LA QUALITÀ VINCE SEMPRE

Tra il Covid-19 che pare non mollare la presa e l’economia che fatica in cerca di solide basi per il rilancio, l’atmosfera che ci circonda non è delle migliori. Tuttavia, a guardare bene, non pochi spiragli di luce possono alimentare un ragionevole ottimismo. All’ormai prossimo arrivo di un vaccino, si aggiunge l’evidenza che molte delle previsioni più allarmanti legate alla pandemia non si sono verificate e che la società italiana nel suo complesso ha dimostrato, e continua a dimostrare, una tenuta e una capacità di reazione ammirevoli, anche a giudizio dei più autorevoli osservatori internazionali. Ma veniamo al nostro mercato che, come avviene per altri settori, richiede in questo frangente una particolare attenzione alle richieste di consumatori sempre più preparati ed esigenti. Anche sotto questo profilo possiamo dire che reattività e visione del futuro non sono certo mancate. Il desiderio di sostenere la costante ricerca di qualità da parte dei proprietari di animali da compagnia è infatti una delle motivazioni che ha spinto alcune delle maggiori sigle del settore a promuovere una vera e propria battaglia di civiltà: la rimodulazione dell’Iva al 10% per il pet food e le prestazioni veterinarie. Nell’intervista a pagina 28 il presidente dell’Associazione Nazionale Imprese per l’Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia, Gianmarco Ferrari, mette in luce i motivi fondanti che hanno spinto Assalco a essere tra le firmatarie della Lettera Aperta rivolta al Governo e Parlamento per richiedere un intervento legislativo in tal senso. L’iniziativa stigmatizza l’incongruenza dell’attuale regime fiscale che, con un’aliquota Iva al 22% sul pet food e le prestazioni veterinarie, grava pesantemente sulle tasche di quel 40% delle famiglie italiane che convivono con un pet. Una campagna di opinione a cui tutta la redazione di Pet Trend si unisce nella speranza di ottenere quanto prima un carico fiscale più equo e tale da favorire la prevenzione, la cura e il mantenimento dei 60 milioni di animali da compagnia che vivono nelle case italiane. Si parlava di consumatori moderni alla costante ricerca di una qualità che, ovviamente, dev’essere intesa a tutto tondo: non soltanto relativa al prodotto ma anche al servizio. A questo proposito un’indicazione chiara e ineludibile arriva dai dati relativi alle modalità di spesa registrate durante il lockdown della scorsa primavera: nel periodo di chiusura delle attività il 69% degli italiani ha privilegiato i piccoli negozi di quartiere dotati di un canale e-commerce che permettesse di ordinare la spesa online. A pagina 49 Fabrizio Vallari ci illustra questa tendenza che appare destinata a consolidarsi nel tempo promuovendo quel processo di adeguamento alle nuove logiche di mercato che molti retailer tradizionali stanno già attuando con successo. La scommessa sta nell’investire sul digitale per poter operare con quela modalità multicanale che consente di raggiungere e soddisfare una più ampia clientela. Sullo stesso tema, Silvia Bosio ci spiega a pagina 54 come operare concretamente sul terreno del cosidetto “Local e-commerce”. Saper tener testa alle richieste di una variegata clientela significa presentare chiaramente anche online i propri prodotti e servizi, consentire diverse modalità di pagamento e aprirsi a nuovi strumenti di marketing per rispondere alle esigenze di ogni consumatore. Il tutto all’insegna di una precisa consapevolezza: se un negoziante incontra e soddisfa i bisogni della propria comunità troverà sicuramente una platea disposta a riconoscergli ampia fiducia. Buona lettura!

Marco Moresco