Archivio 2015

"2016: anno nuovo vita nuova"
pettrend 10 2015

Leggendo i quotidiani degli ultimi giorni, mentre stavamo per chiudere questo numero di PetTrend, molte notizie riguardavano direttamente il nostro settore o comunque potevano interessare i professionisti che vi operano ai diversi livelli. Incominciamo da quelle più generali che riguardano l’economia italiana. “La fiducia è ai livelli precrisi” ha dichiarato il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ha poi proseguito: “L’Italia ci crede, noi ci siamo”. Dichiarazioni di un politico che è alla ricerca di consenso? Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, conferma questo ottimismo: “Ci sono segnali di ripresa che lasciano sperare che la più lunga crisi economica dalla seconda metà del 900 sia finalmente alle spalle”. Quali sono i segnali che giustificano questi interventi? Il Governatore della Banca d’Italia prevede per il 2015 una crescita del Pil dell’1%. Un dato che solo pochi mesi fa sarebbe stato impossibile solo sperarlo. Secondo i dati dell’ISTAT stanno crescendo tutti i settori ed i consumi delle famiglie aumentano in modo significativo. Il Centro Studi di Confindustria rivela un incremento della produzione industriale dello 0,2% nel mese di ottobre dopo un ottimo 0,8% di settembre. Confcommercio invece evidenzia che ci sono tutti i presupposti perché famiglie e imprese accelerino consumi ed investimenti. Confesercenti infine evidenzia una inversione di tendenza certamente positiva anche se ci vorrà un po’ di tempo per recuperare un gap significativo nella fiducia soprattutto fra le piccole imprese. Tutti d’accordo quindi? Possiamo crederci anche noi? L’unica nota critica proviene dai sindacati che lamentano la perdita di potere d’acquisto degli stipendi, soprattutto nel settore pubblico, anche se devono ammettere che la disoccupazione è certamente in calo e le assunzioni a tempo indeterminato sono in netta crescita. Anno nuovo vita nuova? Sembra di sì anche se sono molti i problemi che restano da risolvere. Passando ad altro argomento, pochi giorni fa è apparsa sui media una notizia che può riguardare il nostro settore e sulla quale vale la pena fare qualche considerazione: l’Europa ha dato il via libera agli insetti a tavola. L’Europarlamento ha infatti approvato nuove regole riguardanti i cosiddetti cibi del futuro:insetti, alghe, ecc. anche se l’iter può essere ancora lungo (approvazione del regolamento sui nuovi prodotti alimentari da parte dei governi dei 28 paesi della UE e del Consiglio europeo) e comunque la parola definitiva dovrà essere espressa dalla EFSA che ha già rilasciato alcuni commenti. “L’uso di insetti come fonte di alimenti e mangimi ha, potenzialmente, importanti benefici per l’ambiente, l’economia e la sicurezza della disponibilità alimentare.” Potrebbero essere quindi una materia prima per le produzioni di mangimi per animali e quindi anche per il petfood. I più scettici e contrari hanno espresso preoccupazione per la sicurezza di queste farine ma l’EFSA ha già indirettamente risposto a questi dubbi e timori ricordando che l’eventuale presenza di pericoli biologici e chimici dipenderebbe dai metodi di produzione, da ciò con cui gli insetti vengono nutriti, il cosiddetto “substrato”, dalla fase nel ciclo di vita nella quale gli insetti vengono raccolti, dalle specie di insetti nonché dai metodi utilizzati per la loro trasformazione. Se gli insetti non trasformati vengono nutriti con sostanze per mangimi attualmente autorizzate, la potenziale insorgenza di pericoli microbiologici è prevedibilmente simile a quella associata ad altre fonti di proteine non trasformate. A parità di rischio gli insetti, come fonte di proteine, esprimono indubbi vantaggi per i costi di produzione ridotti rispetto ad altre fonti: si utilizza meno terra che produrre soia, per il “substrato” si utilizzano scarti vegetali dei processi di trasformazione per alimenti umani ed inoltre gli allevamenti di insetti hanno emissioni di gas serra ridotte garantendo così un ottimo livello di eco sostenibilità. Forse al momento la notizia ci lascia un po’ perplessi ma anche il futuro del petfood passerà probabilmente da queste parti. Buona lettura.

