Editoriale

"Zoomark Una riflessione"
pettrend 04 2015

Da tempo avevo in mente alcune riflessioni che avrei voluto portare ai nostri lettori che, essendo specialisti del settore per animali da compagnia, avrebbero potuto comprendere sviluppando, magari, un confronto su alcuni temi di grande attualità. PetTrend infatti arriva a tutte le categorie che operano professionalmente in questo comparto: dalle aziende che producono petfood o accessori ai titolari di petshop, dagli allevatori ai toelettatori, dagli educatori cinofili ai tecnici veterinari sino ai medici veterinari. Poter pensare quindi ad un possibile confronto fra queste figure professionali sarebbe molto interessante viste le differenti competenze ed esperienze che comunque sono sempre complementari fra loro. Ho quindi pensato di poter utilizzare questo editoriale sul numero speciale Zoomark, numero che fra l'altro ha una distribuzione molto più ampia della solita, per proporvi alcune considerazioni. Di solito in questa occasione si evidenzia l'importanza della fiera ed il successo che continua ad avere: più stand, più mq, più aziende sia italiane che straniere, più convegni, ma soprattutto (lo dicono le previsioni) più visitatori dall'Italia e da tutto il mondo. Zoomark quindi si conferma senza ombra di dubbio la più importante fiera del settore negli anni dispari, visto che Interzoo (Norimberga) viene proposta negli anni pari. Dando allora per scontato il grande successo di questa edizione di Zoomark che porta a credere in un suo costante sviluppo nei prossimi anni, veniamo all'argomento sul quale volevo esprimere alcune riflessioni: il petfood. A Zoomark saranno 130 gli stand di aziende che propongono prodotti alimentari per animali da compagnia. Migliaia di proposte per tutte le esigenze, necessità e differenti tipologie di animali alle quali si aggiungono diete ed integratori. Alimenti naturali, biologici, vegetariani, vegani, anti allergici, ecc. È veramente impossibile oggi non trovare il petfood più adatto per ogni animale, in grado di soddisfare le sue esigenze alimentari sia per appetibilità, componenti, caratteristiche, patologie, ecc. Per ogni animale quindi è disponibile un prodotto alimentare che sembra realizzato specificatamente per lui, un petfood non solo adeguato per le caratteristiche che esprime ma anche estremamente sicuro e garantito per la scelta delle materie prime ed i processi produttivi d'avanguardia controllati costantemente da veterinari con le stesse procedure previste per i prodotti alimentari per l'uomo. Nonostante questo, negli ultimi tempi sta diventando di moda, sostenuta anche dai media sempre alla ricerca di nuovi "scoop", la tendenza a proporre al proprio animale una dieta casalinga, non gli scarti della tavola, ma un'alimentazione basata su ricette proposte non da esperti veterinari nutrizionisti, ma chef o personaggi famosi. Queste ricette non solo non sono adeguate per le esigenze dell'animale, basandosi solo sulla creatività o fantasia personale e puntando più che altro sull'appetibilità e sulla presentazione, ma sono molto spesso veramente pericolose per la salute ed il benessere dell'animale come ha dimostrato una recente indagine negli USA basata su oltre 200 ricette proposte in Internet su siti specializzati. Sono convinto che questa moda, che non trova alcuna giustificazione o necessità se non quella di essere una "moda", e quindi di fare "notizia", debba essere combattuta con uno sforzo comune da tutti gli specialisti del nostro settore soprattutto nell'interesse degli stessi animali. Non dobbiamo mai dimenticare che la diffusione degli animali da compagnia, il netto miglioramento del loro stato di salute e l'allungamento significativo della loro vita media sono dovuti soprattutto al continuo incremento dell'utilizzo del petfood.

Antonio Manfredi

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