Editoriale

Un premio … non si nega mai

«Erano gli anni ’60, quelli della crescita economica e che, nel bene e nel male, ci hanno portato ad essere una potenza mondiale. Il ’68 doveva ancora arrivare e tutti eravamo molto convinti sul futuro del nostro paese. Detto fra noi era facile allora partire con nuovi progetti, nuove idee. Chi iniziava a parlare di marketing lo faceva con accento americano. Noi mortali che studiavamo per diventare esperti di questi nuovi settori che prevedevano una forte crescita usavamo ancora il termine réclame forse perché il nostro docente era di origini francesi. Comunque réclame o pubblicità poco cambiava. Non era facile far capire che non erano soldi buttati (“la réclame è l’anima del commercio”) e qualche esempio ci permetteva di sostenere le nostre tesi. In quegli anni aperti alle novità e pieni di ottimismo era facile inventarsi iniziative che potevano trovare facile riscontro fra gli operatori dei settori commerciali. Uno studio pubblicitario della mia città, preferisco non identificarla, senza particolare esperienza ma con buona fantasia e creatività ha avuto un’idea che con basso investimento avrebbe potuto gratificare varie attività commerciali inventando un riconoscimento che potesse qualificarle. Si è quindi inventato una statuetta in metallo dorato, se ben ricordo un Mercurio, abbinata ad un bel diploma su carta pergamena da assegnare a quelle attività commerciali che sarebbero emerse da un’indagine sul pubblico realizzata in collaborazione con il quotidiano locale. Dopo il lancio ed i risultati dell’indagine che avevano evidenziato la migliore pizzeria, la migliore lavanderia, il migliore macellaio, ecc., alla fine se non sbaglio erano oltre cento, tutti i titolari premiati sono stati convocati in un palazzo comunale dove sono state consegnate, durante una bella cerimonia, statuetta e diploma alla presenza del Sindaco che si è complimentato con tutti i vincitori ringraziandoli per l’impegno da loro espresso per la crescita e lo sviluppo economico della città. Il giorno dopo due pagine del quotidiano con foto ed elenco dei premiati e tante vetrine che esponevano il Mercurio d’oro per l’invidia di chi non lo aveva avuto. E quindi tutti felici e contenti. La cosa andò avanti per alcuni anni e non ricordo perché a un certo punto non venne più proposta. Forse perché il tutto era piuttosto fasullo. L’indagine in realtà era solo di facciata ed i riconoscimenti venivano dati agli operatori disposti a pagare un contributo, non particolarmente esoso e quindi facile da accogliere. In sostanza chi pagava veniva premiato. Questa storia mi è venuta in mente dopo tanti anni perché un nostro lettore mi ha raccontato che gli era stata proposta una cosa simile e quindi mi è sembrato corretto dirgli sinceramente quanto pensavo di queste operazioni puramente commerciali. Ma mi sono anche chiesto: possibile che a distanza di anni queste iniziative trovino ancora spazio fra gli operatori che ritengono, nonostante tutto, gratificante un premio anche se fasullo. Piuttosto di niente meglio piuttosto? Ma per me, ancora più incredibile nell’era di Internet e dei social, è che il pubblico possa dare peso a questi riconoscimenti senza valutarli per quello che sono veramente. D’altra parte anche nel nostro settore ci sono iniziative serie che sono utili al suo sviluppo e ad una crescita qualitativa ma c’è il pericolo che tutto rischi di diventare spazzatura mediatica. Forse non sono fake news ma certo ci avviciniamo molto.

Antonio Manfredi

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