Antonio Manfredi

"A chi si rivolge PEtTrend?"
pettrend 09 2015

Qualche giorno fa parlando con un rappresentante per l’Emilia di una importante azienda mangimistica ho avuto la conferma di come PetTrend sia diffusa fra tutti gli operatori del settore. “Devo farvi i complimenti - mi ha detto - perché la rivista l’ho trovata in tutti i petshop che ho visitato in questi giorni”. Certamente una bella soddisfazione per una rivista nata quattro anni fa pur considerando che, conoscendolo da anni, possa essere stato più favorevole rispetto alla realtà. Comunque, visto lo sforzo che continuiamo a fare per tenere aggiornato il nostro file di indirizzi anche attraverso periodiche telefonate ed il continuo incremento delle copie spedite, penso che PetTrend stia veramente coprendo il settore in modo preciso e capillare. Credo però che sia il caso di aggiungere alcune considerazioni sulla diffusione del nostro mensile. PetTrend è identificata come la rivista per tutti gli specialisti del settore ma soprattutto è riconosciuta come strumento essenziale di informazione per i titolari di petshop, garden center ed altre tipologie di punti vendita che trattano prodotti o servizi per i pet. In effetti questa categoria di operatori del nostro settore è quella nettamente più numerosa fra i destinatari del nostro mensile e viene prima nelle nostre attenzioni ma non è l’unica. Ai titolari di petshop abbiamo dedicato un’ampia ed approfondita indagine che per la prima volta in Italia ha creato il profilo di questa categoria di specialisti, indagine che a distanza di cinque anni sarà riproposta per valutare le variazioni avvenute per la trasformazione ed evoluzione del settore anche dipendenti dalla crisi economica che ha certamente influenzato i consumi ed anche il sistema distributivo. Probabilmente i dati raccolti da questa indagine saranno presentati in un convegno nell’ambito delle iniziative formative proposte da Zoomark International nell’edizione del 2017. L’anno prossimo invece dovrebbe partire il master per titolari di petshop di cui abbiamo già avuto modo di parlare sulla rivista ed in occasione dell’ultima edizione di Zoomark con il numeroso pubblico che è venuto a trovarci al nostro stand. L’interesse c’è e siamo continuamente sollecitati a definire questo progetto che però risulta non facile da realizzare soprattutto perché dalle interviste fatte emergono richieste ed esigenze molto diversificate a seconda della tipologia del punto vendita. Questo significa che definire un programma con contenuti che accontentino tutti non è affatto semplice. In teoria, ma la cosa non credo che sia realizzabile, si dovrebbero fare master con contenuti diversi e rivolti alle differenti tipologie di petshop. Certamente meno problemi li abbiamo avuti per la realizzazione di iniziative simili rivolte ad altre categorie professionali alle quali ci rivolgiamo: master per allevatori di cani, master per allevatori di gatti e master per toelettatori. Queste iniziative, realizzate in collaborazione con le organizzazioni nazionali che rappresentano le diverse categorie (ENCI, ANFI, APT), hanno avuto un notevole successo confermando PetTrend come rivista di riferimento per queste categorie professionali fra le più significative nel nostro settore. Quali sono gli altri operatori che ricevono (e speriamo che leggano!) regolarmente PetTrend? I titolari o dirigenti delle aziende che operano nel settore, agenti, rappresentanti, informatori, educatori cinofili, tecnici veterinari, molti veterinari, giornalisti. Possiamo quindi dire senza falsa modestia che PetTrend è la rivista letta da tutti gli operatori del settore forse anche perché Zoomark International l’ha scelta come sua rivista di riferimento. Buona lettura.

