Editoriale

"Zoomark giochiamo in casa"

pettrend 022017Sentendo qualche giorno fa in auto la radiocronaca di una partita di calcio sono rimasto abbastanza meravigliato di come il giornalista evidenziasse il “fattore campo”. Secondo lui il fatto di giocare in casa sviluppava vantaggi non da poco per la squadra locale sia per la forte presenza di pubblico del territorio sia per un tifo organizzato che certamente avrebbe spinto i giocatori a dare il massimo impegno per fare bella figura. Il radiocronista non si è fermato solo a questi aspetti che sono abbastanza evidenti ma, sottolineava anche fra i vantaggi per la squadra di casa la conoscenza del terreno di gioco, il taglio della luce solare al tramonto, la distribuzione del pubblico sugli spalti, ecc. In effetti, se ci pensiamo, tutti questi fattori contribuiscono a rendere più forte la squadra locale rispetto a quella ospite al punto che spesso passano settimane prima che una squadra rivale riesca ad espugnare lo stadio avversario, neanche fosse una struttura difensiva arroccata sulle montagne. Non dimentichiamo che, detto tutto questo, anzi proprio per questo, la squadra ospite si presenta alla partita già sottomessa psicologicamente e dunque sfavorita nel confronto soprattutto se il campo da espugnare ha una forte storia e tradizione per imbattibilità. Possiamo chiudere queste riflessioni sottolineando che è quindi normale che una squadra preferisca giocare in casa per sfruttare tutti i vantaggi che possono derivare dal fattore campo. Riportando le stesse considerazioni nel nostro settore, mi sono chiesto per quali motivi un’azienda italiana produttrice di petfood o di accessori per animali da compagnia decida di andare ad esporre ad Interzoo, magari rinunciando ad avere uno stand a Bologna allo Zoomark. Quali vantaggi si possono avere a giocare fuori casa, a Norimberga? A Interzoo ci sono più visitatori che a Bologna. Certamente vero, non è una grande differenza di numeri ma sono più numerosi alla fiera tedesca rispetto alla nostra di Bologna. È quindi un vantaggio questo? In teoria sì, ma solo se il numero di espositori fosse lo stesso nelle due fiere ma essendo quello di Interzoo circa il triplo di Bologna, comprendete bene che quest’ultimo dato annulla completamente il vantaggio dovuto ad una maggiore presenza di visitatori. Ho già avuto modo in altri editoriali di evidenziare come l’indice di visibilità, indice che serve per misurare la forza di richiamo di uno stand in fiera derivante dal rapporto fra visitatori ed espositori, di Zoomark sia nettamente migliore, circa il doppio, di quello di Interzoo e quindi, soprattutto per aziende che si presentano per la prima volta in una fiera specializzata, sia nettamente meglio la fiera di Bologna. Se poi questa azienda è italiana, non dimentichiamo che Zoomark è la fiera del Made in Italy, conviene di sicuro giocare in casa. Questo non significa che Interzoo non possa essere utile anche ad aziende italiane ma solo dopo un’esperienza casalinga che abbia permesso loro di farsi conoscere a livello internazionale sfruttando le caratteristiche (numero di espositori contenuto) ed i vantaggi (Made in Italy) che offre certamente Zoomark. Prima di andare ad una fiera all’estero è bene farsi l’esperienza e “le ossa” giocando in casa, dove il fattore campo ci rende tutto più semplice ed aumenta la nostra visibilità. Ho avuto modo di rendermi conto di questo parlando con il titolare di un’azienda “Made in Italy” che ho incontrato all’ultimo Zoomark (2015). Si è presentato allo stand di PetTrend per avere alcune informazioni sulla nostra rivista e poi abbiamo parlato di fiere e, visto che eravamo in questo contesto, l’ho convinto a fare un’esperienza da espositore considerato che le sue esigenze potevano essere soddisfatte da questa possibilità. Nel 2016, quindi, ha preso uno stand a Interzoo senza aspettare la nuova edizione di Zoomark del 2017. Purtroppo l’esperienza è stata deludente (anche per altri espositori italiani) perché, a suo avviso, erano molti gli stand e l’area espositiva troppo dispersiva. Si è quindi lamentato con me del suggerimento che gli avevo dato. Farò fatica ora a farlo venire a Zoomark ma sono certo che sarebbe la fiera giusta per le sue caratteristiche di media azienda con forte contenuto creativo e qualitativo. Alla fine sono certo che lo troverò con lo stand in fiera a Bologna e sarà costretto a dirmi che avevo ragione. Bisogna fare le scelte giuste.

Antonio Manfredi

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