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Per molti anni il mercato degli animali da compagnia è stato raccontato quasi esclusivamente attraverso i numeri del pet food. Oggi questa chiave di lettura non appare più sufficiente. Se gli alimenti per cani e gatti sono evidentemente una spesa importante per molte famiglie italiane, il vero cambiamento che sta ridefinendo il settore riguarda il concetto stesso di benessere animale.

L’ultima fotografia del mercato del nostro Paese mostra come il comparto pet food e pet care valga oggi complessivamente 5,4 miliardi di euro nei dodici mesi a luglio 2026 e cresce di quasi quattro punti percentuali. Ne parliamo a pagina 8 con una relazione sull’intervento di Paolo Garro, Business Insights Senior Director di Circana, all’Italian Pet Summit del Sole 24 Ore.

Il dato è rilevante, ma la crescita a valore potrebbe far pensare a un mercato che risente semplicemente delle pressioni inflazionistiche. Da un esame corretto dei dati appare invece evidente come i consumatori si stiano spostanto verso il canale specializzato e l’ecommerce per cercare prodotti di alto valore a prescindere dal loro prezzo.

I consumatori in larga misura tendono quindi a non acquistare prodotti per soddisfare semplicemente i bisogni primari di cani e gatti. Si cercano invece sempre più soluzioni in grado di migliorare la qualità della vita dell’animale, favorirne l’equilibrio comportamentale e rafforzare la relazione con la famiglia.

A conferma di questa ormai evidente trasformazione del mercato, nel nostro Dossier sugli alimenti per cani e gatti anziani, a pagina 38, le aziende del settore che intervengono mostrano grande interesse per questo segmento dove appare lampante la domanda di prodotti premium e specializzati. In questo scenario il canale specializzato dispone di un vantaggio competitivo significativo.

La migrazione degli acquisti verso pet shop, catene specializzate ed e-commerce evidenzia come il cliente cerchi sempre più consulenza, profondità dell’assortimento e competenza. Non basta esporre un prodotto: occorre raccontarne la funzione, il beneficio e il valore per il benessere dell’animale.

Il mercato pet italiano sta quindi entrando in una nuova fase di maturità. La sfida non sarà  più soltanto vendere prodotti, ma interpretare un concetto di cura sempre più ampio e specialistico. L’imperativo per tutti è restare informati e attenti alle richieste del mercato. Un aiuto ci viene dato dalla intelligenza artificiale e dai suoi agenti.

Di cosa stiamo parlando? È presto detto. Un agente non produce soltanto un testo da leggere e ricopiare: aggiorna un foglio di calcolo, invia un messaggio, crea una scheda in un gestionale, pubblica la risposta.

Chiude il cerchio senza che nessuno debba fare l’ultimo passo a mano. L’agente AI insomma non è più un semplice strumento ma un collaboratore a cui deleghiamo qualcosa da fare in ambito digitale. Ne parliamo a pagina 66, con la prima parte di una guida all’uso di questa opportunità.

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