Antonio Manfredi

"Zoomark: partner della vostra azienda "
pettrend 08 2015

Abbiamo letto con interesse un articolo apparso su Il Sole 24 Ore del 21 agosto sull’evoluzione che sta avendo il sistema fieristico italiano. Quello che ci ha fatto soprattutto piacere, a parte il titolo “Fiere, da affittaspazi a partner” che esprime in sintesi l’importante evoluzione del settore, è stato trovare piena condivisione sulle riflessioni espresse dall’autore Marco Morino e dagli intervistati relative allo sviluppo potenziale del sistema fieristico che, nonostante la crisi e la concorrenza di Internet, continua a crescere come numero di espositori e visitatori ma soprattutto in termini di volume d’affari concluso dalle aziende espositrici. Le stesse considerazioni che abbiamo avuto modo di apprezzare nell’articolo le avevamo già lette con soddisfazione nella relazione progettuale redatta da Promopet, società che gestirà le prossime tre edizioni di Zoomark e che si è posta obiettivi ambiziosi in termini di risultati basandosi sulla sua lunga esperienza nel settore e sui dati raccolti attraverso un’ampia indagine realizzata fra espositori e visitatori dell’ultima edizione della fiera del maggio scorso. Da questa indagine sono emerse esigenze e richieste da parte degli operatori del settore che saranno certamente tenute in forte considerazione già a partire dal 2017. Riprendiamo alcuni stralci dell’articolo a nostro avviso molto significativi: “Da semplici ‘affitta-spazi’ a partner globali e consulenti per il business delle aziende. In passato le fiere vendevano il metro quadrato e basta. Ora non è più sufficiente. Il sistema fieristico è chiamato ad un salto di qualità” per essere sempre di più il passaporto per l’industria italiana. Il sistema fieristico anche ai tempi di Internet resta uno strumento privilegiato per promuovere affari, aumentare clienti, sviluppare il mercato e agevolare i processi di internazionalizzazione delle imprese. Qualche dato: il 50% dell’export nazionale è generato da contatti creati durante momenti fieristici ed oltre il 75% delle imprese riconosce la fiera come il principale momento di sviluppo e comunicazione con i mercati potenziali. Nonostante questi ottimi risultati, ora serve però uno sforzo ulteriore, un ripensamento della propria mission. “Per un mercato come il nostro - dichiara Ettore Riello presidente Aefi - fortemente incentrato sulle Pmi, il supporto delle fiere per approcciare i mercati è vitale. Le fiere oggi devono essere non solo spazi in cui esporre ma sempre di più partner e consulenti per il business delle aziende, in grado di accompagnarle nella definizione di strategie e di supportarle concretamente nel presidio di mercati internazionali strategici”. Quindi le manifestazioni per essere sempre più interessanti per le aziende devono evolvere, innovare i format, sapere analizzare i mercati, offrire servizi aggiuntivi, assistere le vendite all’estero e supportare concretamente iniziative dirette a presidiare le piazze internazionali strategiche. Certamente per raggiungere questi obiettivi gli organizzatori di una fiera devono compiere sforzi significativi sostenuti da necessari investimenti. Promopet ha avviato da tempo questa trasformazione prevista già dalla prossima edizione (2017) di Zoomark certa di riuscire a poter esprimere numeri sempre più importanti anche per consolidare la sua posizione di seconda fiera internazionale del settore avvicinandosi magari ai valori che esprime Interzoo. Il ruolo di PetTrend, rivista di riferimento di Zoomark, sarà come sempre quello di tenervi informati su questa evoluzione nella quale non siamo stati semplici spettatori ma abbiamo avuto un ruolo da protagonisti evidenziando e sostenendo i suggerimenti e le richieste dei nostri lettori che ringraziamo per il sostegno ed il contributo che continuiamo a ricevere.

Antonio Manfredi

"In due mesi tre eventi internazionali "
pettrend 07 2015

In soli due mesi, in verità per essere precisi solo in poco più di un mese, si sono tenuti in Italia tre eventi internazionali riferiti al nostro settore e che hanno visto PetTrend non solo come riferimento informativo ufficiale di queste manifestazioni ma anche nel ruolo di vero e prorio protaganista avendo portato un contributo importante per la loro realizzazione. Partiamo dal primo. Dal 7 al 10 maggio si è tenuta presso la Fiera di Bologna la 16a edizione di Zoomark International, la seconda fiera per importanza mondiale dopo l’Interzoo di Norimberga. Zoomark si rivolge a tutti gli specialisti del settore che possono trovare tutte le novità del mercato oltre a migliaia di altre proposte per l’alimentazione, cura e igiene, indumenti e accessori per animali da compagnia. L’edizione 2015, nonostante la crisi economica del nostro Paese, ha espresso tutti numeri in netta crescita a parte quelli riferiti ad alcune categorie di visitatori italiani che sono rimaste più o meno stazionarie. Comunque i 615 espositori, in crescita soprattutto fra le aziende straniere, hanno espresso commenti positivi sul lavoro svolto nei giorni di fiera riconoscendo una maggior presenza di visitatori (quelli stranieri aumentati del 15%) particolarmente interessati all’acquisto o alla distribuzione di nuovi prodotti. PetTrend, oltre ad avere sostenuto con varie iniziative promozionali questa edizione della fiera, alla quale ha dedicato vari numeri speciali, ha avuto un ruolo diretto nella organizzazione di numerose occasioni di aggiornamento e formazione rivolte agli specialisti del settore. Il nostro stand è stato visitato da centinaia di operatori italiani e stranieri interessati alla nostra rivista ed alle iniziative formative che abbiamo proposto. Dal 29 al 31 maggio si è tenuto al Centro Congressi di Rimini il congresso Internazionale SCIVAC (Società Culturale Italiana Veterinari Animali da Compagnia). Quest’anno i Medici Veterinari iscritti al congresso sono stati circa 2700 e a questi vanno aggiunti altri 300/350 veterinari collaboratori delle 100 aziende (mangimistiche, farmaceutiche, di attrezzature, ecc.) presenti nello spazio espositivo tutto esaurito, 250 studenti e circa 100 tecnici Veterinari. Anche in questa occasione PetTrend era presente con un proprio stand ed un numero speciale che è stato ampiamente distribuito. Infine, dal 10 al 14 giugno si è tenuta nei padiglioni della Fiera di Milano l’Esposizione Mondiale Canina 2015 che ha visto presenti circa 30mila allevatori provenienti da tutti i paesi del mondo. Un’edizione veramente perfetta, secondo il parere delle migliaia di allevatori e visitatori presenti, un’edizione indimenticabile per i dirigenti dell’ENCI che l’hanno organizzata con grande impegno e professionalità. Il numero speciale di PetTrend, dedicato all’esposizione mondiale e distribuito gratuitamente presso il nostro stand in migliaia di copie, su richiesta dell’ENCI ha riservato ampio spazio alle razze italiane che tanto successo hanno riscosso nei ring. Queste tre manifestazioni a livello mondiale hanno caratterizzato la prima parte del 2015, un anno che sembra quindi partito molto bene per il nostro settore come hanno evidenziato i dati pubblicati dal Rapporto Assalco- Zoomark 2015 presentato a Bologna durante la fiera, dati che indicano una crescita costante del settore nonostante la crisi economica del Paese di questi ultimi anni. Siamo spesso accusati di facile ottimismo ma ci sembra che alla fine i risultati ci stiano dando ragione. Buona lettura a tutti

