro anni, un cane si ripresenta alla porta di casa sua

CanemollyIl cane Molly era scomparso da quattro anni. Un giorno era uscito dalla sua casa di Rowan County, nel nord della Carolina, e non vi aveva più fatto ritorno. Dopo mesi di ricerche, i suoi proprietari, Joel e Carolyn McDonald, con il cuore pesante, avevano accettato il fatto che non avrebbero mai più rivisto il loro animale domestico. Poi un giorno il regalo più bello e inatteso. Alla porta dei McDonald si è ripresentato Molly. Come se nulla fosse mai accaduto, ha appoggiato il suo muso sul grembo del suo vecchio amico. Un’emozione così bella per Joel da non crederci fino in fondo. Così il giorno dopo l’uomo ha portato il cane in un rifugio lì vicino per far verificare la presenza del microchip. Pochi istanti poi il responso: quel cane era veramente Molly. Le tante domande su quali esperienze possa aver vissuto in questi quattro anni il loro cane hanno presto lasciato spazio alle lacrime di gioia. Perché come dice oel commosso ora importa solo una cosa: «Molly è tornato a casa».

Fonte:http://www.lastampa.it/2017/04/05/societa/lazampa/cane-cani/smarrito-da-quattro-anni-un-cane-si-ripresenta-alla-porta-di-casa-sua-zJKemmzqVYXqaGDAarNeqK/pagina.html

Studio Usa: “I gatti ci amano più del loro cibo”

GattoCiboGatti animali domestici opportunisti e un po’ scostanti? Una fama che i mici di casa non si meritano. Almeno è quello che emerge da uno studio condotto da tre ricercatrici dell’università dell’Oregon e di Monmouth che hanno monitorato il comportamento di alcuni gatti: l’interazione con l’uomo sembrerebbe essere preferita rispetto ad altri stimoli, come cibo, giochi e odori. Lo studio è pubblicato sulla rivista Behavioral Processes. Insomma non è vero che le “tigri di casa” cercano il contatto con i proprietari solo per chiedere cibo. Secondo questo studio invece il gatto è soltanto un incompreso. Per valutare se e da cosa i gatti sono più stimolati, le ricercatrici hanno testato le reazioni di due gruppi ognuno di 19 felini, uno di gatti domestici e l’altro di gatti ospitati in rifugi per animali. I gatti sono stati prima tenuti in isolamento per due ore e mezza e poi sono stati sottoposti a stimoli diversi appartenenti a quattro categorie: cibo, odori, giocattoli e interazione umana. Il livello di preferenza è stato valutato in base allo stimolo cui il gatto si rivolgeva in prima battuta e per quanto tempo. Senza differenze tra i due gruppi di gatti, le ricercatrici hanno osservato una generale preferenza per l’interazione con l’uomo: oltre la metà dei gatti l’ha cercata prima di ogni altra cosa e vi ha dedicato il 65% del tempo. Al secondo posto il cibo.

Fonte: http://www.lastampa.it/2017/04/02/societa/lazampa/gatto-gatti/i-gatti-ci-amano-pi-del-loro-cibo-nBw3CkBWjeEle9kp1RhqfM/pagina.html

Spagna, i cani levrieri aiutano i malati dell’ospedale psichiatrico

LevrieroDavid Villanueva, 44 anni, vive nell’ospedale psichiatrico Benito Menni a Elizondo, in Spagna, quasi al confine con la Francia. Le sue giornate sono talvolta lunghe, chiuso nel mondo che la sua mente gli disegna con la difficoltà a comunicare con quello che lo circonda. Ma ora lui e gli altri pazienti hanno degli amici speciali che li aiutano a vivere meglio. Sono due galgo, cani levriei spagnoli, che sono stati addestrati come animali da pet therapy: Atila e Argi hanno il compito di aiutarli a sviluppare le capacità relazionali e una maggiore autonomia.

Fin dall’inizio della nostra civiltà, il legame tra animali ed esseri umani è stato, tra le altre cose, terapeutico. Uno degli elementi in cui si basa la pet therapy è l’elemento motivante del supporto del cane, perché ha una forte influenza sul paziente e diventa un agente per lo sviluppo della comunicazione e una valido strumento di terapia.

Il contatto con il cane crea empatia, migliora l’autostima della persona coinvolta nelle attività, aiuta ad aumentare la socializzazione con altri gruppi di persone e rappresenta una terapia non farmacologica che non ha effetti collaterali negativi sul paziente. Passando il tempo con il cane i pazienti imparano anche ad assumersi delle responsabilità, dal fornire loro alimenti e bevande, tenerli puliti e aver cura di loro.

Fonte: http://www.lastampa.it/2017/03/20/societa/lazampa/cane-cani/spagna-i-cani-levrieri-aiutano-i-malati-dellospedale-psichiatrico-uM5JXqKzJ1RAo7ROhzW7GM/pagina.html

La splendida amicizia fra un bambino di 8 anni e un cane, entrambi con la vitiligine

VitiligineCarter Blanchard è un bambino di otto anni con una malattia alla pelle, la vitiligine: ha cioè delle macchie bianche attorno agli occhi e su tutto il corpo da quando è nato. Proprio come il labrador Rowdy, che condivide il suo stesso problema dal 2014. E da quando i due si sono incontrati, le loro vite - soprattutto quella del bambino - sono cambiate.

«Queste macchie bianche avevano fatto crollare l’autostima a mio figlio - racconta la mamma, Stephanie Adcock - ma quando Carter ha incontrato il cane, che vive lo stesso problema da anni, il suo umore e l’autostima si sono elevati. E’ stato un incontro “terapeutico”: sono molto felici insieme».

Il loro incontro è nato da una foto su Facebook: «Avevo visto l’immagine del labrador sui social, e ho subito capito che mio figlio doveva incontrarlo» prosegue la mamma. Hanno così raggiunto Rowdy a casa della sua proprietaria, nell’Oregon, grazie a un viaggio pagato con una colletta di alcuni utenti, che dopo aver letto la loro storia su Facebook hanno fatto delle donazioni. «Ho avuto la sensazione che fossero amici da sempre - dice Niki, la proprietaria del labrador - è stato un viaggio incredibile, che ha portato Carter a migliorare la qualità della sua vita».

Sui social la storia dell’incontro tra il cane e il bambino è già diventata virale, e Rowdy, che vanta più di 5000 seguaci su Instagram, è diventato una star. «Mi auguro che grazie a questa storia anche altri ragazzi, nella stessa situazione di mio figlio, possano cambiare la percezione che hanno di sé», conclude la mamma.

Fonte: http://www.lastampa.it/2017/03/24/societa/lazampa/cane-cani/la-splendida-amicizia-fra-un-bambino-di-anni-e-un-cane-entrambi-con-la-vitiligine-KfP7vsOJDChmz1stGbfEBK/pagina.html

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