UN SUCCESSO PER IL PET FOOD ITALIANO

In ottobre la pandemia è tornata ad alzare la testa in Europa come in altre parti del mondo. La ripresa della vita scolastica e lavorativa dopo la pausa estiva ha probabilmente innescato la ripartenza dei contagi, imponendo il ricorso a misure di contenimento per contrastare la diffusione dell’infezione da Covid- 19. L’economia langue e molte attività continuano a pagare un prezzo molto alto per far fronte all’emergenza. In questo quadro, tutt’altro che roseo, vogliamo tuttavia continuare a vedere i segnali positivi che la realtà comunque offre e che in questi momenti difficili devono rappresentare lo spunto per guardare al futuro con fiducia. Per quanto riguarda la crisi economica mondiale innescata dalla pandemia, il fatto positivo tra le tante notizie preoccupanti è la ripartenza della Cina. Il colosso asiatico sembra infatti aver fermato la diffusione del contagio e con la crescita del PIL registrata nel terzo trimestre sta dimostrando che i timidi segnali positivi già avvertiti in primavera erano le anticipazioni di una ripresa reale. Con tutte le cautele del caso, questa notizia deve farci ben sperare, tenuto conto che la Cina è stata il primo Paese ad affrontare il Covid-19 e oggi, fino a prova contraria, appare il primo a essere uscito dall’emergenza sanitaria e il primo a dare concretezza a quel rimbalzo economico tanto atteso anche in Occidente. Per il nostro settore si tratta di segnali particolarmente apprezzabili, se pensiamo alla recente ulteriore apertura fatta dalla Repubblica Popolare Cinese al pet food Made in Italy. È infatti dei primi di ottobre la notizia che dieci nuovi impianti italiani sono stati autorizzati a produrre alimenti per animali da compagnia da esportare in Cina. Un risultato estremamente importante, ottenuto grazie alla qualità del pet food nostrano, alle garanzie fornite dal sistema di controllo dei servizi veterinari italiani, nonché all’impegno del ministero della Salute e dell’Ambasciata d’Italia a Pechino, come ha tenuto a precisare per l’occasione Antonella Baggini, segretario generale di Assalco (Associazione Nazionale Imprese per l’Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia). Grazie a questo successo, che va attribuito al “Sistema Paese” nel suo complesso ma che vede la nostra industria chiaramente protagonista, le aziende italiane che possono oggi esportare pet food in Cina sono: Acel Pharma Srl, Adragna Alimenti Zootecnici Srl, Befood Srl, Diusa Pet Srl, EffeEffe Pet Food Spa, Landini Giuntini Spa, Mister Pet Spa, Monge & C. Spa, Morando Spa, Nestlé Italiana Spa, New Pet food Italia Srl (ora Nutriamo Srl), Np Industries Spa, Prosol Spa, Russo Mangimi Spa, Sanypet Spa. Le possibilità che si aprono sono davvero notevoli: con circa un miliardo e 400 milioni di abitanti e un reddito pro capite in costante crescita, la Cina rappresenta uno dei più fiorenti mercati del mondo, un’opportunità dal potenziale enorme non solo per le 15 aziende italiane produttrici di alimenti per animali da compagnia, ma per tutto il settore nel suo complesso che ha ragione di attendere benefici e ricadute positive da questa importante novità.

Marco Moresco