Editoriale

"Tornano gli acquari! Solo Sirene?"
pettrend 07 2016

Da una vita vado dallo stesso dentista (non dico gli anni perché sono davvero tanti), un vecchio compagno di scuola, sicuramente un valido professionista che ha anche, se non soprattutto, il grosso vantaggio di non farmi quasi mai pagare le prestazioni in nome della vecchia amicizia. Da sempre ricordo nella sala d’aspetto un bellissimo acquario, bello non solo per le dimensioni veramente importanti ma anche per la qualità dei pesci e dell’ambientazione che li circondava. Lo aveva acquistato ancora suo padre, noto dentista anche lui, pochi anni dopo avere iniziato la professione privata. Facendo i conti era quindi presente nella sala d’aspetto dello studio veramente da tanti anni. Si era deciso a fare questa scelta dopo avere letto un articolo che spiegava come un acquario avesse la capacità di rilassare e tranquillizzare i clienti che si incantavano ad osservarlo. L’alternativa per i pazienti erano i soliti settimanali e qualche Topolino per i più piccoli. Capirete quindi come sono rimasto meravigliato quando, tempo fa, entrando in sala d’aspetto ho subito notato che l’acquario era stato tolto e sostituito con animaletti di ceramica. Impossibile! Era per me un monumento nazionale sotto il vincolo della sovrintendenza e mi sono subito informato su quanto fosse accaduto. La risposta, del resto prevedibile, mi ha lasciato molto dispiaciuto: “L’acquario era un elemento forte di distensione ed anche socializzazione, soprattutto quando i clienti venivano accompagnati da parenti o amici, ma purtroppo, negli ultimi tempi, mi sembrava che presi da smartphon o tablet ognuno pensasse ad altro chiuso nella sua realtà virtuale. L’acquario era diventato un elemento d’arredo sostanzialmente inutile ed impegnativo nella sua gestione”. Difficile ribattere a questa analisi e sono quindi rimasto in silenzio. Qualche mese dopo, tornato per una visita di controllo (non pagando ci vado spesso), ho rivisto con grande meraviglia l’acquario, ritornato al suo posto, più bello che mai. Difficile crederci ma tanti clienti avevano lamentato l’assenza dell’acquario, costringendo il mio amico a tornare sulla sua decisione. Possibile che Internet sia stato sconfitto da un semplice acquario? La verità, e non è solo la mia, è che forse incominciamo ad esser stanchi di avere strumenti che ci condizionano, ci rendono nervosi, non rispettano i nostri tempi e le nostre esigenze. Molti oggetti ritenuti ormai obsoleti stanno ritornando di moda trovando attenzione ed interesse soprattutto fra i giovani che non hanno mai avuto prima la possibilità di conoscerli. Fra questi abbiamo la netta impressione che l’acquario, per le sue incredibili caratteristiche di un mondo incantato e da favola, stia ritrovando molta attenzione fra i giovani che, rispetto alla mia generazione, non hanno memoria del pesciolino rosso vinto alla fiera di San Pietro o della terribile boccia di vetro tenuta sempre in alto sull’armadio per evitare gli attacchi del gatto. Dopo Interzoo, che ha dedicato ampio spazio a questo settore, anche Zoomark ha in programma varie iniziative dedicate agli acquari sia per gli specialisti che per i semplici appassionati che sembrano essere sempre più numerosi. Certamente il mercato riferito a questo settore non è più quello degli anni sessanta ma dopo una crisi di anni sta ritrovando, sia pure con caratteristiche diverse, nuove possibilità e impreviste energie. Del resto la cultura degli anni sessanta/settanta sta tornando di moda ed è quindi normale che in questo recupero del vintage l’acquario ritrovi i suoi spazi non solo come elemento di arredo, come era utilizzato soprattutto in quegli anni. Noi ci crediamo e dedicheremo pertanto al settore uno spazio editoriale riferito anche alla formazione degli operatori che ritroveranno a Zoomark un’ampia area dedicata all’acquariofilia. Lasciamoci incantare dalle sirene.

Antonio Manfredi

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