Editoriale

"2016: anno nuovo vita nuova"
pettrend 10 2015

Leggendo i quotidiani degli ultimi giorni, mentre stavamo per chiudere questo numero di PetTrend, molte notizie riguardavano direttamente il nostro settore o comunque potevano interessare i professionisti che vi operano ai diversi livelli. Incominciamo da quelle più generali che riguardano l’economia italiana. “La fiducia è ai livelli precrisi” ha dichiarato il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ha poi proseguito: “L’Italia ci crede, noi ci siamo”. Dichiarazioni di un politico che è alla ricerca di consenso? Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, conferma questo ottimismo: “Ci sono segnali di ripresa che lasciano sperare che la più lunga crisi economica dalla seconda metà del 900 sia finalmente alle spalle”. Quali sono i segnali che giustificano questi interventi? Il Governatore della Banca d’Italia prevede per il 2015 una crescita del Pil dell’1%. Un dato che solo pochi mesi fa sarebbe stato impossibile solo sperarlo. Secondo i dati dell’ISTAT stanno crescendo tutti i settori ed i consumi delle famiglie aumentano in modo significativo. Il Centro Studi di Confindustria rivela un incremento della produzione industriale dello 0,2% nel mese di ottobre dopo un ottimo 0,8% di settembre. Confcommercio invece evidenzia che ci sono tutti i presupposti perché famiglie e imprese accelerino consumi ed investimenti. Confesercenti infine evidenzia una inversione di tendenza certamente positiva anche se ci vorrà un po’ di tempo per recuperare un gap significativo nella fiducia soprattutto fra le piccole imprese. Tutti d’accordo quindi? Possiamo crederci anche noi? L’unica nota critica proviene dai sindacati che lamentano la perdita di potere d’acquisto degli stipendi, soprattutto nel settore pubblico, anche se devono ammettere che la disoccupazione è certamente in calo e le assunzioni a tempo indeterminato sono in netta crescita. Anno nuovo vita nuova? Sembra di sì anche se sono molti i problemi che restano da risolvere. Passando ad altro argomento, pochi giorni fa è apparsa sui media una notizia che può riguardare il nostro settore e sulla quale vale la pena fare qualche considerazione: l’Europa ha dato il via libera agli insetti a tavola. L’Europarlamento ha infatti approvato nuove regole riguardanti i cosiddetti cibi del futuro:insetti, alghe, ecc. anche se l’iter può essere ancora lungo (approvazione del regolamento sui nuovi prodotti alimentari da parte dei governi dei 28 paesi della UE e del Consiglio europeo) e comunque la parola definitiva dovrà essere espressa dalla EFSA che ha già rilasciato alcuni commenti. “L’uso di insetti come fonte di alimenti e mangimi ha, potenzialmente, importanti benefici per l’ambiente, l’economia e la sicurezza della disponibilità alimentare.” Potrebbero essere quindi una materia prima per le produzioni di mangimi per animali e quindi anche per il petfood. I più scettici e contrari hanno espresso preoccupazione per la sicurezza di queste farine ma l’EFSA ha già indirettamente risposto a questi dubbi e timori ricordando che l’eventuale presenza di pericoli biologici e chimici dipenderebbe dai metodi di produzione, da ciò con cui gli insetti vengono nutriti, il cosiddetto “substrato”, dalla fase nel ciclo di vita nella quale gli insetti vengono raccolti, dalle specie di insetti nonché dai metodi utilizzati per la loro trasformazione. Se gli insetti non trasformati vengono nutriti con sostanze per mangimi attualmente autorizzate, la potenziale insorgenza di pericoli microbiologici è prevedibilmente simile a quella associata ad altre fonti di proteine non trasformate. A parità di rischio gli insetti, come fonte di proteine, esprimono indubbi vantaggi per i costi di produzione ridotti rispetto ad altre fonti: si utilizza meno terra che produrre soia, per il “substrato” si utilizzano scarti vegetali dei processi di trasformazione per alimenti umani ed inoltre gli allevamenti di insetti hanno emissioni di gas serra ridotte garantendo così un ottimo livello di eco sostenibilità. Forse al momento la notizia ci lascia un po’ perplessi ma anche il futuro del petfood passerà probabilmente da queste parti. Buona lettura.

Antonio Manfredi

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