Editoriale

"Interzoo per il Made in Italy"

pettrend 092017Gli ultimi editoriali apparsi su questa rivista hanno suscitato un ampio dibattito su alcuni aspetti che ho evidenziato nel confronto fra le due realtà fieristiche del nostro settore più importanti d’Europa: Interzoo che si svolge alla Fiera di Norimberga negli anni pari e Zoomark International da alcune edizioni ospite della Fiera di Bologna negli anni dispari. I primi commenti li ho ricevuti durante Zoomark International da operatori che sono venuti a trovarci presso il nostro stand. Commenti a caldo dopo una lettura superficiale e veloce ma comunque significativi di un argomento che da tempo approfondisco negli editoriali.

Commenti più attenti e coerenti mi sono stati espressi dopo la presentazione del rapporto Assalco che con dati precisi analizzava la situazione aggiornata del nostro mercato. Parlando poi in fiera con numerosi operatori italiani, che conosco spesso da anni, ho avuto modo di raccogliere i pareri e le considerazioni di molti di loro concordando il più delle volte con il loro pensiero ma trovandomi anche in netto disaccordo. Tutti gli espositori e visitatori convenivano con me che questa ultima edizione di Zoomark International esprimeva dati veramente importanti, basta pensare a due sole percentuali: il 17% in più di espositori e il 36%, e forse anche più, di incremento di visitatori stranieri.

Valori chiari che evidenziano la forte ed indiscutibile crescita che Zoomark International ha avuto nell’edizione del 2017. Gli aspetti sui quali mi sono trovato su posizioni diverse, se non opposte, sono sostanzialmente due: Zoomark, a mio avviso, è la Fiera del Made in Italy e quindi tutte le aziende italiane del settore dovrebbero essere presenti valutando Bologna come complementare a Interzoo se non in alternativa alla fiera di Norimberga, e come ho già scritto più volte, Zoomark ha un indice di visibilità nettamente migliore di quello della fiera concorrente. Fra le tante email che mi sono pervenute su questi temi a distanza di un mese dalla chiusura della fiera mi è giunta un’analisi attenta e precisa di quanto espresso da me nell’ultimo editoriale. La firma è del Ceo di un’importante e nota azienda italiana del settore che non conosco personalmente ma che da tempo seguo con attenzione nella sua attività. Il fatto poi che inizi con: “Sono un attento lettore della Sua rivista di cui apprezzo la linea editoriale e le idee” ovviamente me lo rende decisamente simpatico. Peccato che in questa occasione la sua posizione sia molto distante dalla mia esprimendo alcune critiche, in parte anche condivisibili, a quanto da me scritto. Dopo due esperienze come espositore, l’ultima nel 2015 che in verità non è stata fra le edizioni migliori di Zoomark, è venuto quest’anno come semplice visitatore e, pur dovendo ammettere che vi erano presenti più stand e soprattutto il numero dei visitatori fosse decisamente maggiore, non risparmia certo critiche contestando quanto da me scritto negli ultimi editoriali. Secondo lui meglio Interzoo perché più internazionale, e gli espositori cercano distributori esteri. In verità quest’anno a Bologna gli stranieri in cerca di prodotti Made in Italy da distribuire in tutto il mondo non sono certo mancati, anzi!

Critica poi in una fiera che dovrebbe essere Made in Italy la forte presenza cinese ma ritengo doveroso ricordare che a Norimberga sono almeno il doppio gli espositori del paese orientale. Il nostro lettore continua evidenziando che Interzoo sicuramente sa cogliere con maggiore attenzione le opportunità che questo mercato in continuo cambiamento, presenta. Ad esempio è molto più marcato il format “a misura di animale”, visto che in Germania gli animali possono entrare contrariamente a quanto accade in Italia. Ultime critiche: il primo errore di Zoomark, certamente in parte corretto in questa ultima edizione, è permettere la presenza a fornitori stranieri (in particolar modo cinesi) di marca privata mentre avrebbero dovuto partecipare solo aziende estere che presentavano propri marchi privati.

Infine, ultima considerazione del nostro lettore: ha poco senso la simultanea presenza in fiera di produttori e distributori dello stesso marchio in stand diversi. Se devo essere sincero io credo che tutte queste critiche si potrebbero trasferire, forse anche in modo maggiore, alla fiera di Norimberga e la sola reale differenza sia la presenza di animali in Germania. In compenso Bologna può “sbandierare” il Made in Italy e dimostrare un indice di visibilità nettamente migliore. Io non avrei dubbi, se fossi un’azienda italiana, andrei a Bologna.

Antonio Manfredi

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