Novità in rete

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Avevamo accolto con curioso interesse l'uscita delle applicazioni prima Apple e poi Android con le registrazioni dei più comuni canti degli uccelli. Pensavamo con estrema ingenuità che i due programmi fossero utili agli ornitologi meno esperti per riconoscere dal canto quali fossero gli alati abitanti di una determinata zona. Il nostro pensiero era: "ecco uno strumento che ci permetterà di scoprire se il canto che ci allieta la notte è di un usignolo o del maschio della capinera". Così non è stato. Nelle mani dei più incalliti birdwatching britannici l'applicazione è stata un boomerang per le cove della breve estate da poco conclusa. I versi riprodotti da tablet e smartphone per attirare e fotografare gli uccelli, hanno disorientato e smarrito i genitori occupati nella cova e nell'allevamento dei piccoli. I trilli artificiali non hanno solo esordito un effetto distraente ma anche allarmante nei confronti dei poveri uccelli che, temendo l'arrivo di un rivale, dimenticavano persino di portare al nido il cibo per i loro pullus.

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