Antonio Manfredi

"Zoomark una fiera a misura di specialista!"
pettrend 06 2015

Cari lettori, specialisti del nostro settore (titolari di petshop,toelettatori, allevatori di cani, gatti ed altri animali da compagnia,titolari di aziende di produzione e di distribuzione, addestratori ed educatori cinofili, tecnici veterinari e medici veterinari sia pure marginalmente, e spero di avervi ricordati tutti), permettetemi di dire, visto che ho passato in fiera vari giorni, che questa ultima edizione di Zoomark valeva veramente la pena di essere visitata. Negli anni le ho viste quasi tutte, partendo dalla prima, almeno credo, svolta a Firenze a Fortezza da Basso se ben ricordo trent’anni fa, nel 1985. La continua crescita del settore in Italia è stata in tutti questi anni documentata dallo sviluppo di questa fiera, a testimonianza dell’impegno e delle capacità dei nostri operatori che, sostenendo questo progetto, hanno fatto diventare Zoomark la seconda fiera a livello mondiale dopo Interzoo (Norimberga) che si tiene negli anni pari. Seconda quindi a Interzoo, certamente per mq occupati e per numero di visitatori, ma per certi aspetti più interessante per i nostri operatori per dimensioni più “umane”, meno dispersione, meno distrazione e più attenzione sugli stand e sui prodotti esposti. Tutto questo non è solo una mia senzazione ma mi è stato confermato da diversi espositori italiani (ma anche stranieri) che aderiscono alle due inziative e molti operatori, soprattutto titolari di petshop, che per non perdersi le novità le visitano entrambe. Posso quindi capire, a parte il problema dei costi, che si desideri esserci a Zoomark ed anche ad Interzoo ma sinceramente mi chiedo secondo quale logica un’azienda od un operatore italiano del nostro settore possa decidere di essere presente a Norimberga e trascurare Bologna che, oltre ad essere più comoda e meno costosa, offre probabilmente maggiori possibilità di incontro, di scambio e di definizione di accordi commerciali. Quest’anno Zoomark è cresciuta in modo significativo, soprattutto per numero di mq prenotati da aziende straniere e visitatori provenienti veramente da tutto il mondo. Molti si sono fermati al nostro stand chiedendo informazioni sul mercato italiano, riferimenti per trovare distributori agenti, ecc. e mi sono sembrati tutti piuttosto soddisfatti da questa visita ad una fiera che ogni due anni consolida la sua posizione di seconda (“inter pares”, come suggerito da un benevolo espositore italiano), anche se i numeri espressi dalle due iniziative restano con differenze veramente importanti. La prossima edizione di Zoomark, quella del 2017, sarà gestita da una nuova società, Promopet, che per esperienza ed impegno non ha certo nulla da invidiare a quella che l’ha seguita in questi ultimi anni, anzi sarà in grado di rilanciare questa fiera internazionale con nuovi progetti ed iniziative che renderanno ancora più importante e necessario venire a visitarla sia per gli operatori stranieri che per quelli nazionali che in questa ultima edizione non sono cresciuti di numero. Le proposte rivolte a loro (allevatori, toelettatori e veterinari) hanno dato buoni risultati ma, a mio avviso, inferiori a quelli che meritavano visto il livello qualitativo. Soprattutto i titolari di petshop italiani non hanno raggiunto il numero che gli organizzatori si erano posti per quet’anno. Perdonatemi ma faccio fatica a capire un titolare di petshop che non sente l’esigenza di partecipare ogni due anni alla seconda fiera al mondo del suo settore che, oltretutto, ha la grande fortuna di avere in casa (Bologna). Non lamentiamoci poi se non raggiungiamo i risultati sperati o gli obiettivi previsti se non sappiano cogliere le opportunità che il mercato ci offre. Essere informati sui nuovi prodotti o servizi che possiamo proporre ai nostri clienti credo che sia la prima regola per incrementare un’attività commerciale soprattutto in un settore in continuo sviluppo come il nostro. Allora vi aspettiamo tutti nel 2017 e ci farà piacere incontrarvi al nostro stand per uno scambio di opinioni e riflessioni certamente utili ad entrambi. Buona lettura.

