Il mercato del petfood e del pet care non conosce sosta. A fotografare lo stato di salute eccezionale del settore sono i dati presentati da Paolo Garro, business insights senior director di Circana, dal palco dell’Italian Pet Summit del Sole 24 Ore: un comparto dinamico, resiliente e in forte accelerazione.
I numeri
Il mercato complessivo del pet care ha raggiunto quota 5,4 miliardi di euro (dati aggiornati a luglio 2026). Un’ascesa costante se si pensa che il valore era sotto i 5 miliardi nel 2023 e aveva toccato i 5,1 miliardi nel 2024.
Il vero dato eclatante, però, è l’accelerazione recente:
- +2,6% la chiusura registrata nel 2025.
- +4,2% la crescita nei primi sette mesi del 2026.
Numeri che superano ampiamente la media del largo consumo, fermo nello stesso periodo a un +2,3%.
Entrando nel dettaglio dei segmenti, la crescita coinvolge sia l’alimentare sia i prodotti non alimentari, ma è il pet care non food a registrare l’andamento più dinamico con un +6% (rispetto al +3% del cibo).
Se ci si sposta sul fronte del pet food (che vale complessivamente 4,2 miliardi di euro), il vero motore della crescita è il mondo felino: la nutrizione per gatti registra incrementi importanti, con gli snack per mici che volano a doppia cifra.
Le motivazioni della crescita
Ma cosa sta spingendo questa impennata della spesa? Secondo l’analisi di Circana, non è l’inflazione a trainare il mercato, bensì la premiumization dell’offerta: i consumatori cercano prodotti di fascia più alta e a elevato valore aggiunto.
Alla base di tutto c’è il profondo fenomeno dell’umanizzazione degli animali da compagnia, ormai percepiti a tutti gli effetti come membri della famiglia. Chi ha un pet pretende per lui la stessa cura e qualità che riserva a se stesso, focalizzandosi su un unico grande obiettivo: il benessere a 360 gradi. Il concetto di benessere si traduce in acquisti mirati e in un’esplosione di categorie specifiche: in primis salute e prevenzione. Crescono infatti i prodotti per la cura gastrointestinale, la gestione di allergie e obesità, la salute articolare e delle vie urinarie. Ma c’è anche il boom degli integratori: il mercato dei pet supplements vale oggi 76 milioni di euro, con una crescita vertiginosa del 20% (dieci volte superiore alla media del largo consumo). Non ultimo la personalizzazione: la dieta si fa sartoriale. L’industria risponde con alimenti cucinati su misura, porzionati e consegnati direttamente a domicilio. A chiudere il cerchio ci sono i temi della sostenibilità e della responsabilità sociale: packaging sempre più green e riciclabili, iniziative solidali a supporto di canili e gattili e una diffusione sempre maggiore di progetti di pet therapy.



