E DOPO L’E-COMMERCE COME SARÀ IL MERCATO?

In questi giorni mi ha scritto il titolare di, se ho ben capito, due o tre petshop interessato ad alcune riflessioni che avevo espresso nei miei editoriali a proposito dell’E-Commerce. “Mi permetta di rivolgermi a lei in qualità di direttore di PetTrend per avere alcune delucidazioni su alcuni aspetti dell’E-Commerce. Non credo che lei si ricordi di me ma ho avuto il piacere di conoscerla allo Zoomark presso lo stand della sua rivista. Parlando del più e del meno su temi riferiti al nostro settore ci siamo trovati su posizioni diverse ed avevo anche criticato alcune sue espressioni riferite in particolare al futuro del mercato del petfood. Io credo che il presente, ma sempre di più il futuro della maggior parte dei prodotti di largo consumo (quindi compreso il petfood) passerà dai mercati virtuali e che l’E-Commerce sarà sempre di più l’elemento portante di molti comparti come il nostro. Ero fortemente convinto della mia posizione, anche se in Italia la crescita continua ad essere molto lenta rispetto ad altri paesi europei, da decidere di attivarmi per utilizzare al meglio questo canale distributivo. Le informazioni raccolte da produttori e distributori sul mercato nazionale ed esperienze documentate da nostri concorrenti risultavano essere spesso discordanti per certi versi anche critiche al punto che alcuni marchi hanno rinunciato. In effetti i costi del processo distributivo possono incidere in modo molto pesante anche considerato l’elevata percentuale che viene trattenuta dall’operatore. A distanza di circa tre mesi dal lancio del nostro progetto sinceramente non sono molto contento del risultato ottenuto e mi rendo conto che se non si ha un’azienda strutturata e con una ampia proposta di prodotti che permettano un rafforzamento della presenza del nostro marchio si rischia di sprofondare nelle profonde paludi del mercato”. Molti piccoli produttori dopo esperienze scarsamente remunerative hanno preferito rinunciare al sistema distributivo anche per non svilire marchi che possono avere una realtà economica interessante in particolari nicchie di mercato che trovano ancora forti barriere all’entrata. ...Caro lettore mi sembra che alla fine lei torni a darmi ragione e comunque abbia cambiato posizione rispetto a quanto sosteneva con lancia in resta nel nostro colloquio a Zoomark. Può darsi che mi sbagli e che non abbia capito niente, ma resto del parere che il futuro non possa essere Amazon per tutti. Lei, probabilmente, continuerà ad essere una realtà distributiva significativa per il nostro settore e per l’area territoriale in cui opera.

Antonio Manfredi

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