Antonio Manfredi

"30.000 cani a Milano da tutto il mondo!"
pettrend 05 2015

Forse il numero di trentamila non sarà facile da raggiungere ma a ventisettemila, nel momento in cui sto scrivendo, ci siamo già arrivati; un numero veramente incredibile che raramente è stato ottenuto da precedenti edizioni di Esposizione Mondiale Canina. Se poi pensiamo che questi ventisettemila cani arrivano veramente da tutto il mondo possiamo renderci conto dell'importanza e della dimensione della manifestazione che si terrà a Milano dal 10 al 14 giugno presso i padiglioni della Fiera. L'ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana) ha organizzato al meglio questo evento di portata mondiale puntando ad un numero di visitatori davvero importante, 150mila, che forse non sarà raggiunto visto l'ambizioso obiettivo ma contando anche sul traino dell'EXPO potrà certamente avvicinarsi a questo numero. Qualche altro dato che può dare l'idea delle dimensioni di questo evento inetrnazionale. L'Esposizione si svolge su sei padiglioni della fiera di Milano (9/11-13/15-22/24) per un totale di circa 100mila mq. Tempo fa ho avuto modo di visitare questa struttura e veramente sono rimasto impressionato dall'ampiezza degli spazi che saranno utilizzati. 20mila posti auto renderanno facile il parcheggio per i visitatori mentre ampie aree attrezzate sono previste per le migliaia di allevatori che arriveranno con i camper. A latere della Esposizione sono previsti numerosi convegni scientifici e professionali e manifestazioni collaterali. Molto importante lo sforzo per i controlli veterinari e le strutture previste per i pronto soccorso che sono state realizzate in collaborazione con ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) che ha pensato anche al trasporto veloce ed urgente presso cliniche della zona nel caso fossero necessari interventi ingestibili in fiera. Questo numero di PetTrend, che di solito era dedicato allo Zoomark con i commenti, le novità ed i dati riferiti alla nostra fiera di Bologna, che dalle prime indicazioni sembra avere avuto un ottimo successo per presenza di espositori e visitatori, quest'anno, vista l'importante occasione, è dedicato all'Esposizione Mondiale e sarà distribuito a Milano presso il nostro stand agli allevatori e visitatori. È quindi un numero particolare, realizzato in collaborazione con l'ENCI che ci ha chiesto di dare ampio spazio alle razze italiane che in questa occasione si vuole evidenziare se non rilanciare e far conoscere al meglio. La maggior parte degli articoli è quindi riferita all'Esposizione Mondiale o al cane in genere ed in particolare alle nostre razze. Altri temi sono stati un po' trascurati ma ritengo che valesse la pena giocarsi al massimo questa opportunità decisamente importante se non unica. Sul numero successivo, quello di luglio/ agosto, riprenderemo in modo ampio ed approfondito i temi riferiti allo Zoomark 2015 che anche in questa edizione ci ha visti portagonisti sia con uno stand che ha richiamato molti visitatori sia con la distribuzione di un numero speciale (maggio) che è stato molto apprezzato. Fra l'altro, in questa occasione, abbiamo organizzato all'interno della fiera diversi convegni indirizzati ai toelettatori, allevatori e veterinari, in collaborazione con le loro associazioni di categoria, e che hanno riscontrato interesse ed una buona partecipazione. Abbiamo volutamente trascurato i titolari di petshop non volendo distoglierli in questa occasione dal loro interesse principale: visitare tanti stand e vedere le novità del mercato e coglierne le tendenze. Buona lettura a tutti.

