AISA-Federchimica: il 74% degli italiani non ha mai sentito parlare di One Health

La salute delle persone, degli animali e dell’ambiente è una sola, e la prevenzione è il primo strumento per proteggerla. È il messaggio che AISA – Federchimica, l’Associazione Nazionale Imprese Salute Animale, rilancia oggi, Giornata mondiale One Health.
Gli italiani sembrano già metterlo in pratica, anche senza conoscerne il nome. Secondo una ricerca condotta da YouTrend per AISA – Federchimica, il 74% non ha mai sentito parlare di One Health. Eppure, quasi 8 proprietari su 10 (77%) portano l’animale dal veterinario anche quando sta bene. Il 75% degli italiani riconosce inoltre al medico veterinario un ruolo nella tutela della salute pubblica.
Quello tra salute animale e umana, è una connessione confermata anche dai dati relativi alle zoonosi, cioè le malattie trasmissibili dagli animali all’uomo, e che rappresentano circa il 60% delle malattie infettive note nell’uomo, (dato WOAH). Nell’Unione Europea le più diffuse sono la campilobatteriosi e la salmonellosi, trasmesse spesso attraverso gli alimenti e che nel 2024 hanno registrato rispettivamente quasi 170.000 e circa 80.000 casi (rapporto One Health di EFSA ed ECDC). Gli italiani, però, ne hanno una percezione ancora parziale: mentre la metà degli intervistati sa definire correttamente una zoonosi, quasi uno su due (46%) ne sottovaluta la diffusione.
Proprio per questo la prevenzione negli animali fa la differenza, e l’Italia ne offre esempi concreti. A maggio il Ministero della Salute ha avviato con Veneto e Lombardia il primo piano pilota nazionale di vaccinazione contro l’influenza aviaria ad alta patogenicità negli allevamenti avicoli, strategia che si affianca alle misure di biosicurezza e sorveglianza già in atto, con l’obiettivo di ridurre la circolazione del virus tra gli animali e quindi il rischio di passaggio all’uomo.
Lo stesso principio vale per l’antibiotico-resistenza, che secondo l’ECDC causa ogni anno oltre 35.000 decessi nell’Unione Europea e nello Spazio economico europeo. Anche in questo caso, la prevenzione delle malattie negli animali può svolgere un ruolo importante: meno animali si ammalano, meno è necessario ricorrere agli antibiotici e minore è il rischio di contribuire alla selezione di batteri resistenti.
La veterinaria italiana lo ha dimostrato: secondo il rapporto ESVAC dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA), tra il 2011 e il 2022 le vendite di antibiotici per gli animali destinati alla produzione di alimenti sono calate in Italia del 57,5%, contro il 53% della media di 25 Paesi europei.
Sono risultati che contano anche per la salute umana. Un rapporto congiunto di ECDC, EFSA ed EMA ha rilevato che nella maggior parte dei Paesi che hanno ridotto l’uso di antibiotici sia in campo veterinario che umano, negli animali sono diminuiti anche i livelli di resistenza dei batteri. Questo a beneficio della catena alimentare e della sicurezza di ciò che arriva in tavola.
Sono progressi che meritano di essere raccontati, perché i cittadini sono attenti. Secondo la stessa ricerca YouTrend, il 79% degli italiani ritiene che l’uso di antibiotici negli allevamenti possa avere effetti sulla salute di chi consuma prodotti di origine animale. Le malattie trasmissibili dagli animali alle persone sono il primo tema su cui vorrebbero saperne di più (33%), seguite dalla sicurezza degli alimenti di origine animale (28%).
Per avere queste risposte, gli italiani si rivolgono prima di tutto al medico veterinario. È la prima fonte di informazione su questi temi (42%), davanti a siti web e social network, e la figura in cui ripongono più fiducia: l’88% si fida della sua capacità di tutelare la salute degli animali.
 
“Proteggere la salute degli animali significa proteggere anche quella delle persone e dell’ambiente. Non è uno slogan, ma il modo in cui lavorano ogni giorno medici veterinari, allevatori e imprese. Vaccinazioni, controlli e uso responsabile degli antibiotici hanno già portato risultati importanti, come dimostra la riduzione degli antibiotici negli allevamenti italiani, superiore alla media europea. Gli italiani credono nella prevenzione e si fidano del veterinario, anche se tre su quattro non hanno mai sentito parlare di One Health. Chiedono però di saperne di più su zoonosi e sicurezza alimentare. È una domanda a cui vogliamo rispondere con un’informazione chiara, corretta e basata sulle evidenze scientifiche, insieme alle istituzioni e alla comunità veterinaria”, dichiara Carlo Gazza, Presidente di AISA – Federchimica.