Editoriale

"I petshop in prima linea"
pettrend 05 2016

Negli ultimi mesi abbiamo dovuto assistere ad una campagna stampa, probabilmente sollecitata da alcuni movimenti animalisti o naturalisti (ambientalisti) particolarmente oltranzisti e integralisti, che si è posta come obiettivo quello di denigrare l’alimentazione industriale per animali da compagnia, il petfood. Da tempo alcune associazioni ideologicamente vicine a queste correnti di pensiero, con motivazioni diverse, criticano fortemente gli alimenti industriali. Gli animalisti credono che il proprietario dell’animale (o meglio “chi lo ospita” nel rispetto della loro filosofia) debba cucinargli il cibo sia per garantire una migliore “qualità” sia come gesto d’affetto o d’amore nei suoi confronti. I naturalisti contestano al petfood l’utilizzo di alcune materie prime e soprattutto la logica industriale a sfavore di una alimentazione naturale. I vegani, ed anche molti vegetariani, ovviamente criticano la presenza nel petfood di materie prime di origine animale. Abbiamo già avuto modo di evidenziare come in Italia questi movimenti siano fortemente introdotti nelle istituzioni, nella politica e nei media e siano pertanto in grado di muovere azioni di informazione in grado di sensibilizzare ampi strati dell’opinione pubblica. Lo abbiamo potuto constatare dopo una puntata di una nota trasmissione televisiva dedicata al petfood, anche se il termine “dedicata” sembra quasi un eufemismo per come l’argomento è stato trattato visto che le informazioni e le interviste (normalmente tagliate) erano tutte utilizzate solo per denigrare il petfood. A questa trasmissione ha risposto indirettamente il mondo veterinario con un’indagine che ha dimostrato come i Medici Veterinari, unici professionisti che per preparazione universitaria e per ruolo sono competenti e garanti della salute e del benessere animale, ritengono il petfood un alimento completo, sicuro e di ottima qualità. Bisogna però ammettere che nei giorni successivi alla trasmissione televisiva sono stati numerosi i proprietari di animali che hanno contattato il loro Medico Veterinario o si sono presentati nei petshop per avere rassicurazioni o per sostituire l’alimento utilizzato con un altro ritenuto più sicuro. Non è facile essere in prima linea in una situazione di questo genere anche perché la televisione ha ancora, nonostante Internet, un suo peso di autorevolezza soprattutto su un pubblico anziano che ha maggiore difficoltà a valutare i contenuti e le informazioni proposte. In prima linea avevamo quindi i Medici Veterinari ed i gestori dei petshop che sia pure con ruoli decisamente diversi si sono trovati a dover arginare la situazione dovendo dare risposte chiare e credibili ai loro clienti. Certamente è stato più facile per i Medici Veterinari per il ruolo scientifico che svolgono e per le competenze che possono far valere. Più difficile per gli operatori dei petshop che si sono trovati a dover far fronte a domande e richieste di vario genere il più delle volte senza motivazione se non per un semplice “ho sentito in televisione”. Non è stato quindi molto facile per loro motivare il perché del petfood consigliato il giorno prima o giustificare la scelta di un marchio, magari piuttosto criticato in trasmissione, a sfavore di un altro che dopo le informazioni sentite in televisione sembra essere decisamente più valido. Ho avuto modo di sentire molti titolari di petshop che ci hanno scritto o chiamato per informarci di certe situazioni, raccontarci aneddoti accaduti, evidenziarci problemi riscontrati ed in genere superati nel modo migliore. Non è certo stato facile ma penso che tutti alla fine ne siamo venuti fuori al meglio. Credo che un comparto come il nostro, per la serietà dei suoi operatori e le aziende che nei diversi settori vi fanno riferimento, non debba temere attacchi sconsiderati, pretestuosi ed utili solo a chi in nome di ideologie discutibili è disposto a distruggere tutto. Che muoia Sansone e tutti i Filistei!

Antonio Manfredi

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