Antonio Manfredi

"Zoomark Una riflessione"
pettrend 04 2015

Da tempo avevo in mente alcune riflessioni che avrei voluto portare ai nostri lettori che, essendo specialisti del settore per animali da compagnia, avrebbero potuto comprendere sviluppando, magari, un confronto su alcuni temi di grande attualità. PetTrend infatti arriva a tutte le categorie che operano professionalmente in questo comparto: dalle aziende che producono petfood o accessori ai titolari di petshop, dagli allevatori ai toelettatori, dagli educatori cinofili ai tecnici veterinari sino ai medici veterinari. Poter pensare quindi ad un possibile confronto fra queste figure professionali sarebbe molto interessante viste le differenti competenze ed esperienze che comunque sono sempre complementari fra loro. Ho quindi pensato di poter utilizzare questo editoriale sul numero speciale Zoomark, numero che fra l'altro ha una distribuzione molto più ampia della solita, per proporvi alcune considerazioni. Di solito in questa occasione si evidenzia l'importanza della fiera ed il successo che continua ad avere: più stand, più mq, più aziende sia italiane che straniere, più convegni, ma soprattutto (lo dicono le previsioni) più visitatori dall'Italia e da tutto il mondo. Zoomark quindi si conferma senza ombra di dubbio la più importante fiera del settore negli anni dispari, visto che Interzoo (Norimberga) viene proposta negli anni pari. Dando allora per scontato il grande successo di questa edizione di Zoomark che porta a credere in un suo costante sviluppo nei prossimi anni, veniamo all'argomento sul quale volevo esprimere alcune riflessioni: il petfood. A Zoomark saranno 130 gli stand di aziende che propongono prodotti alimentari per animali da compagnia. Migliaia di proposte per tutte le esigenze, necessità e differenti tipologie di animali alle quali si aggiungono diete ed integratori. Alimenti naturali, biologici, vegetariani, vegani, anti allergici, ecc. È veramente impossibile oggi non trovare il petfood più adatto per ogni animale, in grado di soddisfare le sue esigenze alimentari sia per appetibilità, componenti, caratteristiche, patologie, ecc. Per ogni animale quindi è disponibile un prodotto alimentare che sembra realizzato specificatamente per lui, un petfood non solo adeguato per le caratteristiche che esprime ma anche estremamente sicuro e garantito per la scelta delle materie prime ed i processi produttivi d'avanguardia controllati costantemente da veterinari con le stesse procedure previste per i prodotti alimentari per l'uomo. Nonostante questo, negli ultimi tempi sta diventando di moda, sostenuta anche dai media sempre alla ricerca di nuovi "scoop", la tendenza a proporre al proprio animale una dieta casalinga, non gli scarti della tavola, ma un'alimentazione basata su ricette proposte non da esperti veterinari nutrizionisti, ma chef o personaggi famosi. Queste ricette non solo non sono adeguate per le esigenze dell'animale, basandosi solo sulla creatività o fantasia personale e puntando più che altro sull'appetibilità e sulla presentazione, ma sono molto spesso veramente pericolose per la salute ed il benessere dell'animale come ha dimostrato una recente indagine negli USA basata su oltre 200 ricette proposte in Internet su siti specializzati. Sono convinto che questa moda, che non trova alcuna giustificazione o necessità se non quella di essere una "moda", e quindi di fare "notizia", debba essere combattuta con uno sforzo comune da tutti gli specialisti del nostro settore soprattutto nell'interesse degli stessi animali. Non dobbiamo mai dimenticare che la diffusione degli animali da compagnia, il netto miglioramento del loro stato di salute e l'allungamento significativo della loro vita media sono dovuti soprattutto al continuo incremento dell'utilizzo del petfood.

