Editoriale

"Ci crediamo sempre nonostante il ritardo"
pettrend 10 2014

«"Egr. Direttore, leggo sempre con interesse i suoi editoriali perché trattano temi che ci coinvolgono fortemente nel nostro lavoro e vorrà quindi perdonarmi se le scrivo queste poche righe ma credo sia doveroso farle notare che le sue ottimistiche prevsioni in verità non si stanno avverando. Credo che debba ammettere che quanto secondo lei doveva accadere entro l'anno: crescita del PIL, sviluppo dei consumi, aumento degli investimenti e leggero indice di inflazione per sostenere la produzione, non si è realizzato e ci troviamo invece una situazione di deflazione, un calo del PIL, sia pure minimo, e caduta continua dei consumi. Cosa ne pensa?". Ho deciso di pubblicare questa lettera, in verità una email, perché considerando la forma ed i contenuti sono convinto che questo nostro lettore sia certamente un titolare di Petshop, così lui stesso si firma, non tanto giovane e che da anni con grande professionalità e passione svolge il suo lavoro e continua a farlo nonostante le reali difficoltà del momento. Merita quindi una doverosa risposta. È vero che quanto avevo previsto e scritto nei miei ultimi editoriali, esprimendo ottimismo e fiducia verso questo Governo, non si è proprio avverato ma questo non significa avere sbagliato le previsioni ma, a mio avviso, aver solo considerato tempi più stretti di quelli realmente necessari perché tutto quanto previsto potesse avverarsi peccando forse di troppo ottimismo. Probabilmente ci vuole soltanto un po' di pazienza per dare tempo alle riforme in atto di portare i loro benefici a sostegno della ripresa della nostra economia nazionale. D'altra parte in questi ultimi mesi sono anche accadute situazioni internazionali (Ucraina, Irak, ecc.) del tutto imprevedibili e che stanno incidendo in modo negativo sull'economia mondiale ed in particolare sulla nostra. Per fare un esempio calcistico, che mi permette forse di spiegare meglio come la penso, diciamo che pensavo di finire il primo tempo con un 1 a zero per la nostra nazionale mentre ci siamo trovati fermi su un pareggio senza goal e con un gioco migliore degli avversari, ma abbiamo ancora tutto il secondo tempo per dimostrare la nostra superiorità fisica e strategica vincendo alla fine questa partita. Non sarà una vittoria alla grande ma sicuramente una vittoria. Rileggendo queste ultime righe mi rendo conto che forse aver preso come esempio la nostra nazionale di calcio, dopo il bel risultato brasiliano, non è stata certo la scelta migliore, ma non dobbiamo temere confronti che non avrebbero alcun senso. Un'ultima riflessione: questa partita che stiamo giocando è molto più importante di quelle di San Paolo e non possiamo quindi permetterci di guardarla passivamente dagli spalti o davanti alla televisione ma ci costringe ad essere tutti noi, nei diversi ruoli, reali protagonisti per ottenere una vittoria che non possiamo assolutamente mancare. Buona lettura.

Antonio Manfredi

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