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3Le teorie sono fatte per essere avallate, a volte smentite e altre ancora attaccate. Nel nord Europa più che in Italia è tradizione consolidata creare mangiatoie e casette rifugio ove si elargiscono integrazioni alimentari agli uccellini che popolano i giardini delle villette.

Se si dovesse dare un premio a tutte le buone notizie che riguardano gli animali, i negozianti di Vallo della Lucania nel Cilento dovrebbero ricevere il primo premio per un'idea condivisibile. Cinquanta esercenti hanno apposto sulle porte di ingresso dei loro negozi questo cartello "Vietato l'accesso senza i cani". Il significato è sensibilizzare l'amministrazione e la cittadinanza al problema del randagismo e a quello degli esercizi che impediscono l'entrata ai cani. Infatti, i divieti di entrata costringono, binomi cani e proprietari, a un percorso ad ostacoli quando si recano assieme a fare semplici commissioni. La giornalista Emanuela Ferraro racconta come è nata l'idea. "In un istituto bancario sono stata ripresa aspramente, per essere entrata con il mio cane per un'operazione di pochi minuti. Da qui mi è venuta l'idea provocatoria di realizzare un divieto al contrario". La riposta e l'adesione dei negozianti è stata immediata. Il dibattito si è poi allargato alla piaga del randagismo che nei comuni che fanno capo al Parco Nazionale Cilento spesso culmina in atti di aspra e incivile intolleranza. La campagna di sensibilizzazione informa che a breve vi sarà anche l'affissione di manifesti: "E se ad essere solo e affamato fossi tu?", per sottolineare la necessità di non ignorare, ma di farsi carico per tutta la comunità di un problema che esiste e va risolto civilmente.

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Sette vite e un grande amore è il titolo del libro che ha commosso e fatto sbellicare dalle risate molti greci gattofili e non. Il libro, che presto diventerà film, è stato scritto da Lena Divani autrice impegnata, la quale terminato il suo ultimo romanzo sulla crisi in Grecia, sentiva impellente il bisogno di un antidoto alla rabbia e alla tristezza. Così nasce la biografia raccontata in prima persona da Zucchero, il gatto bianco dell'autrice. Egli con humor e ironia parla del rapporto con la sua coinquilina umana, della vita di tutti giorni tra quotidianità, giochi, incomprensioni e tutte le infinite strategie, che solo un gatto po' adottare per addomesticare una scrittrice un po' nevrotica ma tenera, l'umana presenza che gli vive accanto!

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Avevamo accolto con curioso interesse l'uscita delle applicazioni prima Apple e poi Android con le registrazioni dei più comuni canti degli uccelli. Pensavamo con estrema ingenuità che i due programmi fossero utili agli ornitologi meno esperti per riconoscere dal canto quali fossero gli alati abitanti di una determinata zona. Il nostro pensiero era: "ecco uno strumento che ci permetterà di scoprire se il canto che ci allieta la notte è di un usignolo o del maschio della capinera". Così non è stato. Nelle mani dei più incalliti birdwatching britannici l'applicazione è stata un boomerang per le cove della breve estate da poco conclusa. I versi riprodotti da tablet e smartphone per attirare e fotografare gli uccelli, hanno disorientato e smarrito i genitori occupati nella cova e nell'allevamento dei piccoli. I trilli artificiali non hanno solo esordito un effetto distraente ma anche allarmante nei confronti dei poveri uccelli che, temendo l'arrivo di un rivale, dimenticavano persino di portare al nido il cibo per i loro pullus.

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