Antonio Manfredi

"Zoomark la fiera della ripresa"
pettrend 03 2015

Dopo 14 trimestri (tre anni e mezzo) di calo continuo del PIL finalmente il primo trimestre del 2015 dovrebbe esprimere una mini crescita dello 0,1%. Decisamente mini ma comunque crescita e non è quindi cosa da poco dopo anni di pessimismo e sofferenza. Altri dati sembrano sostenere questo andamento positivo. Lo spread BTP-Bund è sceso sotto i 100 punti tornando finalmente al valore espresso nel maggio del 2010, cinque anni fa. Inoltre gli indici di fiducia dei consumatori e delle imprese sono decisamente saliti nel mese di febbraio: secondo l'ISTAT per i consumatori si è passati dal 104,4 al 110,9 con un aumento veramente significativo di 6,5 punti e per le imprese da 91,6 a 94,9. In particolare vale la pena evidenziare che l'indice di fiducia dei consumatori è al top dal giugno del 2002. Quindi la crisi è finita? Se il mondo politico per interessi elettorali e di partito non frenerà le riforme probabilmente sì. Sarebbe corretto però ricordare anche che tutti gli indici riferiti al comparto animali da compagnia non hanno mai evidenziato una situazione reale di crisi generale, anzi possiamo veramente dire che il nostro comparto è uno dei pochi che si è comunque salvato in questi anni particolarmente difficili. Certo, eravamo abituati ad una crescita del settore che esprimeva numeri a doppia cifra e quindi vedere valori veramente minimi dell'1%, e forse anche meno, è stato molto deludente e preoccupante per chi, sull'onda positiva, aveva fatto investimenti anche importanti. Molti operatori sono stati costretti a rivedere le proprie politiche in un momento in cui la concorrenza diventava sempre più aggressiva e determinata con una guerra sui prezzi che ha spesso ridotto al minimo la redditività di tutte le nostre attività nel settore, con magari le banche che, preoccupate, bloccavano i finanziamenti e chiedevano insistentemente di rientrare. Niente rose e fiori di sicuro, ma non dimentichiamo che in altri comparti ci sono stati cali di fatturato anche del 20 o 30% che hanno portato alla chiusura, se non al fallimento, centinaia di aziende che non sono state in grado di gestire una crisi che, per intensità e lunghezza, è stata veramente pesante. Mi rendo conto di paralare ormai come se fosse passata ma dobbiamo essere convinti che, se non dovremo subire impreviste situazioni di carattere internazionale, il nostro Paese sta veramente vedendo la luce in fondo al tunnel. Ho avuto modo di parlare con i rappresentanti di tutte le categorie che operano nel nostro settore (dai titolari di petshop ai produttori di petfood o accessori e servizi per animali da compagnia, dagli allevatori ai toelettatori, ecc.) e mi sembra che tutti esprimano un velato ottimismo sulla ripresa, se non rilancio, di tutta l'economia italiana ed in particolare del nostro settore. Un ottimismo non certo superficiale o incosciente ma basato su sensazioni e dati concreti che fanno veramente sperare, se non credere, che la ripresa si sia finalmente avviata. Noi ci abbiamo creduto da sempre e, attraverso questa rivista, abbiamo cercato di sostenerla se non altro cercando di convincere i nostri lettori che si doveva resistere con impegno e determinazione perché il momento di svolta stava arrivando. Vi aspettiamo quindi tutti al nostro stand (padiglione 22 stand C 36 C 38) a Zoomark per festeggiare insieme questa importante edizione della nostra fiera che segnerà la ripresa del settore. Ci vediamo presto. Buona lettura.

Antonio Manfredi

"PetTrend la rivista letta dai toelettatori"
pettrend 02 2015

Su questo numero troverete un ampio articolo dedicato ai risultati della nostra indagine di mercato, realizzata in collaborazione con l'APT (Associazione Toelettatori Professionisti), su questi porfessionisti forse ancora poco conosciuti nella loro attività ed anche scarsamente considerati per il ruolo significativo che hanno o che possono avere per alcuni aspetti in un'attività di controllo e prevenzione per la salute ed il benssere degli animali. E quindi "Toelettatore sentinella della salute animale?". Se leggiamo i dati raccolti da questa ricerca direi certamente di sì, in alcuni casi anche abbastanza frequentemente. Riprendendo dall'articolo una frase di introduzione all'analisi dei dati: "Sono anche convinto che i dati che pubblichiamo dimostrino e giustifichino la correttezza dell'obiettivo che l'APT persegue da anni, quello di ottenere la creazione di un albo professionale che definisca il percorso formativo per accedere a questa attività, oltre ai ruoli e competenze di questa figura professionale a garanzia del cliente e del benessere animale". Il toelettatore, in un rapporto positivo di collaborazione con il veterinario, rapporto che questa indagine evidenzia senza alcun dubbio, ha veramente un ruolo di "sentinella" per alcune patologie che possono sfuggire al proprietario, se non particolarmente attento al suo animale, e che anche il veterinario può avere difficoltà ad individuare per tempo se l'animale viene portato a visita solo raramente, magari una sola volta all'anno per la vaccinazione. Può capitare invece che questi animali vadano regolarmente dal toelettatore e, se questi è particolarmente attento ed adeguatamente preparato ed esperto, potrà cogliere attraverso un adeguato esame della pelle e del pelo, di alcuni organi o distretti come la mammella, i testicoli, le orecchie e lo stato di salute dei denti, ecc., e dal comportamento dell'animale alcune alterazioni o segnali di disagio o di malessere che potrebbero indicare la presenza di possibili patologie in atto che potranno essere quindi prontamente affrontate dal veterinario su sollecitazione dello stesso toelettatore. Come si può vedere dall'indagine sono numerosi i problemi sanitari che il toelettatore riscontra sull'animale durante il suo intervento. Andando in ordine decrescente troviamo subito le molto frequenti infestazioni parassitarie seguite dalla presenza di parassiti interni. A distanza da queste e con percentuali nettamente inferiori: sospette micosi, dermatiti, otiti, piodermiti, tartaro, tumori mammari, problematiche dei genitali maschili, ecc. Come si comporta il toelettatore quando riscontra una situazione sanitaria che a suo avviso richiede una visita veterinaria? Nel 42,3% dei casi informa il cliente lasciando che sia lui a valutare il da farsi. Nel 52,7% dei casi consiglia o sollecita una visita di controllo mentre nel 3,7% chiama direttamente l'ambulatorio di riferimento del cliente, e qualche volta (1,3%) scrive al veterinario segnalando il problema osservato. È evidente quindi, riflettendo sui dati evidenziati, che una collaborazione fra toelettatore e veterinario non è solo importante ma realmente necessaria a garanzia dello stato di salute degli animali che vengono portati dal toelettatore. Ovviamente questa collaborazione deve essere basata sul rispetto dei ruoli, altrimenti per il toelettatore che dovesse compiere atti medici si potrebbe configurare anche il reato di abuso di professione. Permetteteci di chiudere queste riflessioni con una informazione che ci ha molto soddisfatti ed anche un po' positivamente sorpresi: dall'indagine è risultato che il 98,7% dei toelettatori conosce e legge la nostra rivista. È una percentuale veramente molto elevata soprattutto se pensiamo che PetTrend ha solo tre anni di vita. Buona lettura.

Antonio Manfredi

"La maleducazione può frenare lo sviluppo"
pettrend 01 2015

La Germania ha una situazione abbastanza simile alla nostra, parlo solo del settore animali da compagnia perché per il resto sta certamente meglio di noi. Una recente indagine realizzata dal centro studi dell'Università di Gottinga ha infatti evidenziato dati di grande interesse e comunque molto simili a quelli espressi in Italia. I tedeschi, nonostante la crisi che un po' colpisce anche loro, sembrano non rinunciare alle spese riferite ai loro animali da compagnia tanto è vero che questo comparto continua ad essere in crescita considerato anche che nelle famiglie il numero di cani ha superato nettamente quello dei bambini. Vediamo qualche dato rapportato al 2013 evidenziando che non ci sono grandi differenze con quelli espressi dal nostro mercato: la vendita di petfood ha superato i 2000 milioni, in Italia è arrivata ad oltre 1700; gli allevatori hanno venduto cuccioli di razza per oltre 380 milioni con un'ottima crescita numerica e lo stesso è avvenuto nel nostro paese nonostante entrambi siano fortemente penalizzati dal contrabbando dai paesi dell'Est Europa che li offre sul mercato a prezzi nettamente inferiori. Le spese per prestazioni veterinarie, se i valori sono corretti, sono circa 700 milioni, valore inferiore a quello indicato in Italia che sia pur calcolato su dati non particolarmente precisi dovrebbe aver superato gli 800 milioni di euro. I professori dell'Università tedesca che hanno gestito la ricerca hanno commentato i dati ottenuti dichiarando: "Nonostante l'ottimo livello dei risultati già evidenziati questo è un settore con ancora ottime possibilità di crescita e sviluppo. I tedeschi continueranno a spendere sempre di più per gli animali da compagnia". Ritengo che questa considerazione possa essere adeguata anche alla nostra realtà di mercato e più o meno a tutti i paesi europei. Infatti l'evoluzione culturale e del ruolo del pet in famiglia che si riscontra in Europa negli ultimi anni ha portato ad un forte sviluppo del settore che certamente ha rallentato in questi ultimi anni per la crisi economica del continente ma continua comunque a crescere sia pure in modo più ridotto e modesto. Parlando di questo potenziale sviluppo con un esperto di marketing del nostro settore mi faceva notare come la maleducazione di molti proprietari che non rispettano le regole di convivenza: dalla raccolta delle deiezioni all'utilizzo di guinzagli o museruole, dal controllo del comportamento in aree condominiali al rispetto di zone proibite agli animali, possa essere un limite alla crescita del nostro settore in quanto costringe le autorità ad intervenire con regole e paletti che possono rendere meno semplice la gestione del proprio animale. Uno sforzo, quindi, da parte di tutti gli specialisti ed operatori del settore, nel promuovere azioni o campagne educative sui proprietari, non avrebbe solo un valore sociale o sanitario ma sarebbe anche un reale investimento per la crescita di tutto il comparto. La nostra rivista si farà certamente carico di questo impegno di sensibilizzazione dando ampio spazio e rendiconto di tutte le iniziative che saranno proposte e realizzate per informare ed educare i proprietari ad una responsabile e corretta gestione dei loro animali. Ricordiamo a questo proposito il Patentino per proprietari di cani ed il progetto Cane buon cittadino, entrambi già ampiamente riconosciuti e diffusi.

Antonio Manfredi

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